Il Consorzio SIPAN annuncia il MIPPP 2025

 

 

 

Dopo la nomina di Andrea Gaibazzi come presidente, affiancato dai vice presidenti Stefano Salvadori (AD di Sigma) e Benedetta Martini (consigliere di STM Products), il consiglio direttivo del Consorzio SIPAN, che rappresenta le 70 maggiori aziende italiane nel campo del bakery, sta definendo linee guida importanti nell’ottica di accompagnare il comparto verso un cambiamento in chiave più contemporanea, siglando anche un accordo pluriennale con Fiera Milano per la realizzazione di una nuova e specifica fiera di settore di orientamento internazionale, denominata MIPPP, che sarà organizzata nel contesto di HOST, dall’edizione dell’ottobre 2025, con cadenza biennale.
Insieme al neo presidente Gaibazzi, già AD di Tagliavini Forni, facciamo il punto sugli obiettivi del Consorzio, specie in merito al Progetto Fiere.

Come si concretizza l’accordo pluriennale con Fiera Milano?
Erano diversi anni che reciprocamente ci attenzionavamo e solo lo scorso anno abbiamo raggiunto l’accordo. Da una prima sensazione posso dire che sono dei professionisti di altissimo livello e che le strutture interne ed esterne alla loro organizzazione possono garantire l’implementazione di un evento di assoluto successo. Il tema vero da parte dei soci è quello di ottimizzare l’investimento fieristico, che sempre di più rappresenta un costo pesante sui bilanci delle singole società. Dovremo arrivare a selezionare solo alcuni eventi di caratura elevata, tralasciando per contro tutti quelli minori che comunque riservano alle aziende molti costi e impiego di risorse.

In vista dell’appuntamento con la MIPPP, quali sono le azioni che si stanno portando avanti per promuoverne verticalità e internazionalità?
Come tutti progetti contemporanei, alla base del successo del prossimo MIPPP ci saranno le “relazioni” e le collaborazioni. A questo proposito abbiamo intenzione di coinvolgere tutte le associazioni di categoria che gravitano intorno alla galassia del bakery, come Italmopa (che rappresenta le aziende molitrici), Assipan e Fippa (che rappresentano il mondo dei panificatori e pasticcieri), Assitol (che rappresenta le aziende produttrici di prodotti lievitanti e oli). È inoltre obiettivo comune coinvolgere anche le associazioni paritetiche estere.

Altri punti cruciali?
L’interconnettività: raccogliere su App dedicate ogni informazione legata alla fiera. Ogni visitatore potrà consultare l’elenco degli espositori per categoria, nome e posizione fieristica, oltre che interagire con decine di altri servizi messi a disposizione (a titolo esemplificativo l’offerta ristorativa in zona e tanto altro). Il concambio prezioso di questi servizi gratuiti sono la raccolta dei dati di ciascun visitatore e la possibilità di scambiare – anche a distanza di migliaia di km – informazioni rispetto al business e alle opportunità. Sul fronte dell’internazionalità è giusto ricordare che siamo nel grembo di Host, che è a tutti gli effetti la fiera internazionale mondiale dell’HoReCa. Il nostro settore sta diventando sempre più trasversale e abbraccia spessissimo questo mondo. Quindi contiamo che l’alto livello di internazionalizzazione di Host possa contaminare ed allargarsi sempre di più al nostro MIPPP.

Quanto è cruciale dare forma ad un evento mondiale che valorizzi il comparto dei costruttori italiani?
Io amo definire il patrimonio di panificazione italiano “Bake in Italy”. La Panificazione Moderna nel Mondo, infatti, risiede prevalentemente in Europa, dove Italia, Francia e Germania sono i Paesi più rappresentativi. Senza voler stilare classifiche campanilistiche, posso serenamente affermare che l’Italia, a differenza delle altre due nazioni citate, offre storicamente un numero di qualità e varianti di pani enorme. Le nostre abitudini alimentari sui panificati cambiano ogni 50 km e questo è il bello e, al tempo stesso, la complessità, del nostro Paese. Quindi, penso che in mezzo a queste centinaia di tipologie di prodotti, il Mondo possa prendere spunto e apprezzare quanto il “Bake in Italy” sia un plus imprescindibile.

Come si evolverà il settore? 
È difficile dirlo perché tutto è ormai così veloce e frenetico, ma la tendenza di questi ultimi anni si incentra soprattutto in minor produzione, ma più di qualità. Il recupero delle ricette originali e dei grani antichi, il rispetto delle tempistiche di realizzazione di un prodotto sono sempre più temi sensibili per il consumatore, e di conseguenza anche per i produttori artigiani. La tendenza sotto il profilo “attrezzature” è orientata a impianti molto performanti ma che rispettino l’artigianalità del prodotto, oppure le micro-bakery a conduzione familiare (una o due persone al massimo). In entrambi i casi il tema caldo sono i consumi e la sostenibilità.

 

Focus su SIPAN

Il Consorzio SIPAN nasce nel 2006 con l’obiettivo di accentrare e risolvere molte problematiche comuni alla maggior parte delle aziende italiane del mondo del bakery. Al momento della costituzione le aziende erano 24, oggi i soci sono quasi 70, tra piccole e medie aziende, che sviluppano circa 800 Mln di fatturato, con una quota export media del 58%. Le tematiche che affronta ,per conto di tutti i soci, sono di carattere tecnico/normativo e fieristico. “Sul primo fronte – specifica il presidente Andrea Gaibazzi – abbiamo incaricato un tecnico molto quotato in materia, l’ing. Giovanni Zanetti, che ci rappresenta in Europa ormai da alcuni anni, arrivando oggi per merito a presiedere e coordinare i tavoli tecnici sui quali vengono delineate le norme guida in materia di sicurezza europea delle nostre attrezzature. Sul fronte fieristico, siamo riusciti a costituire un forte fronte comune di esigenze e opportunità, per poterci confrontare con più forza e massa critica importante, con i poli fieristici più importanti in Italia. Dapprima siamo stati ‘partner’ di Fiera Rimini, organizzando con loro triennalmente la nostra fiera ABTech, mentre dal prossimo 2025 saremo insieme a Fiera Milano per la nascita del nuovo MIPPP.

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