Un mondo di menu in mostra a Roma

Tra i tanti rari menu in mostra a Garum - Biblioteca e Museo della Cucina anche i menu della collezione del nostro fondatore Giovanni Chiriotti, grazie a Menu Associati

Parigi, primi giorni del 1871. I parigini sotto assedio macellano e preparano gli animali dello Zoo. Foto www.museodellacucina.com
Un mondo di menu è la mostra in programma dal 5 al 7 aprile presso Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, a Roma, che vedrà in esposizione oltre 400 menu storici e contemporanei, alcuni rari e mai prima esposti al pubblico, provenienti dall’Italia e non solo. Frutto della collaborazione fra Menu Associati e Garum della Fondazione Rossano Boscolo Sesillo, si articola in un percorso di 18 pannelli monotematici più uno conclusivo che conferma l’impegno di Menu Associati e dell’associazione culturale CheftoChef emiliaromagnacuochi a sostegno della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio dell’Unesco. In aggiunta, un catalogo di 464 pagine dense di episodi (e piatti!) da ricordare, con prefazione a cura di Alberto Capatti e testi di Maurizio CampiverdiFranco ChiariniGiulio FanoMatteo Ghirighini e Roberto Liberi.
Fra i menu esposti, anche alcuni della collezione di Giovanni Chiriotti, il compianto fondatore della Chiriotti Editori, nonché socio fondatore di Menu Associati. Ed è inoltre da segnalare la presenza della Presidenza della Repubblica con un pannello che ricorda tutti i Presidenti e i rapporti con le altre Nazioni.
Oltre che un manufatto di fattura pregevole e testimone della storia della gastronomia, il menu è “cronista dell’economia, delle scienze sociali e politiche e della quotidianità a sé contemporanee”. La particolarità di questa mostra è, non a caso, “l’uso dei singoli menu come tessere di un mosaico per raccontare la nostra storia, le conquiste della nostra civiltà e la storia della cucina negli ultimi due secoli”, spiegano il segretario di Menu Associati Giulio Fano e il coordinatore Roberto Liberi. “L’obiettivo è far riconoscere la Cucina Italiana da parte dell’UNESCO come patrimonio gastronomico, come già proposto dall’attuale Governo insieme a diverse altre realtà culturali”.
Il menu a stampa esposto più antico risale al 1803; vi sono poi le prime edizioni dei maggiori teorici quali Grimod de La Reyniere, Câreme, Escoffier, in un percorso ragionato che guida dal servizio ‘alla francese’ a quello ‘alla russa’, fino a Gualtiero Marchesi, passando per il menu delle celebrazioni per lo Statuto Albertino (1848). Spazio poi ai menu di pranzi inquieti (testimoni di incontri e scontri che hanno fondato la storia moderna e contemporanea), quelli legati a grandi imprese e a celebrazioni di significative opere. L’excursus muove, inoltre, dalla quotidianità dei soldati dei due conflitti mondiali alle occasioni speciali dei reali, tra menu stampati su seta e porcellana, in grafica Belle Époque e bon-rock, quelli messi a punto per gli Expo, convegni Nobel e grandi eventi sportivi. Ma anche i menu del Titanic e dell’incoronazione di Elisabetta II.
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