Patrizia Pragliola vince Mille&UnBabà

La terza edizione di Mille&UnBabà mette in mostra il senso estetico e la ricercatezza della pasticceria al femminile

È stata una finale al femminile quella della terza edizione di Mille&UnBabà, di scena lo scorso 11 marzo nelle sale del Grand Hotel Vesuvio di Napoli. Alle finaliste è stato chiesto di ideare monoporzioni in forme diverse, dalla classica sagoma a fungo o ciambella smerlata, farcite con creme, frutta o glasse e arricchite con inzuppitura prodotta con una bagna differente da quella tradizionale e realizzata, a discrezione, con un liquore, un vino dolce o un distillato.

 

“È emersa una grande professionalità unita a un pregevole senso estetico”, ha commentato le dugustazioni Antimo Caputo, in giuria con Luigi Biasetto e Sal De Riso.
Il concorso premia nuove espressioni contemporanee del dolce simbolo di Napoli. E quest’anno all’unanime i giurati hanno consegnato il titolo a Patrizia Pragliola, pasticcera di origini partenopee, in Abruzzo da 20 anni, dove ha sede il suo locale Seven Bakery, in provincia di Teramo.
ABBA’ è un omaggio alle sue radici campane, un dolce con una mousse di pastiera nell’impasto tradizionale, aromatizzato dalla bagna con Doppio Arancio, distillato storico di Giulianova.
“La pasticceria è femmina, già a partire dal genere grammaticale, e queste occasioni fanno emergere quanto sia spiccata la propensione delle donne per creazioni equilibrate ed eleganti”, ha sottolineato Luigi Biasetto.
In gara c’erano Giusy Persico, dello stellato Il Buco di Sorrento, con Babàrancio, con bavarese allo zabaione, gelatina d’arancia amara, bagna al Cointreau e croccante al caramello profumato alla liquirizia; Carlotta Garofalo, de La Carlotteria, con Babajito, un savarin con bagna al rum, cuore di confit di lime, ganache montata al cioccolato bianco e un extra boost con gel al lime e menta; Federica Finzi, di Palazzo BN a Lecce, con un provocatorio Bab.amburger, un finto panino all’impasto di babà, in cui l’hamburger è dato da un semifreddo al cioccolato fondente e le salse ketchup e maionese da una gelatina di lampone e panna alla vaniglia.

 

Ludovica Faiotto, attiva nel laboratorio di Denis Dianin, ha creato Tesoro, un babà classico, con pepite di albicocca Pellecchiella IGP, gel semiliquido al limone Sfusato di Amalfi e rifinito da crema montata al gelsomino e miele. Infine, da Roma, Veruska Cardellicchio, della gelateria Dare, ha presentato un impasto tradizionale ripieno di crema gelato agrumata al profumo di menta e di cremoso al limone, battezzato Gourmandia.

 

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