Dolce Mondo   Personaggi che hanno fatto la storia 
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OTTO INSAM, LA VITA DI UN GRANDE PASTICCIERE

Otto Insam è morto e ha lasciato un vuoto immenso nella pasticceria internazionale. Parlare di Otto è come entrare in una leggenda d’altri tempi: tutti i pasticcieri romani sognavano di lavorare con lui ed io ero uno di quegli apprendisti che impazzivano davanti ai suoi elaborati. Si diceva addirittura che decorasse le torte contemporaneamente, con due sacchetti: solo fantasia, ma di vero c’è che era un grandissimo professionista.
Nasce il 29 maggio del 1927 a Ponte Gardena, Bz, che all’epoca era tedesca. Si tempra con l’esperienza della pasticceria tedesco-austriaca e si specializza in Danimarca all’Accademia dolciaria di Copenaghen, con il maestro Diethel, dove ottiene l’attestato di maestro pasticciere. Inizia a lavorare in Germania e si sposta a Roma nel 1950, presso la famosa Pasticceria Berardo alla Galleria Colonna, nota per le sue bellissime vetrine. Durante le feste di Pasqua e di Natale chiama pasticcieri da tutta Europa per realizzare composizioni dolciarie innovative; colleghi come Scaturchio di Napoli e Angileri di Mazzara del Vallo vengono a Roma per fotografarle.
Prosegue presso la Pasticceria Euclide ai Parioli, dove opera in sinergia con il titolare, Annibale Olivetti, imprenditore di larghe vedute. Sono loro a portare la pasticceria romana ai massimi livelli, superando la supremazia milanese di Motta e Alemagna con i loro locali storici: per noi ragazzi, la sfida tra chi faceva la vetrina più bella era davvero un bel vedere. In quel periodo si confrontano con Perugina che dichiarava la Crema Africana, di cui deteneva il brevetto, come propria invenzione, ma Otto e il signor Annibale vincono in giudizio, perché non corrispondono né i tempi né gli ingredienti della ricetta. Diventa famoso il tavolo delle torte di oltre 6 metri, su cui Otto fa disporre tutti gli elaborati da decorare, dalle torte alle insalate russe, che lui a giro decora: un vero spettacolo!
Lavora anche presso la Pasticceria Hungaria ai Parioli, rilanciandola in tutto il suo splendore. In quei tempi si avvale della sua esperienza europea: introduce in Italia le prime friggitrici a fondo freddo, dalle vasche con le resistenze alzate, che sostituiscono i vecchi padelloni nelle fritture. Dalla Germania importa nel 1963 le prime semisfere per uova di Pasqua in macrolon, materiale simile al policarbonato trasparente, e una serie di stampi e attrezzature per modernizzare il nostro lavoro.
Durante l’esperienza presso la pasticceria Euclide conosce Alessandro Forbicini il quale, nonostante la forte diversità di carattere, diventa un suo discepolo: a detta di Otto, il migliore che abbia avuto e che rimarrà legato per sempre a lui. Esperto confettiere, insegna alla famiglia Renelli l’arte di fare le gelatine di frutta, che poi continueranno ad esercitare in laboratorio a Roma. Si accorge anche dell’estro di un ragazzo delle pulizie, Giuseppe Sama, e lo indirizza a diventare un grande pasticciere decoratore.
Lasciato il laboratorio, diventa consulente di Vanni, rinomata pasticceria romana, e poi collaboratore all’apertura della Pasticceria Fleming ai Parioli. Una lunga carriera!
Otto Insam lascia oggi un segno indelebile nell’arte pasticcera e il Conpait lo consacra Ambasciatore della Pasticceria italiana. Rimane legato in particolare al Conpait Lazio e noi a lui. Quando mi ha chiamato, dicendo che voleva regalarmi il libro dei suoi studi a Copenaghen, mi sono commosso e gli ho promesso che lo utilizzerò per divulgare a tutti il suo sapere. Sono davvero onorato di avere il ricettario di un Maestro con cui ho sempre sognato di lavorare: abbiamo tanto da imparare da persone di tale spessore.

Massimo Chierico

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