Benvenuto Choco Story Torino

Finalmente apre a Torino, all’interno dell’antica Pasticceria Pfatisch, il museo dedicato all'affascinante storia e arte del cioccolato. Un’esperienza immersiva e interattiva per tutti, con percorsi speciali dedicati ai più piccoli. Entrate con noi per una visita in anteprima!

Dopo mesi di intenso e dedicato lavoro, oggi inaugura ufficialmente Choco Story Torino, il Museo del Cioccolato e del Gianduia, concepito all’interno della pasticceria Pfatisch, le cui origini risalgono al 1915, oggi gestita da Francesco e Stefanella Ciocatto, insieme ai figli Elena e Alberto. Sono proprio loro, insieme al visionario belga Eddy Van Belle, ad aver reso reale il progetto, da decenni ambito da tutti i torinesi, con il desiderio di narrare e condividere l’affascinante storia del cioccolato, dalla fava di cacao al gianduiotto incartato a mano. È così che, in via Sacchi 38, nel cuore di Torino, vicino alla stazione di Porta Nuova, ha preso forma il progetto museale negli spazi sotterranei della storica pasticceria, oggi posta al numero 42 della stessa via.
Choco-Story Torino è dunque il museo dedicato a svelare al grande pubblico l’affascinante mondo del cioccolato, per conoscere dettagli e curiosità su come nascono praline, cioccolatini e tavolette, attraverso un percorso che consente di esplorare le origini della coltivazione del cacao, le prime ricette dei Maya e degli Aztechi, l’importazione in Europa e la nascita della grande tradizione artigianale, specie a Torino e in Piemonte.
Oltre 700 oggetti antichi testimoniano questo viaggio straordinario: molinillos, metate, strumenti per la lavorazione dello zucchero, stampi, tazze e cioccolatiere, confezioni, scatole, documenti, macchinari….

 

Viaggio al centro del Museo

Accolti sin dall’ingresso in un mondo di cioccolato, con lo shop dedicato a gadget e libri in tema (ovviamente sono presenti anche i nostri della Chiriotti Editori!), si scendono le scale (o si usa l’ascensore) per iniziare il viaggio, che prende il via nella sala dedicata alla scoperta e ai primi sviluppi della coltura del cacao. Grazie a pratiche audioguide in più lingue, il racconto parte dalle origini, con le divinità che hanno donato agli uomini il cacao, immersi nella cornice suggestiva di un tempio Maya ricostruito. E qui la leggenda prende forma. Il serpente piumato, Quetzalcoatl, creatore del mondo e dell’umanità, uno degli dèi più importanti dell’antica Mesoamerica, si anima e mostra agli uomini la pianta, i suoi stupendi fiori che nascono attaccati al tronco e la loro trasformazione in cabosside con, all’interno, i preziosi semi. Suggestivo il viaggio intrapreso da Cristoforo Colombo che venne in contatto, nella sua terza spedizione, con i semi del cacao, anche se fu Hernán Cortés per primo portare in Europa il mitico ingrediente. Ci si imbarca così su un galeone, dotato di carte nautiche da esplorare e di una vedetta che annuncia l’arrivo nel Nuovo Mondo.
Come viene coltivato il cacao e come si passa dall’albero ad un chilo di fondente lo si scopre passeggiando fra varie teche e stando seduti su un divano fatto da sacchi in iuta contenenti fave di cacao, osservando un globo interattivo che racconta l’evoluzione del mercato mondiale, le varietà di cacao esistenti e quali sono le nazioni che lo producono con le varie percentuali.

Di particolare interesse per i professionisti è il video che presenta i metodi per il controllo della qualità dei semi, per comprenderne la corretta fermentazione ed essiccazione.
Pochi passi e si approda alla Torino dell’Ottocento: una carrozza reale conduce al percorso e alla nascita delle ricette più celebri, dal bicerin al gianduiotto, oltre a tante altre ghiottonerie che sono parte della nostra cultura legata al cacao. È proprio alla città di Torino e al Piemonte che è dedicata gran parte dell’esposizione, con una sala che riproduce il Palazzo Reale, dove i nobili ebbero per primi il privilegio di gustare l’esotico alimento, liquido, misterioso e irresistibile. Vi sono caratteristici angoli dedicati agli inevitabili scatti social, così come spazi interattivi e sensoriali per annusare gli ingredienti delle ricette storiche e i video touch per scoprire i diversi modelli di cioccolatiere e tazze. Piaceranno molto, non solo ai bambini, anche le molteplici esperienze didattiche e i giochi digitali dislocati in più punti del Museo, per apprendere divertendosi.

Poco più avanti, vengono ricordati anche gli stampi che hanno fatto la fortuna di diverse aziende con un’ampia esposizione del secolo scorso, raggruppati secondo le festività o i momenti significativi del calendario: la Pasqua con tanti conigli in pose divertenti, san Valentino con i cuori testimonianza d’amore, i pesci simbolo di abbondanza, donati il primo aprile, san Nicola e Babbi Natale, di cui uno piuttosto grande con la sempre presente Befana, utilizzati probabilmente per creare emozionanti pezzi da vetrina. E poi, animaletti e anche i classici stampi di praline e tavolette, partendo dai più antichi in metallo ai moderni in plastica e poliuretano.


