Scattano divieti e sanzioni per la plastica monouso

Il 14 gennaio è entrato in vigore in Italia un provvedimento che mette al bando alcuni prodotti in plastica monouso, con l'obiettivo di proteggere l'ambiente e promuovere l'economia circolare

 

Il provvedimento ora vigente è il Decreto Legislativo n. 196 dell’8 novembre 2021, che vieta una serie di prodotti in plastica monouso finora diffusamente utilizzati, fra cui: piatti, posate, bacchette, agitatori per bevande e cannucce, oltre a bicchieri e contenitori in polistirene espanso per il consumo immediato (sul posto o da asporto). È comunque ancora consentita la vendita fino a esaurimento scorte per i prodotti già immessi sul mercato.
Bicchieri e contenitori monouso in plastica differente dal polistirene espanso non sono vietati ma soggetti a una riduzione entro il 2026, per cui il governo attuerà iniziative specifiche. Non rientrano nel divieto neppure gli oggetti con un contenuto in plastica inferiore al 10%, come, ad esempio, quelli di carta con rivestimento plastico interno.
Il decreto proibisce inoltre tutti i prodotti (non solo quelli monouso) in plastica oxo-degradabile, cioè contenente appositi additivi che, in presenza di ossigeno, accelerano la disintegrazione del manufatto in micro-frammenti.
Rispetto alla direttiva europea che è andato a recepire, il decreto italiano allarga le maglie per gli oggetti monouso in plastica compostabile (certificati UNI EN 13432 o UNI EN 14995): in Italia non vengono vietati (come invece fa Bruxelles) purché contengano almeno il 40% di materia prima rinnovabile (il 60% dal 2024) e siano impiegati solo in determinate situazioni, ossia quando non sono possibili alternative riutilizzabili, quando l’impiego avviene in circuiti controllati (mense, residenze sanitarie, ecc.), in circostanze che prevedono la presenza di un elevato numero di persone e qualora l’impatto ambientale del prodotto riutilizzabile sia peggiore delle alternative biodegradabili e compostabili monouso.
Per le bottiglie di plastica monouso ci sono disposizioni specifiche: dal 2024 dovranno avere tappi che restano attaccati al contenitore, in più dal 2025 quelle in PET dovranno contenere almeno il 25% di plastica riciclata e dal 2030 il 30%.
L’obiettivo del decreto (e della direttiva comunitaria da cui deriva) è di prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente (in particolare acquatico) e sulla salute umana, e promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili. Come incentivo a passare a prodotti alternativi a quelli di plastica monouso è previsto un credito d’imposta per le imprese che acquistano e utilizzano prodotti riutilizzabili o compostabili.
La violazione del decreto è punita con la sanzione amministrativa da 2.500 a 25.000 euro.

Rossella Contato

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