In Marocco, Cracco cucina la sua “Ricetta per il cambiamento” in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente

 

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto che il cambiamento climatico sta avendo su molti cibi tradizionali in tutto il mondo, scende in campo anche Carlo Cracco per una speciale collaborazione con il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD),in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.
Il famoso chef italiano ha aderito alla campagna dell’IFAD Ricette per il Cambiamento, raggiungendo la regione orientale del Marocco per scoprire di persona la vita dei contadini di quegli altopiani e insieme a loro cucinare piatti con alimenti minacciati dal cambiamento climatico.
La sua testimonianza racconta di una sensibilità particolare propria dei contadini di recuperare ed utilizzare tutto quello che la Terra offre loro e spiega quanto per noi sia importante andare a riscoprire i sapori originali.

Un po’ come ha fatto lui. Cracco ha potuto verificare di persona gli effetti del cambiamento climatico sui tartufi marocchini ed ha visitato i luoghi in cui un tempo i tartufi prosperavano prima che lo sfruttamento eccessivo dei pascoli e il cambiamento climatico contribuissero sempre più al degrado del terreno, causando desertificazione, siccità e periodi prolungati di caldo e freddo.
Cracco ha preparato la sua Ricetta per il Cambiamento insieme a Fatima Abed, una contadina del luogo di circa 70 anni: un tradizionale tajin, stufato di agnello con tartufo marocchino.
Il tartufo marocchino rappresenta uno di quei forti sapori originari che appartengono alla storia e alla cultura di terre e popolazioni, spiega Cracco in un video dedicato al suo viaggio; è una via di mezzo tra patata, fungo e tartufo e viene essiccato e conservato per le stagioni in cui manca.
Insieme, chef e contadina, hanno fatto sciogliere nell’acqua le spezie per preparare una specie di marinatura per l’agnello, hanno bollito i tartufi in pentola e fatto cuocere a fuoco lento l’agnello precedentemente marinato.
Il cambiamento climatico è un dato di fatto,” ha dichiarato Cracco. “Forse si può rallentare, ma non si può fermare. Perciò noi dobbiamo aiutare chi lavora per recuperare, per far sì che ci sia un cambiamento nel modo di contrastare la lotta al clima, al cambiamento del clima”. E continua spiegando, “Il fatto di venire qui è stato un po’ come portarti con i piedi per terra… perché se abbandoni il deserto viene avanti. Così è importante cercare di costruire qualcosa per chi abita qui, perché non se ne vada, perché rimanga e non si sposti da qui”.

www.ifad.org

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