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UN'ESPERIENZA UNICA!
Dopo un paio di
mesi - e dopo aver immediatamente messo on line il risultato
ufficiale - siamo felici di condividere con tutti voi
l'ultimo pezzo di questo diario virtuale. Difficile condensare in poche righe un'avventura così
intensa, così impegnativa, così ricca di sfumature, eventi,
emozioni. Anche se non sono stata in gara con Silvio Bessone, Roberto
Rinaldini e Lucio Forino, e neanche in giuria con il team
manager Biagio Settepani e con l'allenatore Leonardo Di
Carlo, continuo a scrivere in prima persona, perché la
squadra era abbracciata da più individui, che hanno dedicato
tempo, energie e anche soldi, rendendo possibile questa
"missione". L'ho già sottolineato nelle puntate precedenti,
ma ci tengo farlo nuovamente: in primis Vittorio Santoro di
CastAlimenti, direttore tecnico dalla grande esperienza e
dal grande cuore; Erica Cigolini sempre di Cast,
infaticabile nel trovare le soluzioni ai troppi intoppi
burocratici e non solo; e la qui scrivente, coordinatore e
"sostenitore" assieme alla redazione della rivista. Parole
speciali vanno giustamente spese anche per Alessandro
Dalmasso e Gianluca Civita, che hanno collaborato con la
squadra in ogni allenamento, fungendo non solo da riserve,
ma anche da preziosi "braccio destro".
Un
gruppo di lavoro che si è consolidato ed ampliato a Phoenix,
grazie alla presenza del fotografo Giancarlo Bononi;
dell'infaticabile e simpatico padre di Roberto, il signor
Secondo; della mascotte, la piccola Rebecca di 2 anni,
figlia di Alessandro e Monica Dalmasso; di Daniele Coucourde,
autista-tuttofare, e del caro amico italo-americano Gary
Rulli, affermato pasticciere-imprenditore di San Francisco,
presente con la famiglia. Per non parlare dei figli di
Biagio, Salvatore e Fina, dei rappresentanti delle aziende
italiane e di tutti gli amici - americani, francesi,
svizzeri... - che hanno dato una mano nei momenti di
"panico" e non solo.
Energia, tantissima energia hanno dedicato i pasticcieri per
portare a buon fine questa avventura. Energia che si è
tradotta in faticosi mesi di allenamento, rubando tempo al
proprio laboratorio e alla famiglia, macinando km su km per
raggiungere Brescia e concentrandosi per una gara - a detta
di tutti coloro che l'hanno vissuta nelle varie edizioni -
"difficile, la più difficile a livello mondiale", che
oltretutto modifica e rende più severo il regolamento di
edizione in edizione.
Si parte
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Gli ultimi giorni a Brescia sono stati concitati, fra prove
e riprove, meditazioni e necessarie discussioni.
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E da questo lungo
preambolo ha preso il via il viaggio verso Phoenix, per l'appuntamento, il 9 e 10 luglio, con la terza
edizione dell'Amoretti World Pastry Team
Championship, presentato da Calphalon. Nel
caldissimo cuore dell'Arizona, oltre 600
professionisti hanno seguito le 13 ore di gara,
suddivise in due giornate al cardiopalma. Fra
i dieci team, i migliori rappresentati della pasticceria
internazionale, che hanno fatto sfoggio di grande maestria,
grande organizzazione e forte capacità innovativa e tecnica,
con risultati artistici e degustativi mai raggiunti prima. Bisogna
vederlo con i propri occhi e viverlo sulla propria pelle per
comprendere cos'è realmente il WPTC: qui si |
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incontra il meglio
della professionalità mondiale e a Phoenix sono giunte squadre che da quattro
anni puntavano a vincere, questa volta concentrate, sul tema imposto "Yin e Yang".
All'aeroporto c'era il mitico Biagio Settepani (team
manager!) ad aspettare la squadra, poi trasportata
in albergo per iniziare subito con gli
allenamenti,
duellando però con tanta "sfiga" burocratica, visto che i
pallet con tutto il materiale sono giunti da Los Angeles
solo a poche ore dall'inizio della gara (grazie anche alla
determinazione del grande Ira Capran di Irinox Usa!), mentre
non sono mai giunte a Phoenix due preziose casse
portate con
noi in aereo... Ma
se si dovessero elencare tutti i disguidi che hanno
accompagnato il Team Italy il diario non finirebbe più. E
poi non sono questi gli aspetti da evidenziare, anche se
certo hanno influito molto, sia sui risultati che
sull'umore, perché incidenti di tale entità abbattono il
morale e pregiudicano la prestazione.
Gli allenamenti hanno avuto luogo
presso il Royal Palm di Phoenix, con il supporto del
disponibilissimo chef Pierino Jermonti, di origine italiana.
Fra un
allenamento e l'altro, si è dedicato molto tempo alle
telefonate per sbloccare le varie valigie e alla ricerca
forsennata delle materie prime necessarie, a sostituzione di
quelle disperse. Nel mentre il Team doveva anche sottoporsi
ad interviste, fotografie e riunioni pre-gara, affrontando
quindi un tour de force stressante, ma anche divertente.
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 I cinque moschettieri con, ai loro piedi, i mitici
cactus! |

