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È vicina la European Cup Selection per la Coupe du Monde de la Pâtisserie


È il turno di selezione più atteso in vista della finale della Coupe du Monde de la Pâtisserie 2017: la European Cup Selection. Sotto l’egida di Fabrizio Donatone, membro della squadra italiana che ha vinto la Coupe lo scorso anno, l’edizione di quest’anno si svolgerà nell’ambito del Sirha Ginève il 24 gennaio.


Qui si riuniranno
i migliori pasticceri e l’evento sarà vetrina di talenti di indiscusso know-how e delle moderne tecniche di laboratorio e commerciali della pasticceria europea in un imperdibile mix di culture culinarie.
La Coppa Europa si inserisce tra i quattro gruppi di selezione internazionale, insieme con la Copa Maya in Messico (Sirha Messico, febbraio 2016), la Coppa d’Africa (Casablanca, marzo 2016) e l’Asian Pastry Cup (Singapore, aprile 2016), e vedrà 8 Paesi sotto i riflettori: Belgio, Spagna, Danimarca, Svezia, Libano, Svizzera, Russia e Turchia.
Fabrizio Donatone sa bene quanto la Coupe du Monde de la Pâtisserie sia importante per il settore. Le squadre provenienti da diversi Paesi competono uno contro l’altro, non solo in vista del premio, la Coupe è un titolo che corona i sacrifici individuali e lo spirito di squadra. Così ha commentato la sua partecipazione in veste di presidente onorario della Selezione Europea.

Cosa significa la Coppa Europea significa per te?

La Coppa Europa promuove lo spirito di condivisione e di competitività, come pure gli scambi di idee tra culture diverse. Il mondo dei concorsi contribuisce molto alla ricerca e alla scoperta di nuove tecniche e sapori. Grazie a questi eventi, l’industria dolciaria ha molto da guadagnare, soprattutto in termini di prestigio.

Qual è il tuo approccio alla pasticceria?

Per me, pasticceria significa alchimia di sapori, profumi e consistenze. Il pasticciere deve sforzarsi di trovare il perfetto equilibrio che regala intense emozioni e piacere.

Quali sono gli sviluppi del settore?

Il settore è in continua evoluzione, in particolar modo grazie ai progressi raggiunti in attrezzature e metodi di produzione, come pure grazie alle ricerche condotte da aziende che cercano di migliorare la qualità di materie prime e dei materiali.

Qual è il futuro della pasticceria per quanto riguarda le nostre abitudini alimentari?

La pasticceria dovrebbe essenzialmente concentrarsi sulla ricerca della qualità e la qualità ha un prezzo! Purtroppo, questo non è in linea con le nozioni di consumo e profitto di oggi. Personalmente, mi auguro una controtendenza, almeno nella pasticceria artigianale, che dovrebbe garantire un percorso verso sempre più eccellenza.

Qual è il posto della pasticceria europea nel mondo?

La pasticceria europea è senza dubbio la più antica al mondo. Molti Paesi non hanno integrato i dessert come parte della loro cultura, o almeno non nella misura in cui lo abbiamo fatto noi europei. In Italia e in Francia, come in tutto il resto d’Europa, abbiamo molte specialità dessert regionali, nonché una cultura della colazione che non troviamo spesso in altre regioni, come l’Asia. Sebbene alcuni continenti non consumino dolci ogni giorno, hanno sviluppato ugualmente competenze e tecniche uniche.

Questo è ciò che rende la Coupe du Monde e la Coppa Europa eventi eccezionali. Per me, la pasticceria europea è la culla dell’intera pasticceria mondiale.

Cosa consigli alle giovani generazioni?

Lavorare sulla sperimentazione e sulla ricerca: ci sono ancora tecniche da scoprire e nuove combinazioni da provare. Abbiamo accesso alle materie prime provenienti da tutto il mondo e perciò enormi possibilità in termini di creazione. Vorrei incoraggiare i giovani pasticceri ad imparare a riconoscere i propri limiti … per superarli!

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