Tipici prodotti da forno bolognesi

Il Club Richemont Italia ha ospitato di recente i colleghi membri bolognesi del Consiglio Direttivo dell’Associazione dei Panificatori di Bologna e Provincia Paolo Bonaga, Panificio Paolo Atti & Figli, Mirco Friso, Panificio Calamelli, Roberto Rubbini, dell’omonimo Panificio, e il Presidente di Associazione Francesco Mafaro. Insieme hanno preparato alcuni dei tipici prodotti da forno della tradizione gastronomica bolognese, come la Crescente alla mortadella, il Pane di Pasta Dura e la variante Montanaro, crescentine fritte, la ciambella Brazadéla e raviole all’albicocca.

La vera crescente bolognese, la cui ricetta è depositata presso la C.C.I.A.A. di Bologna proprio su iniziativa di Mafaro, è preparata con un impasto condito con strutto e con l’aggiunta di pancetta e prosciutto. Durante l’incontro, oltre allo strutto, è stato utilizzato anche l’olio EVO e mortadella tagliata a cubetti e lardo macinato a condimento. In alternativa si potrebbe usare la pancetta macinata oppure un mix di prosciutto crudo e lardo macinati insieme.
L’impasto del pane di pasta dura consente di creare varie forme a piacimento, come la famosa crocetta bolognese la cui formatura prevede un particolare modo di stirare e avvolgere la pasta. La sua variante “montanaro” è un pane semplice ottenuto con una biga, anche in questo caso dalla particolare formatura.
Farina, strutto e latte sono gli ingredienti delle crescentine fritte. Dopo aver tirato l’impasto a 2,5 centimetri di spessore si tagliano dei rettangoli che vanno poi in friggitrice.
La ricetta della tipica ciambella Brazadéla è plurisecolare e tramandata dalle famiglie rurali. Si tratta di una ciambella dura preparata con ingredienti semplici quali farina, zucchero, burro, uova e latte, da “tocciare” nel latte e nel vino come vuole la tradizione.
I raviole all’albicocca sono dolci della festa di San Giuseppe preparati con farina, burro, zucchero semolato e tuorli d’uovo. L’impasto viene steso ad uno spessore di poco meno di un centimetro e tagliato in dischi, poi farciti con la mostarda bolognese, la tipica confettura di pere e mele cotogne, e chiusi ripiegandoli a metà.

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