La foto della squadra italiana con
Montebianco, sponsor ufficiale del team durante la
gara. Assieme ai tre, Alfredo Selmi e Athos Perin |
 Il Team con, in primo piano, Erica Cigolini e, sulla
destra, Livia Chiriotti |
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Foto di gruppo con,
al centro, il grande pastry chef Stanton Ho, che
oggi lavora in California |

Erica cerca di
risolvere uno dei tanti "problemi" con la gentile
Lisa Baron di Carymax
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Biagio Settepani con Michael Schneider, fondatore ed
organizzatore del WPTC, nonché presidente della Carymax |
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Tutti davanti al
computer. Da sinistra, Bononi, Dalmasso, Civita, Rinaldini,
Forino e Santoro |
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Dalmasso si lancia
nella degustazione |

Giancarlo Bononi e Daniele Coucourde,
preziosi collaboratori |

La zona gara il
giorno prima dell'inizio |
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Arriva il
camion con tutto il materiale per la gara! |

Si scarica e
si allestisce il box di gara |
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Non è semplice descrivere un evento così imponente, specie
se si è vissuto in prima persona l'avventura. Difficile
perché ci sono state molteplici tappe non sempre facili
prima di giungere a destinazione. Ma ci siamo arrivati, noi,
dopo quattro anni. E l'Italia non poteva mancare ad una
vetrina tale. Ma questo non è facile da comprendere, così
come non è stato facile per i tre pasticcieri che, con
grande professionalità, hanno accettato la sfida, mettendo
in gioco loro stessi e confrontandosi con vere e proprie
"macchine da concorso", come sono stati definiti da tutti i
primi tre classificati, ovvero Francia, Giappone e Stati
Uniti. Questo il podio definitivo e meritato.
Queste sono alcune foto delle 13 ore di lavoro. 13 ore
di adrenalina pura, concentrazione e stanchezza.
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Stati Uniti |

Singapore |

Francia |

Messico |
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Delicato anche il lavoro delle giurie, fra cui quella di
degustazione, in cui ha magistralmente operato il nostro Leo
Di Carlo, alla fine chiamato anche a valutare i tavoli
espositivi.

