Zucchero X Fabrizio Fiorani

Fabrizio Fiorani torna a casa e apre la sua boutique nel nuovo hotel W Rome – Marriott per celebrare la sua Pasticceria Italiana Contemporanea. E qui ce lo racconta, in attesa di leggere ancora più dettagli tecnici sul prossimo numero di “Pasticceria Internazionale”.

 

 

Ha fatto lo straniero per 5 anni al Bulgari di Tokyo, per poi essere nomade altri due. E adesso, ritornare a Roma è per Fabrizio Fiorani una sensazione bellissima. All’interno del nuovo W Rome – Marriott, ha aperto Zucchero X Fabrizio Fiorani, il suo mondo da lui studiato in ogni dettaglio: 40 metri quadrati illuminati da una palette di colori tenui, fra rosa, tiffany e pesca, che connotano anche il packaging. Al centro, un tavolo gigante di marmo scuro con venature sabbia e rosse, boiserie sul verdone da contorno. Due le vetrine e due le entrate, con un ingresso su via Liguria 22 e uno dall’interno dell’hotel.
“In questo microcosmo seguo tutta la pasticceria del W Rome, dalla prima colazione al Ristorante Giano, dove il protagonista è lo chef pasticciere Cesare Murzilli – racconta Fiorani stesso -. La consulenza per la parte salata è affidata a Ciccio Sultano, per il quale sono responsabile della pasticceria del Duomo a Ragusa; la gestione dell’hotel è nelle mani dell’excecutive chef Nicola Zamparetti, coadiuvato da Christian Zandonella, general manager”.

Fabrizio Fiorani.

Genesi di un nome

Il nome scelto dal pastry chef – eletto nel 2019 Miglior Pasticciere dell’Asia per la 50 Best  (leggi QUI) – nasce da un’idea semplice: “senza zucchero i pasticcieri non esisterebbero. Alcune volte lo diamo per scontato, ma è così. E, prima del mio nome, ho voluto la X, come per: una piccola congiunzione che diventa la parte più importante, che esprime condivisione e dice molto, molto di più di by o di”, specifica, sottolineando quanto ogni dettaglio parli di lui ed esprima la sua Pasticceria Italiana Contemporanea, così ben delineata nel suo secondo libro Avanguardia. “Tutto viene prodotto in albergo, insieme alla brigata di 5 pasticcieri, in cui Nicola, Giuliano, Valeria, Giulia e Francesca danzano accompagnati da Cesare e dal sottoscritto”.

La Pasticceria Italiana Contemporanea di Fiorani

La colazione in hotel prevede 6 prodotti sfogliati, una Veneziana con la crema, il maritozzo con panna alla vaniglia, 4 cake, di cui uno “senza niente”, senza uova, lattosio e farina bianca. E poi tanto cioccolato, con due box da 9 e da 18 praline, in cui il cremino è principe. Oltre ai dragées, ecco le tavolette rotonde di cioccolato in purezza e frutta secca e spalmabili, una 50% di nocciola, l’altra 50% pistacchio, e un caramello alla vaniglia e sale.
I biscotti mignon da due morsi sono 20, presentati in barattoli. La Madeleine è fatta con olio EVO aromatizzato alla vaniglia biologica del Madagascar. E le mono sono sempre due a rotazione. Il gelato è in versione soft, servito appena mantecato in coppa di cristallo.

Da Giano e non solo

Nel ristorante dell’hotel, Cesare orchestra in piena armonia con Fabrizio, presentando le ricette iconiche, come Olio, sale, grano, omaggio a Ciccio Sultano; il Tiramisù con gli occhiali e il Cannolo più buono della tua vita. Non esiste un menu cartaceo, ma tutto viene raccontato con delle Polaroid. E due scatti sono riservati a Fiorani, con su scritto wow al pennarello (per chi sceglie un dolce a sorpresa) e uno a Murzilli con la sua suggestion, ovvero il meglio della produzione giornaliera.
E per l’hotel, il nostro Fabrizio si diletta anche a creare le amenities, prendendo spesso spunto dai sue due libri – “Tra l’Onirico e il Reale” e “Avanguardia” -, come con la tavoletta morsicata con all’interno caramello alla vaniglia e Romaciock. Sulla stessa lunghezza d’onda, ci sono le Happy Pills, che “con un poco di zucchero la pillola va giù”!

“Tra l’Onirico e il Reale” di Fabrizio Fiorani per Chiriotti Editori. Disponibile su shop.chiriottieditori.it
“Avanguardia” di Fabrizio Fiorani per Chiriotti Editori. Disponibile su shop.chiriottieditori.it

Visioni sostenibili

Sul fronte del packaging l’impegno è che sia il più sostenibile possibile: “la plastica è riciclata e le confezioni tutte in carta”, informa Fiorani, che intanto sta escogitando novità, come racconta lui in prima persona nel prossimo numero di “Pasticceria Internazionale”. Tutto con il suo slogan: Inclusive not exclusive!

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