Un’intera sala è dedicata al racconto dell’invenzione del gianduiotto, il primo cioccolatino incartato al mondo, oggi riconosciuto quale prodotto IGP: un macchinario di fine ‘800 per la sgusciatura delle nocciole del Piemonte troneggia al centro, accanto al costume originale di Gianduia, simbolo del Carnevale torinese.


Ricca e straordinaria è la storia dei cioccolatieri torinesi e piemontesi menzionati lungo la Linea del Tempo, che ripercorre la fondazione delle pasticcerie e cioccolaterie che hanno impresso la propria eccellenza artigianale nella memoria collettiva e che sono entrate nei ricordi di tante generazioni.


Nel medesimo corridoio sono esposte le numerose scatole di latta che testimoniano questo prestigioso patrimonio dolciario del distretto piemontese: la nutrita collezione è frutto dell’appassionata ricerca pluridecennale della compianta Emilia Coccolo Chiriotti, alla quale è dedicato un pannello commemorativo, proprio per evidenziare il suo apporto prezioso alla cultura dolciaria, non solo attraverso la rivista “Pasticceria Internazionale”, ma anche con il Centro Studi Pasticceria Internazionale che, a Pinerolo, To, conserva tutto quanto possa testimoniare la professione dolciaria nei secoli. Oltretutto, la nostra testata ha avuto il piacere di contribuire, sin dal concepimento progettuale del Museo, anche sul fronte dei contenuti culturali e storici, trovando una profonda sintonia con Eddy Van Belle e con la famiglia Ciocatto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra visita prosegue entrando nel clou della fabbrica, con le macchine, in uso già nel 1921 e oggi ancora funzionanti, che sono da sempre custodite all’interno di un Locale Storico d’Italia come Pfatisch. Si entra qui in un angolo della storia, forse meno noto, ma che merita di essere portato alla luce, andando anche a spiegare, grazie a più pannelli, tutto il processo produttivo.

 

 

 

 

 

 

Ed è tanto coinvolgente guardare al passato quanto poter osservare come oggi lavorino i cioccolatieri, con quale cura e passione diano forma alle leccornie che allietano i palati. Oltre all’area adibita alla visione di filmati e quella dedicata alle dimostrazioni pratiche, è possibile ammirare anche grandi opere in cioccolato, così come una collezione di uova pasquali finemente decorate a mano da Stefanella Bergiotti (in Ciocatto). Proprio a questo punto, viene onorata anche la figura del maestro Guido Bellissima, che a Torino, in qualità di docente presso l’Arte Bianca e attivo presso più realtà locali, divenne il “padre della decorazione all’italiana”, grazie al magistrale impiego della ghiaccia reale e non solo.
Dopo aver visitato la stanza dedicato a “salute e cioccolato” ed essersi rilassati nella sala cinema, ovviamente sempre in tema, attraverso una scala che collega la parte sotterranea con il retrobottega di Pfatisch, il nostro viaggio volge al termine, accolti in un ulteriore “mondo antico” con i tavoli di marmo, il gigantesco forno e una panoramica sul laboratorio della produzione salata della Casa, che continua a raccogliere svariati riconoscimenti. Qui i visitatori possono sedersi per una degustazione o acquistare prodotti di cioccolateria e confetteria “made in Pfatisch”, concludendo l’esperienza all’interno dell’antica pasticceria, tutta in boiserie, con una variopinta offerta di mignon, torte, monoporzioni, lievitati e naturalmente praline, cioccolatini e gianduiotti.

Informazioni pratiche per la visita
Tutti i giorni, dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16), è possibile visitare Choco Story Torino, accolti dalla direttrice Beatrice Cagliero, affiancata da Raffaella e Alessandra.
Con l’acquisto del biglietto (€12 l’intero; €10 il ridotto, €7 dai 3 agli 11 anni; gratis sino ai 2 anni; sconti per i gruppi oltre le 15 persone), è possibile aggiungere la degustazione di una cioccolata calda, una mono Festivo o tre mignon.
Il visitatore è guidato nel percorso da un’audioguida disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco.
Per rendere l’esperienza ancora più immersiva, il museo offre numerose attività interattive, installazioni e giochi didattici che permettono di immergersi nel racconto e che sono adatti a coinvolgere un pubblico di tutte le età.
Sette stazioni gioco sono concepite appositamente per i visitatori più piccoli, mentre 46 tappe audio guida consentono di approfondire i molteplici temi presentati.
Vi è inoltre l’opportunità di prenotare per eventi privati e aziendali, con aperitivi e banqueting personalizzati.

choco-story-torino.it

Foto Federico Gorgoglione e redazione

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