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Meno stancante, ma comunque stressante, l'impegno della
tifoseria italiana, che ben si è distinta nel sostenere la
propria squadra. È grande il quarto posto del Team Italy - ufficialmente
ancora in zona premio, con 5.000 $ -, che ha lottato con
professionalità e passione, dimostrando come sia possibile
ottenere un buonissimo risultato nonostante i disguidi e i
pochi mesi a disposizione per l'allenamento. Ottimo il
punteggio sulla degustazione del dessert al piatto -
ritenuto dalla giuria internazionale il più innovativo di
tutto il concorso, oltre ad aver ottenuto il maggior
punteggio in degustazione - e sull'entremets. Spettacolare
il finale mozzafiato, con tutta la squadra concentrata sul
posizionamento di un delicatissimo elemento in cima al
lavoro artistico in cioccolato: a 15 secondi dalla fine, con
tutto il pubblico a fare il tifo, il pezzo si è incastrato,
come per miracolo!
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Da parte sua, il Team Italy ha fatto spettacolo e si è
distinto per l'entusiasmo e la solarità: complice in primis
il capitano Bessone, capace di offrire caffè espressi a
tutti a pochi minuti dalla gara ed elargire sorrisi e
battute durante il lavoro. Accanto a lui, Rinaldini sempre
concentrato e risoluto e un Forino al primo evento mondiale,
in grado di vivere con fermezza ogni istante della gara.
Impeccabile anche l'operato di Biagio Settepani nella giuria
operativa e di Leonardo Di Carlo, impegnato nelle delicate
degustazioni: entrambi hanno dimostrato una profonda
professionalità, elogiata anche dai colleghi stranieri.
Certo, gli errori di esecuzione e di tempistica della nostra
compagine sono stati diversi e le maggiori penalizzazioni
sono state sulle monoporzioni, giunte al tavolo della giuria
con un ingrediente in meno rispetto alla ricetta consegnata,
e sul tavolo, ovvero sull'impatto artistico, visto che
entrambe le pièce non erano terminate e risultavano quindi
spoglie. Ma i consensi non sono mancati: l'organizzatore
Schneider si è complimentato per l'eccellente prestazione e
per lo spettacolo offerto dal Team Italy, mentre il
presidente di giuria, il Mof Jacques Torres, ha apprezzato
molto i cioccolatini (essendo lui uno dei più celebri
esperti del settore), e lo speaker Keegan Gerhard, che ha
seguito i due giorni di gara ha più volte sottolineato
pubblicamente le tecniche operative dei ragazzi italiani,
sia per le degustazioni che per i pezzi artistici. Di certo
lo staff del celebre canale televisivo Food Network ha
dimostrato di privilegiare i nostri, visto che gli operatori
hanno sostato moltissimo davanti al box italiano con le loro
telecamere, entusiasmandosi in particolare per il dessert al
piatto molto scenico e per le fasi finali .
Molte
parole di apprezzamento anche da parte del famoso
pasticciere spagnolo Albert Adrià, giurato in
degustazione, che ha dato il suo punteggio più alto per il
dessert al piatto italiano, trovando anche interessante l'entremets
(servito troppo freddo) e i cioccolatini. E diversi giurati
- ma non solo - hanno sottolineato come la nostra squadra
abbia coraggiosamente proposto ricette complesse e assai
diversificate, scelta non ovvia per un concorso di tale
profilo.
Come ho scritto anche nell'articolo che appare sul numero di
settembre
"Pasticceria Internazionale", Bessone, Rinaldini e
Forino hanno dato molto all'Italia e a loro stessi.
Molto si è infatti imparato da questa esperienza. Ma di
certo l'Italia deve crescere ancora tanto, investendo
seriamente sui concorsi mondiali: ma alla base ci vuole una
seria e coesa volontà di gruppo, di comparto. Perché
l'Italia ha molto da dire e da dare a livello
internazionale, ma per prima cosa deve imparare ad
"affrontare" i concorsi, con il giusto supporto di persone,
di sponsor e di volontà. Perché per vincere non sono sufficienti dei bravi
professionisti.
È un'esperienza che auguro a tutti, perché è solo qui e a
Lione che si capisce cosa significa investire sulla propria
formazione e su una preparazione approfondita a 360°. Solo
durante questi due eventi si comprende cosa significa fare
sinergia per un obiettivo comune, per un concorso veramente
mondiale. E poi, alla fine dei giochi, quello che è
significativo è che, su tutto, si è imposta l'amicizia.
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Tutto
il gruppo italiano alla serata di gala |

La
mascotte della compagine, Rebecca
Dalmasso, figlia di Alessandro e Monica |

Il
trio sfila alla premiazione ufficiale |
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Un
Forino molto patriottico! |

Gemellaggio
Italia-Giappone |
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Dulcis in fundo... tutti a guardare la vittoria dell'Italia
ai Mondiali di Calcio! |
Il prossimo appuntamento in terra statunitense è per il
2007, il 2 e 3 luglio, al Gaylord Opryland Hotel di
Nashville, Tennessee, per l'edizione nazionale del concorso,
che vedrà nel 2008 la sua versione mondiale.
Un grazie va
ancora una volta a Fabbri 1905, Rossi Dimension, Agrimontana,
Carpigiani, Irinox, Roboqbo, Cioccolato Puro Bessone,
CastAlimenti e "Pasticceria Internazionale". A questi si è
affiancato, sul territorio statunitense, la Montebianco,
unico sponsor del Team Italy durante la gara. E poi, tutte
quelle realtà che hanno offerto i loro prodotti: Carine,
Corman, Yuma, RaviFruit, Pavoni Italia e Prodotti Stella.
E grazie a tutti coloro che hanno tifato con noi, chi ad
alta voce, chi in silenzio. Grazie a tutti, perchè avventure
come queste devono far crescere il comparto e, specialmente,
il rispetto fra professionisti!!
Foto Giancarlo Bononi
[Leggi il diario degli allenamenti
Comunicato stampa]
www.silviobessone.it
www.rinaldinipastry.com
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