Il pensiero forte

per credere in ciò che si è, in ciò che si fa

Una serie di punti interrogativi rivolti in maniera diretta per mettersi in discussione, per creare opinione

Molti di voi conoscete Marco Martignoni come titolare della Silca02: qui lo presentiamo in veste di opinionista e “motivatore”. Credendo con forza nell’importanza della consapevolezza e dell’energia propositiva (vedi, ad esempio, n. 234 pag. 80-81), abbiamo trovato immediata sintonia con i concreti punti di vista di questo professionista che tanto viaggia lungo l’Italia, entrando nei vostri locali ed affiancandosi al vostro operato per capire, per aiutarvi a “crescere”. Un’ambizione alla quale, in maniera diversa ma simile, aderiamo anche noi, numero dopo numero dal 1978.

E adesso cosa faccio?!
Lo scorso anno anch’io mi sono trovato in questa situazione e mi sono chiesto: “E adesso cosa faccio?”. Questo perché i clienti calavano, i dipendenti erano malcontenti, la mia azienda non aveva marginalità e tutti mi dicevano: “Sei troppo caro”, “Sì, voi producete cose fantastiche, ma io non posso permettermelo” oppure, “Sai noi siamo vostri clienti da anni, ma il mercato non è più quello di una volta ed oggi cerco solo di spendere meno”.
Allora mi sono detto: “Ma perché io mio trovo in difficoltà pur non avendo fatto mosse così azzardate?”.
Ma poi mi sono chiesto: “Che sia il mercato che è drasticamente cambiato?” e anche “Ma non è che sono cambiate anche le esigenze dei miei collaboratori?” ed infine “Ma allora anche i miei clienti sono nelle mie stesse condizioni?”.
E adesso cosa faccio?!
Io ho fatto questo ho cominciato a guardare veramente dentro la mia azienda, cercando di credere anch’io nelle persone che condividono il mio sogno. A voi sembrerà banale quello che scrivo, ma quanti di voi lo fanno veramente? Quanti di voi si mettono davvero in gioco? Quanti di voi hanno davvero gli attributi per affrontare certe situazioni?
Sono partito da questa analisi interiore per fare capire a coloro che avranno la pazienza di leggere questo mio intervento, che oggi siamo tutti allo stesso “livello” nell’analizzare le nostre problematiche, che abbiamo tutti dei problemi e soprattutto che tutti noi, a qualsiasi livello, ci troviamo di fronte a certe decisioni importanti. Mi spiace davvero molto girare l’Italia in lungo e in largo e sentire tutti, clienti e non, che si lamentano, che si abbattono, che sono molto preoccupati della “salute” del proprio lavoro.
Io li capisco benissimo, ci sono passato anch’io, ma c***o (scusate), bisogna reagire, dobbiamo tutti reagire!
Io ho fatto questo oltre che credere solamente nei collaboratori che condividono il mio sogno ho cominciato a guardare negli occhi i miei clienti, cercando di capire che cosa volevano, partendo dalla domanda di mia moglie che mi ha chiesto: “Ma perché quel cliente compra da noi?”. C***o (scusate ancora), ma la domanda mi ha spiazzato e da lì sono partito ad analizzare i miei clienti, ascoltandoli, cercando di offrire oltre quello che mi chiedevano, quello che secondo me ed i miei collaboratori poteva essere davvero utile per il loro “quotidiano”.
Oggi, quando entro da un cliente, prima lo ascolto davvero, poi guardo l’estetica del locale ed infine mi soffermo sul “particolare” dedicato ai prodotti venduti.
E a tutti dico: “Ma vi rendete conto che siete degli imprenditori che producete e vendete squisitezze irripetibili?!”. Provate a comprare i famosi macaron in Francia: te li presentano come se fossero gioielli, come se fossero cose che non abbiamo mai mangiato, come se fossero raffinatezze che a malapena ci possiamo permettere. Questo affascina tantissimo chi acquista, questo fa sentire l’acquirente al centro dell’attenzione, questo fa “godere”, ma soprattutto questo non ha prezzo. Sì, questo non ha prezzo.
Il prezzo quanti di voi litigano con questa brutta parola e io dico: ma se non credete voi in quello che fate, perché ci devo credere io che acquisto?
Il prezzo… chiudo facendovi due domande:
– ma i vostri clienti comprano da voi per il prezzo o per la vostra qualità?
– nei periodi di recessione, la gente spende meno o cerca di spendere meglio?

