Ditta Artigianale entra nell’ex monastero di Sant’Ambrogio a Firenze

Il complesso medioevale di via Carducci, completamente restaurato, accoglie la Scuola del Caffè

Dopo via de’ Neri nel 2014 e via dello Sprone nel 2016, Ditta Artigianale, la prima linea di caffetterie specialty in Italia e microroastery dedicata al consumo consapevole, del gruppo guidato da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer, inaugura il terzo punto vendita in città, nell’ex monastero di Sant’Ambrogio. E sarà la prima in Europa ad ospitare la Scuola del Caffè. Il progetto di recupero del complesso di origine medioevale, ovvero 300 m2, incluso refettorio e chiostro – a cura di Studio Q-bic – è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Firenze e con il sostegno di ASP Montedomini, proprietaria dell’immobile. I partner tecnici sono Hario, Simonelli Group, Caffè Corsini e Confcommercio Firenze.
Mentre i locali che si affacciano su via Carducci sono il cuore della caffetteria, l’ex refettorio del convento, che guarda il chiostro, è la sede della Scuola del Caffè, fortemente voluta da Sanapo per porre la passione e la preparazione professionale che contraddistingue Ditta non solo nel servizio, ma anche nel training di nuove figure. Da sempre sostiene e promuove la creazione di una nuova figura del barista, che sia capace di far vivere un’esperienza gustativa e guidare il cliente in un mondo che non sia limitato al semplice espresso.

Francesco Sanapo e Patrick Hoffer.

 

La parola a Francesco Sanapo

“Lavoriamo solo con produttori che coltivano le piantagioni secondo i principi dello sviluppo sostenibile, della cura del pianeta e del mantenimento della massima qualità dei chicchi, rispettiamo lo sforzo che i nostri produttori mettono nel loro lavoro, per questo tostiamo il caffè con grande cura – spiega Francesco –. Studiamo ogni tipo di chicco e regoliamo il profilo di tostatura dei chicchi di caffè in modo da esaltarne al meglio i sapori e gli aromi. Formiamo i nostri baristi per insegnare loro non solo la conoscenza, ma anche la passione per un prodotto così prezioso come il nostro caffè. Vogliamo che questo amore sia sentito da ogni ospite che entri nei nostri store”.
In Ditta Artigianale il caffè viene servito fresco e con vari metodi: dall’espresso ai metodi del brew bar, per ottenere infusi secondo una filosofia di vita slow, come il V60, il syphon, l’aeropress, cold brew, fino allo steampunk, che utilizza una tecnica scenografica.

 

 

La Scuola del Caffè

La Scuola del Caffè forma esperti consapevoli della provenienza del caffè, delle sfumature di sapore, delle tecniche di estrazione, e vuole sensibilizzare all’importanza della professionalità nel mondo dell’hospitality. L’impegno è portare una crescita in termini di sostenibilità, innovazione e conoscenza, coniugando sapere e tecnica. Ospita corsi di tostatura, un laboratorio certificato Coffee Quality Institute e Specialty Coffee Association, stage formativi, uno spazio per eventi e un barista shop, dove acquistare attrezzature specializzate. I referenti saranno Francesco Masciullo, Manager & Head Barista, e Simone Amenini, direttore.
In programma, master e corsi professionalizzanti per le varie figure, per baristi, tostatori, assaggiatori; master su come realizzare start up di specialty coffee, aprire una microtorrefazione o una caffetteria, oltre a laboratori per appassionati.

La ristrutturazione di Ditta Artigianale Carducci

Gli arredi fissi sono tutti su disegno, come ad esempio nella Sala del Cenacolo, dove la boiserie fatta a doghe di legno è sia un elemento estetico ma aiuta anche l’acustica. Lo stesso motivo ritorna nel banco bar, basso, che supera il concetto di separazione netta tra operatore e cliente. Sono varie le modalità per vivere il luogo, con sgabelli alti, poltroncine, divanetti, le vetrate sono apribili, la cucina è a vista, e una grande vetrata separa dalla Scuola di Caffetteria.
Il protagonista nella caffetteria è il bancone con un’area apposita per chi vuole osservare i movimenti del barista. Nell’antico refettorio si sviluppa la Scuola, con un grande bancone centrale, oltre a sedute e tavoli. Il chiostro ha mantenuto la planimetria originale e le connotazioni tipiche del giardino monastico, con piante ornamentali. La restauratrice Maura Masini si è occupata della fontana che si affaccia sul chiostro, del pozzo, dei dipinti murari e di tutti gli elementi in “pietra serena” nel complesso, mentre il paesaggista Nicolò Mori ha restituito nuova vita all’area verde del chiostro.

 

www.dittaartigianale.it

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