Il caso Perù. Dalla foglia di coca alla fava di cacao.

 

 

Il contributo di Icam e Otto Chocolates alla riconversione delle piantagioni di coca peruviane.
Nascono i cioccolati Fondente Cru Pachiza 70% e Latte Monoringe Perù 39%

Icam ha tenuto in Expo, presso Cascina Triulza, il terzo incontro dedicato alle storie di cacao e sostenibilità portando all’attenzione il caso Perù e il suo sforzo compiuto per favorire la trasformazione delle piantagioni di coca, di cui il paese è uno dei principali produttori al mondo, in coltivazioni di cacao. Un impegno rigoroso portato avanti dalle istituzioni peruviane insieme alle cooperative locali di contadini, e il cui successo è garantito anche dal sostegno di Icam e Otto Chocolates, azienda genovese specializzata nella commercializzazione di cioccolato Bio e Fairtrade.


La produzione di cacao è una delle principali attività agricole del Paese, fonte di reddito per oltre 37 mila famiglie; la produzione nazionale di cacao supera ormai le 71 mila tonnellate e le coltivazioni si estendono per 104 mila ettari, per la maggior parte concentrate nella parte bassa del versante orientale delle Ande, tra i 200 e i 900 m sul livello del mare.
Da sempre i Paesi europei sono i principali consumatori di cacao – ha commentato Amora Carbajal Schumacher, direttrice generale dell’Ufficio per il Commercio Estero del Perù – e l’Italia è per il Perù un mercato in continua espansione. In particolare il cacao biologico rappresenta per noi una vera e propria best practice, in cui si uniscono buone pratiche agricole e profitto economico. Il particolare dinamismo del mercato del cacao biologico nel 2014 ha portato a una crescita dell’80%, mentre il 27% circa del nostro cacao è prodotto proprio da cooperative agricole”.
I dati emessi dall’Unodoc, l’ufficio ONU per la lotta alla droga e alla criminalità, rivelano che nel 2014 le superfici coltivate a coca sono diminuite del 14% rispetto al 2013. Melissa Cornacchione, ricercatrice presso l’Oficinas Comerciales del Perù en el Exterior, ha illustrato alcuni dei principali progetti di colture alternative che DEVIDA (Comision Nacional para el Desarrollo y Vida sin Drogas), con la collaborazione di soggetti internazionali, sta realizzando in alcune aree del Perù al fine di riconvertire la produzione da coca a cacao e costruire sui territori un tessuto economico, sociale e istituzionale che faccia da volano verso sentieri di sviluppo.
Gonzalo Rios, direttore commerciale della Cooperativa Acopagro, ha chiarito la complessità e la pericolosità del contesto in cui i contadini si muovono, e la capacità di attrazione che strutture organizzate come Acopagro possono esercitare su chi lavora la terra. Acopagro infatti ha perseguito con determinazione un progetto di crescita attraverso il coinvolgimento continuo di contadini che, se lasciati soli, non avrebbero mai potuto trovare uno sbocco sui mercati internazionali con prodotti qualitativamente eccellenti.
È esattamente qui che si inserisce il ruolo delle aziende che acquistano cacao, lo trasformano in cioccolato e lo commercializzano sul mercato. Il comportamento virtuoso o meno che tutti gli attori convolti tengono nel corso dello svolgimento della filiera, può vanificare lo sforzo fatto a monte dai produttori o al contrario contribuire in modo decisivo al raggiungimento dei loro obiettivi.
I positivi rapporti di relazione intrapresi da Icam con i produttori, strategia seguita recentemente anche da altre aziende, come Otto Chocolates, si è rivelata un successo che permette interessanti considerazioni.
Siamo in Perù dagli inizi del 2000 – ha dichiarato Angelo Agostoni, Presidente di Icam. – Ci siamo arrivati per seguire una necessità vitale per chi come noi lavora il cacao partendo dal frutto essiccato: diversificare i fornitori identificando qualità di cacao sempre differenti. Lavoriamo con Acopagro da sei anni e con loro abbiamo creato da subito un rapporto di grande fiducia. Abbiamo condiviso il nostro know how, guidandoli verso la crescita qualitativa del loro prodotto con interventi di miglioramento delle piantagioni, delle fasi di raccolta, il perfezionamento degli strumenti e dei processi di fermentazione ed essiccazione. In questa relazione l’acquisto da parte di Icam del cacao prodotto è diventato un elemento basilare per consentire il consolidamento e la crescita della cooperativa stessa. È stato ed è un onore per noi avere contribuito al successo di una struttura così importante per il Paese”.
Questa collaborazione insieme alla grande cura della lavorazione in piantagione unita alle competenze tecniche e d’avanguardia di Icam ha portato alla nascita dei cioccolati Fondente Cru Pachiza 70% e Latte Monoringe Perù 39%. Il Fondente con un aroma più articolato di cacao e cioccolato, una marcata nota di frutti rossi e miele, un’acidità piacevole e decisa, più marcata dell’amarezza e accompagnato da una leggera nota di vaniglia. Il cioccolato al latte con un intenso aroma di cacao accompagnato da una leggera e gradevole acidità tipica del cacao che precede il sapore pieno di latte, lasciando emergere sul finale una deliziosa nota fruttata accompagnata dal retrogusto di caffè e vaniglia.

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