Finalmente arriva il sole……., dai………, dopo mesi e mesi finalmente è arrivato, ma per noi che cosa è il sole ? facciamo finta che il sole sia la nostra “luce” quotidiana, necessaria per andare avanti di giorno in giorno in tutto (lavoro-affetti-salute) ma davvero è lui che esce quando ne ha voglia oppure siamo noi che a volte abbiamo voglia che vengano le “nubi”? anche inconsapevolmente, però siamo quasi sempre noi che decidiamo del nostro destino (lavoro-affetti-salute) e allora a parte la salute tutto il resto non è solo nelle nostre mani ? e allora dai facciamo che il sole, bello limpido, sorga davvero tutti i giorni dentro di noi.

Naturalmente a tutto questo dobbiamo contribuire anche noi addetti ai lavori, ma come ? nel non lasciarvi mai soli, nel seguirvi giornalmente nell’ascoltarvi nelle vostre lamentele, anche quelle che apparentemente sembrano banali ma soprattutto cercare di essere parte integrante del vostro successo, ma anche qui come?

E’ ovvio che ciò che scrivo è solamente il mio semplice e umile pensiero, ma è frutto di quasi 80.000 km annuali, fra i migliori operatori del food in Italia, Pasticcerie-Bar-Gelaterie-Ristoranti-Alberghi-Gastronomie, cerco di visitarli quasi tutti, cerco di verificare la possibilità di essere un vantaggio per loro quanto loro un vantaggio per me, questo fa sì che ci sia quotidianamente uno scambio di idee con tutto questo “mondo“ cercando di capire e comprendere tutti anche quelli che non diventeranno clienti.

Ho fatto questa premessa prima di cercare di dare una risposta alla domanda del paragrafo precedente per non farvi pensare: “facile scrivere ma io domattina devo convivere con tutti i miei problemi”, certo rispondo io ma smettiamola di pensare che abbiamo tutto il mondo contro, tanto ragazzi miei siamo tutti “nella stessa barca” e allora dai facciamo sorgere il sole tutte le mattine.

Tutte le attività da me visitate e in cui ho notato una soddisfazione generale ottima e non penso solo al “soldo” ma a attività equilibrate (qualità del lavoro-qualità della vita-qualità del personale) hanno comunque fatto sorgere il sole prima dentro di loro e poi nella loro attività, hanno un buon rapporto con i loro collaboratori con i loro fornitori e soprattutto con la loro clientela, sono molto aperti nell’ascoltare gente che porta esperienza che porta soluzioni che ascolta, hanno, udite bene, un buon rapporto anche con il loro più vicino concorrente, perché hanno capito che sono i clienti che scelgono noi e non noi i clienti, ma questo è un altro discorso, hanno la SICUREZZA di lavorare bene con obiettivi semplici ma chiari e soprattutto si confrontano sempre con tutti senza avere paura di cambiare.

Signori miei sono talmente convinto di quello che ho scritto che quando verrò a trovarvi o ci incontreremo magari a prendere un caffè e notate nei miei occhi, nel mio atteggiamento anche una piccolissima nube che possa offuscare il sole di cui ho necessariamente bisogno vi chiedo di farmelo notare e di “aiutarmi” ma altrettanto chiedo a voi la disponibilità nel farvelo notare nel caso in cui questo “sole” sia in parte offuscato.
Marco Martignoni

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