Arte, tradizione, turismo e creatività tra ceramiche e biscotti

E’ partita alla Bit di Milano “Le strade della Ceramica”, iniziativa che valorizza la tradizione della ceramica siciliana e che entra nel vivo con un itinerario artistico e turistico nei sei comuni aderenti all’evento, Monreale, Collesano, Burgio, Sciacca, Santo Stefano di Camastra e Caltagirone, legando questa arte a quella biscottiera

Regina Siciliana proveniente da Monreale autore Nicolò Giuliano

 

Tutto ha avuto inizio a Milano alla Borsa Internazionale del Turismo nel Padiglione della Regione Sicilia con la presentazione de “Le strade della Ceramica”, iniziativa che riunisce le sei città che fanno rete fra loro nel nome della ceramica siciliana: Monreale, Collesano, Burgio, Sciacca, Santo Stefano di Camastra e Caltagirone. Questi centri si sono presentati in fiera con l’esposizione di 16 pezzi unici, una sintesi delle meraviglie dell’arte ceramista siciliana. Queste ceramiche, sorrette da supporti specchiati, hanno attratto moltissimi visitatori che si sono soffermati per ammirarli come in un vero e proprio museo, composto da alcune opere esclusive provenienti da collezioni private e musei civici.

 

Panoramica delle ceramiche allo stand della Regione Sicilia alla BIT 2024

 

Tra queste da Collesano il vaso del ceramista Giovanni Manganello, da Caltagirone, Ct “La Cupola” di Giuseppe Pistone, da Monreale, Pa, il maestro Nicolò Giuliano ha portato due teste di moro denominate “Re siciliano” e “Regina siciliana”, da Burgio, Ag, la “Grasta” (testa) con merli e decori” di Paolo Caravella. Da Sciacca, Ag, il Vaso Albarello di Giuseppe Stefano Trapani, da Santo Stefano di Camastra, Me, due teste di moro realizzate dagli studenti del liceo artistico regionale “Ciro Michele Esposito” di Santo Stefano di Camastra, che hanno proposto una dimostrazione dal vivo della lavorazione al tornio e della decorazione delle piastrelle guidati dal dal prof. Salvatore Bartolotta, ceramista intervistato nell’articolo “Imperfetta meraviglia” su TuttoGelato del gennaio 2020, in occasione della tavola rotonda che abbiamo organizzato a Sherbeth Festival 2019 su “I numeri dell’artigianalità”.

Il Vaso di Giuseppe Manganello, proveniente da Collesano, Pa

“Biscotti” di ceramica e di zucchero e farina

Durante la tre giorni milanese i visitatori oltre ad ammirare le differenti creazioni hanno potuto degustare i prodotti da forno, come biscotti e pane, di Gianmichele Messina della Forneria Messina di San Martino delle Scale, frazione del comune di Monreale, Pa, e, come dolce, le cassatine tipiche di Collesano, Pa, presentate dalla sindaca Tiziana Cascio nelle “confezioni” create ad hoc, rimarcando così lo stretto legame fra la produzione di ceramiche e la tradizione dolciaria siciliana. Queste sei città si contraddistinguono infatti anche per la produzione di prodotti da forno che, così come le ceramiche artistiche, fanno parte integrante dell’identità locale. Entrambi sono effettivamente “prodotti da forno”, entrambi necessitano di un impasto, di una manipolazione, di una cottura e di una decorazione. Il “Biscotto” è la prima fase della realizzazione del manufatto in ceramica, viene cotto una prima vota in forno, e dopo la verniciatura, è pronto per le successive cotture. A spiegarci tipi e specificità dolci che si potranno degustare nel corso dell’itinerario il pasticcere Gianmichele Messina.

 

 

“Iniziamo dai Biscotti di Monreale a forma di “S” che sono un’invenzione dalle monache benedettine del monastero di San Castrenze e sono realizzati con farina 00, acqua, zucchero e strutto e poi glassati”, che lui produce anche nella versione con farro integrale e zucchero di canna, “abbiamo poi i Buccellati o “Cucciddati” di frolla, farcita con fichi secchi tritati e frutta secca ricoperti di glassa bianca e codette colorate, proseguiamo con i Quaresimali, biscotti croccanti con mandorle dal gusto di torrone siciliano da accompagnare ai vini liquorosi, e terminiamo con il Croccante di Tumminia (in dialetto siciliano, Timilia in italiano ) preparato con grani siciliani antichi come la farina di Tumminia e quella di Maiorca, macinati a pietra naturale per mantenere integro il germe preservandone le caratteristiche nutrizionali e sensoriali, e impastatati con vino rosso, in genere Nero d’Avola, e olio EVO e lievitati con il cremor tartaro che li rende digeribili e leggeri, oltreché adatti a vegetariani e vegani; con la stessa farina di Tumminia produciamo anche il pane molto richiesto e apprezzato”.

E.B.

 

Testa de Moro Liceo Artistico Regionale per la ceramica di Michele Esposito di S. Stefano di Camastra, Me, Prof. Salvatore Bartolotta
I fratelli Lorena e Gianmichele Messina, entrambi maestri pizzaioli della Nazionale Italiana Pizzaioli

 

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