Un percorso da condividere

Molini Pivetti presenta il primo Report di Sostenibilità, incentrato su quattro pilastri e il concetto di coinvolgimento dell’intera filiera

 

 

La sostenibilità come patrimonio aziendale da condividere. Questo il messaggio lanciato da Molini Pivetti alla presentazione del Report di Sostenibilità 2021, pubblicato per illustrare il proprio percorso di crescita sostenibile, attraverso uno sviluppo virtuoso verso un’economia circolare che possa coinvolgere tutta la filiera.
A sostenere questo impegno sono i quattro pilastri fondamentali dell’azienda: agricoltura, territorio, responsabilità e squadra, tutti elementi determinanti e collegati. Dal legame quotidiano con i coltivatori conferenti all’area geografica in cui hanno sede i siti produttivi e di stoccaggio, fino alla formazione e l’innovazione tecnologica erogata dai corsi di Pivetti Lab, per dare vita a una compagine coesa, caratterizzata dai valori d’impresa e lo scambio continuo di informazioni, con il supporto di esperti agronomi impegnati a collaborare con gli agricoltori.
Un legame rafforzatosi fin dalle origini nel lontano 1875 e che ha permesso di specializzarsi nella produzione di farine per uso professionale e per uso domestico, con un fatturato di 62 milioni di euro nel 2021 e una capacità produttiva pari a 240.000 tonnellate di sfarinati e semilavorati l’anno, con 75 dipendenti.
Una risorsa notevole per il territorio in cui è situata, Renazzo, crocevia tra le province di Bologna, Modena e Ferrara, con tre stabilimenti produttivi, sei centri di stoccaggio, due laboratori di ricerca, un nuovo magazzino automatizzato, due marchi: Molini Pivetti e Molino San Giovanni. La maggior parte dei lavoratori, così come degli agricoltori, risiede in queste zone e a queste è legata. Un presupposto importante per la messa in atto di processi volti a contribuire in maniera fattiva a una produzione sostenibile, attuando un reale modello di lavoro che nella stesura del Report di Sostenibilità considera come punto di riferimento i GRI Standard, elaborati dal Global Reporting Initiative. “Uno sviluppo sostenibile è possibile – conferma Silvia Pivetti, amministratore – ma anche irrinunciabile per tutelare il futuro e pertanto da condividere con tutti gli stakeholder”.

 

Silvia Pivetti.

È proprio con i coltivatori e l’intera filiera che Molini Pivetti sviluppa da anni programmi di crescita sostenibile, misurando l’impatto ambientale dei suoi prodotti con l’analisi LCA (Life Cycle Assessment – Analisi Ciclo di Vita), facendo emergere un carbon footprint pari a circa 0,5 kg di CO 2, equivalente per kg di farina. La fase di coltivazione è determinante per l’impatto ambientale, spingendo l’azienda a focalizzare l’attenzione sulla parte “agricola” delle filiere, sia direttamente che promuovendo attività sul territorio per aumentare la sensibilità sociale su questi temi. Da qui si è sviluppato Campi Protetti Pivetti, marchio certificato CSQA, con cui l’azienda identifica la sua filiera tracciata e controllata in tutte le fasi, garantendo la totale italianità dei grani utilizzati.
Una coltivazione sottoposta a regole rigorose sancite dal Disciplinare Campi Protetti Pivetti, che impone il rispetto di pratiche e procedure precise, ad esempio la semina delle sole varietà presenti nel Disciplinare. Terreni Qualificati, materie prime di qualità, farina purissima con trasporto, pulitura e stoccaggio dedicati: queste sono le caratteristiche distintive dei 90 ettari di proprietà Pivetti che “fruttano” grano sostenibile e grano sostenibile bio.
La transazione digitale permette di ottenere sensibili risparmi, come un 30% di acqua, un 10% di prodotti chimici e un 15% di costi gestionali.
Rendere parte attiva anche i coltivatori è indispensabile per ottenere risultati di effettivo valore. L’obiettivo, del resto, è ambizioso quanto virtuoso, ovvero diventare presto Società Benefit, per integrare come impresa l’obiettivo di beneficio comune, con un impatto positivo sulla società, creando valore condiviso.

 

Matteo Barboni
www.molinipivetti.it