Dolcemente a Trezzo sull’Adda

A Villa Appiani, la pasticceria è andata in scena, co-protagonista di arte e racconto, in un percorso del gusto, a conclusione dell’inaugurazione della mostra Air&Brush.

 

 

Lo scorso 7 maggio, più pasticcieri della nostra penisola si sono dati appuntamento a Trezzo sull’Adda, nel milanese, per mettere in scena una degustazione a conclusione dell’inaugurazione della mostra di pittura Air&Brush.
A Villa Appiani, dimora storica di fine Settecento, con il patrocinio della Città e la partecipazione di Confartigianato Imprese, Nicola GiottiMassimo RivoltiniStefano LaghiSimone RodolfiCristiano GaggionGiorgio VenudoAlessandro Del TrottiMarco Antoniazzi e Massimo Peruzzi hanno curato, ognuno, una postazione con creazioni rappresentative delle diverse cifre stilistiche, attingendo alle tradizioni dei luoghi che ospitano le loro pasticcerie.
È Giotti che qui racconta di questo viaggio tra pittura, aerografia e gusto.
Nicola Giotti da Giovinazzo, Ba, ha realizzato bocconotti e paste di mandorla, oltre a presentare i suoi famosi violini torronati aerografati con l’Aerografia Indiretta Speculare Lucida. Laghi ha proposto il Pan del re, Antoniazzi la sbrisolona, Rodolfi un buffet di prodotti salati, Del Trotti la torta alla nocciola, Gaggion le crotaste Linzer, Peruzzi il Biscotto di Prato e Rivoltini un tavolo con i suoi torroni.
“Ci siamo affiancati alla mostra di Alberto Ponno e Giulia Riva, che considero le persone che mi hanno permesso di realizzare quello che mi si attribuisce artisticamente e che ho raccolto nel libro “Metamorfosi” (Chiriotti Editori), applicazioni e tecniche dell’Aerografia Indiretta Speculare Lucida. Sento di appartenere a loro dal punto di vista creativo e da questo legame prende forma l’evento”.

 

 

La pasticceria è di scena, co-protagonista di arte e racconto.

Ponno è noto per il suo fotorealismo ad aerografo, la creatività di Giulia Riva spazia tra grafica e tatuaggi. Con i due artisti, i pasticcieri condividono lo spirito dell’opera, perché anche loro pensano all’espressione che racconti e attribuisca al gusto un posto nell’immaginario collettivo. Da qui, le produzioni che narrano l’intero territorio nazionale. E poi c’è la figura di Renato Casaro, padrino dell’esposizione, famoso per aver prodotto locandine per pellicole entrate nella storia della cinematografia degli ultimi tempi.
“A Dolcemente erano presenti anche Mario Romani, anello di congiunzione con Casaro, Claudio Mazzi della Zippo, e il fumettista e illustratore Claudio Villa”, tiene a precisare Giotti.

C.M.

 

 

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