La Liste premia Da Vittorio

Da Vittorio, di Enrico e Roberto Cerea, è tra i silver per La Liste, nota classifica internazionale della cucina d’autore

 

È il numero uno in Italia, nella tornata argento (al decimo posto) de La Liste 2024, definita la classifica delle classifiche con 1.000 luoghi di ristorazione di prim’ordine, sparsi in vari continenti: Da Vittorio, a Brusaporto. E gli chef Enrico e Roberto Cerea sono stati anche tra gli autori della cena di gala, in vista della cerimonia di premiazione, avvenuta lo scorso 20 novembre al Quai d’Orsay a Parigi, con Stéphanie Le Quellec, Guy Savoy, Jean-François Piège, Myriam Sabet, i cuochi del Ministero, guidati da Thierry Charrier, e la scuola Médéric.
Dunque, con solo mezzo punto in meno (con 99/100), Da Vittorio segue i primi sette: Le Bernardin di Éric Ripert a New York; in Francia, La Vague d’Or di Arnaud Donckele a Saint-Tropez e il ristorante omonimo di Guy Savoy a Parigi; L’Enclume di Simon Rogan a Grange-over-Sands, nel Regno Unito; Schwarzwaldstube di Harald Wohlfahrt e Torsten Michel a Baiersbronn, in Germania; in Asia, Sushi Saito di Takashi Saito a Tokyo, e Lung King Heen di Chan Yan Tak a Hong Kong.
Guardando la classifica, il Giappone detiene 139 voci in classifica, seguito dalla Cina; la scelta migliore a Singapore è Odette di Julien Royer, mentre Sühring è protagonista in Tailandia. Gli Stati Uniti contano 106 ristoranti premiati, in oltre 40 città; new entry degne di nota sono Tatiana, di Kwame Onwuachi e Koloman a New York. In America Latina, il leader del Messico è Quintonil; la prima scelta in Brasile è A Casa do Porco; Maïdo è il favorito in Perù.
Un notevole pareggio per la prima posizione mette in mostra invece l’eccellenza culinaria dell’Europa. In top 3 anche gli italiani Le Calandre di Rubano dei fratelli Alajmo, Dal Pescatore degli chef Nadia e Giovanni Santini, e Piazza Duomo di Enrico Crippa.

I trend d’Occidente

Come osserva Jörg Zipprick, co-fondatore nonché editore di La Liste, il settore della ristorazione occidentale naviga in un panorama modellato dalle difficoltà economiche, dalle conseguenze del Covid e dal cambiamento dei comportamenti dei clienti. Sfide economiche e inflazione mettono in seria difficoltà anche note realtà, portando alla chiusura il 16% dei ristoranti nella categoria silver. Anche locali di fascia alta, come Noma, Le Gavroche, Deanes Eipic ed Ernst, hanno chiuso; mentre l’aumento dei costi operativi e la diminuzione della spesa dei clienti influenza soprattutto la scena gourmet con posti a sedere limitati. Di contro, si assiste alla semplificazione dei menu (non senza rilevare una resistenza verso menu unici e senza scelta); emerge tra i clienti il trend di una experience culinaria più breve e meno formale; in cucina invece si lavora per nuove strategie di attrazione, passando dai cosiddetti piatti instagrammabili alla cucina tradizionale e classica. Non mancano cambiamenti anche nel panorama della critica alimentare, con l’ascesa di recensioni e pubblicazioni su YouTube, come Tabelog Restaurant Awards in Giappone, Black Pearl in Cina e Eater negli Stati Uniti.

Premi speciali all’Italia

Si aggiudica il Premio Innovazione, l’italiano Dario Cecchini, con la sua Officina della Bistecca, a Panzano in Chianti. Tra le aperture dell’anno, troviamo l’Atelier Moessmer a rifiuti zero dello chef Norbert Niederkofler a Brunico.

www.laliste.com

 

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