È ancora possibile indicare “puro” sull’etichetta del cioccolato?

Salve
so che esistono diverse diciture che si potrebbero apporre sul proprio cioccolato, ma è ancora possibile indicare il termine “puro”?

 

Buongiorno,
la confusione in merito è altissima e la controversia è nata quando, qualche anno fa, la Commissione Europea ha stabilito che il cioccolato poteva contenere grassi di origine diversa dal burro di cacao in quantità massima del 5%, senza per questo l’obbligo di indicarlo come “surrogato”. Invece, per noi professionisti, con il termine cioccolato si intende una massa che non contiene grassi diversi da quelli del burro di cacao, altrimenti lo definiamo surrogato. Tecnicamente quindi, secondo la legislazione europea, anche il surrogato può essere chiamato cioccolato, aggiungendo la specifica dei grassi contenuti. Il legislatore italiano, nel recepire tale direttiva (d.lgs. 178/2003), aveva ritenuto opportuno concedere ai produttori la possibilità di segnalare l’assenza di grassi di origine vegetale diversi dal burro di cacao con l’indicazione della dicitura “puro” come integrazione in etichetta. Però, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea l’ha ritenuta fuorviante, perché escludeva tipi di cioccolato riconosciuti come tali in alcuni Paesi europei, che in Italia invece sarebbero stati considerati “impuri” o surrogati (sentenza 25 novembre 2010, causa C-47/09). Questa sentenza ha quindi reso necessaria la promulgazione di una nuova legge, in linea con la sentenza della Corte (legge 15 dicembre 2011, n. 217, art. 17), che non permettesse più ai produttori, in Italia, di utilizzare il termine “puro”. Naturalmente è stato dato un tempo (di due anni) per permettere lo smaltimento di eventuali etichettature recanti tale dicitura, ma attualmente non è più possibile indicarla. La stessa legge prescrive anche sanzioni al riguardo: “chiunque utilizza le denominazioni di vendita dei prodotti di cacao e di cioccolato, definiti all’allegato I, per prodotti non conformi alle caratteristiche per essi stabilite, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma non inferiore a € 3.000,00, né superiore a € 8.000,00.”
Concludendo, secondo il mio parere, per non fare confusione sarebbe stato molto più semplice mantenere le indicazioni di “surrogato” e “cioccolato”, ma le confermo che non è più possibile indicare la dicitura “puro” sull’etichetta di cioccolato che contenga esclusivamente burro di cacao per distinguerlo dagli altri.

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