La boutique di Maicol

Inaugura oggi a Torino il nuovo mondo di Maicol Vitellozzi e Francesca Corbo

Maicol Vitellozzi e Francesca Corbo.

 

Ha scelto Torino come casa, Maicol Vitellozzi, il pasticciere aretino che è tornato sotto la Mole per aprire il suo primo locale. Si chiama Maicol (crossiant, pane, pasticceria) e si trova in via San Tommaso 27, nel pieno centro cittadino. Con lui, in questa avventura, la giovane pasticcera Francesca Corbo, con la quale condivide l’amore per l’arte bianca e i lievitati.
La bakery è di ispirazione nordica: attenzione alla sostenibilità e al riciclo, niente somministrazione di bevande (anche se in vendita si trovano i succhi di Suqqo, la MoleCola e le birre di Edit, tutte realtà locali, e presto ci sarà la kombucha), grande attenzione per i prodotti da asporto con il giusto numero di referenze fatte bene. Più che di quantità, qui infatti possiamo parlare di qualità, anche se certo la scelta non manca.
Il pasticciere, classe 1987, con esperienza all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, al ristorante Cracco di Milano, al ristorante torinese Del Cambio, dove è rimasto 8 anni, e al fianco dell’esperto dei lievitati Vincenzo Tiri, ha dunque aperto un luogo del gusto che gira intorno alle produzioni da forno.

 

 

Dai lievitati alla pizza alla pala

Il negozio è una piccola boutique che propone dal pane alla pasticceria, passando per pizze alla pala e grandi lievitati a seconda delle stagioni.
Ed ecco la viennoiserie con cinque referenze, più un prodotto special, cinque tipologie di pane e quattro di biscotti: “Da buon toscano non potevano mancare i Cantucci – ci racconta Vitellozzi – che propongo in vendita insieme al Vin Santo di La Torre, un piccolo produttore della mia Arezzo. Poi ci sono i biscotti di meliga a base di mais e limone, gli extra dark al cioccolato e quelli classici alla nocciola. Con gli esuberi del lievito madre realizziamo invece dei cracker a base di mais, sale e olio”.
Aperta dal martedì alla domenica, il locale è dunque il luogo ideale dove acquistare le colombe pasquali (proposte nelle versioni arancia e limone o extra dark al cioccolato), ma anche il pane a lievitazione naturale realizzato sempre nelle versioni da mezzo chilo e da chilo: pane integrale con i cereali; segale integrale; pane cioccolato e albicocche, la baguette tradizionale e il pane di quartiere preparato con segale integrale e farina di tipo 1. Pizza in pala bianca, rossa, margherita e farcita sono le uniche proposte salate, mentre tra le torte da credenza non mancano crostate di frutta e monoporzioni elaborate su una base di pasta frolla.

 

 

Dal Crubik al Pianeta

“Abbiamo cercato di valorizzare la tradizione italiana avvicinandoci a quell’estetica che hanno solo in Francia”, spiega Vitellozzi, mentre presenta un nuovo prodotto: quel Pianeta con babà al caffè e nocciola che richiama Saturno, il dessert al piatto che Vitellozzi aveva ideato nel ristorante Del Cambio. Del resto, il pasticciere innamorato di Torino non è nuovo a forme geometriche particolari per la realizzazione della viennoiserie. Sua è la paternità italiana del Crubik (sfogliato quadrato), come quella del Diamante. “Il Pianeta – approfondisce – è una forma geometrica fuori dagli schemi, che racchiude un babà a base di caffè e crema alla nocciola. E poi abbiamo il cornetto all’italiana semplice o con crema, il pain suisse extra dark con cookie al cioccolato, il vortice integrale con crema alla vaniglia e mele cotte, il pain au chocolat e la girella al cacao con confettura di albicocche, che abbiamo chiamato Sacher”. E al banco non poteva mancare proprio lui: il Crubik 2.0 rivisitato e realizzato con un impasto bicolore e farcito al cioccolato fondente.
La viennoiserie va dai 2,80 ai 6 euro, il pane dai 7 ai 12 al chilo.

Sarah Scaparone

 

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