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PIANA DEGLI ALBANESI (PALERMO), 4 MAR – La pasticceria secolare internazionale ad aprile si darà appuntamento a Piana degli Albanesi in occasione di Cannoli & Friends, il primo festival di dolci e culture in programma nella cittadina dal 16 al 19 aprile, dedicato alla promozione e alla valorizzazione del cannolo, dolce simbolo nel mondo di Piana degli Albanesi.
“L’evento promuoverà il cannolo di Piana a livello internazionale – ha spiegato Gaetano Caramanno, sindaco di Piana degli Albanesi - oltre che il nostro patrimonio culturale e paesaggistico, attirando visitatori, giornalisti e chef provenienti da tutto il mondo. Sarà una dolce occasione per conoscere più da vicino il mondo della pasticceria internazionale e siciliana, con le sue antiche tradizioni, ed in particolare il nostro speciale cannolo al quale abbiamo dedicato un distretto produttivo, che raggruppa 60 imprese e oltre 200 addetti, in attesa di riconoscimento da parte dell’assessorato regionale alla Cooperazione.” L’evento darà spazio a degustazioni di dolci siciliani ed internazionali, spettacoli, incontri e momenti culturali dedicati alla cultura Arbereshe (albanese).

Cannoli and Friends Award
Momento centrale di Cannoli & Friends sarà la gara di pasticceria internazionale, in programma sabato 18 aprile, che vedrà il cannolo di Piana degli Albanesi “sfidare” dolci tipici internazionali come l’austriaca torta Sacher, la crema catalana, specialità della Catalogna, il babà napoletano, lo strudel tirolese e la francese torta Saint Honorè. Ad una prestigiosa giuria internazionale, composta da giornalisti enogastronomici e presieduta da Edoardo Raspelli, conduttore di Mela Verde e Attenti al Lupo, il compito di individuare il vincitore del Cannoli and Friends Award.

L’evento si articola nelle seguenti iniziative:

I Tasting Point
Per l’intera durata della manifestazione verranno allestiti punti di degustazione in cui il pubblico potrà gustare i dolci internazionali in gara e il famoso cannolo di Piana degli Albanesi, in abbinamento ai migliori vini dell’Isola acquistando un ticket di 2 euro. Il biglietto dà diritto ad un dolce a scelta tra quelli proposti e ad un bicchiere di vino siciliano.

L’Expo Village
Lungo il corso principale del paese verrà realizzato il villaggio espositivo che ospiterà enti pubblici, aziende sponsor e le delegazioni ufficiali dei paesi partecipanti. Il villaggio proporrà un interessante itinerario fra artigianato, turismo ed agroalimentare nazionale ed internazionale.

Arbereshe & Friends
Costituisce il contenitore culturale della manifestazione rivolto alle minoranze linguistiche ed in particolare all’Arbereshe ed alle loro tradizioni gastronomiche, religiose, musicali e folkloristiche. Cuore della manifestazione la mostra fotografica sulla multiforme realtà socio culturale arbereshe.

I Tasting Lab
Sono previsti laboratori gratuiti con degustazione, durante i quali si svolgerà un confronto sulle specificità dei prodotti e le tecniche di preparazione dei dolci secolari internazionali che partecipano alla gara internazionale. I workshop consentiranno di assistere dal vivo alle diverse fasi di preparazione del dolce.

Il Live show
Musica, cultura e spettacolo nel ricco programma di appuntamenti che vedrà alternarsi, sul palco, gruppi musicali di livello internazionale ed artisti emergenti. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.

Sport cup
Sul lago di Piana degli Albanesi – che vanta un centro sportivo polifunzionale – si svolgerà un torneo regionale di Vela classe Optimist (bambini). Un richiamo in più per chi vuole alternare alle delizie del palato la suggestione agonistica dello sport.

La storia del cannolo
Dal cannolo di Cicerone alle delizie degli Emiri
Marco Tullio Cicerone, prima di diventare console romano fu questore in Sicilia, dove, dicono le cronache, conobbe ed apprezzò il: “Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus”, ossia: “cannolo farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo”. Non era ancora il cannolo come lo conosciamo noi, ma ci si avvicinava parecchio. Andando più avanti nel tempo, una leggenda narra che la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta, l’antica “Kalt El Nissa”, “Castello delle donne”, sede di numerosi harem di emiri saraceni. Si ipotizza che le donne, per passare il tempo, si dedicassero alla preparazione di prelibate pietanze e, in particolare, di dolci. Durante uno dei tanti esperimenti culinari si suppone che abbiano “inventato” il cannolo, ad imitazione di un dolce arabo, simile per forma ad una banana, ripieno di ricotta, mandorle e miele. Un’altra fonte, invece, tramanda che i cannoli siano stati preparati per la prima volta in un convento siciliano nei pressi di Caltanissetta. Si racconta che, in occasione del Carnevale, le monache “inventarono” un dolce caratterizzato da un involucro (‘a scorcia) preparato con farina, uova, strutto e zucchero, e da una farcia preparata con una crema di ricotta e zucchero ed arricchita con “cucuzzata”, pezzetti di cioccolato e granella di mandorle. Proviamo a “sposare” le due leggende: alla fine della dominazione araba in Sicilia, gli harem si svuotarono. Una o più donne, ormai libere, convertitesi al Cristianesimo, entrarono in convento. Qui potrebbero avere riprodotto alcune delle ricette preparate per gli Emiri, tra le quali quella dei “cannoli”.

Ogni cannolu è scettru di Re
“Beddi cannuola di Carnivali… su biniditti spisi li dinari… ogni cannolu è scettru di Re…” Così un verseggiatore dell’800 inneggiava al mitico cannolo siciliano, nato come dolce di carnevale ma divenuto presto immancabile squisitezza di tutto l’anno.
Deliziosa e complessa la ricetta. La pasta è a base di farina e zucchero ma la peculiarità sta nel ripieno di crema di ricotta di pecora freschissima, che, specie in primavera, assume un sapore inimitabile, grazie all'erba nuova, tenera e profumata.
La scuola pasticcera catanese prevede per la versione classica soltanto farina, zucchero, margarina vegetale, sale, uova e vino (usato anche per dare acidità all'impasto). Per conferire alla scorza la tipica forma cilindrica e allungata, anticamente si usavano le canne di bambù, mentre oggi le cannule su cui si avvolge la pasta sono di metallo. Alla ricotta di pecora setacciata si aggiungono pezzetti di zucca morbida e cioccolato fondente. Per la decorazione vi sono alcune varianti, come l'uso dei pistacchi di Bronte, la "cirasa" o il tondino di scorza d'arancia candita all'estremità e, per finire, una spolverata di zucchero a velo. Esistono in commercio diverse versioni della cialda di questo goloso dolce barocco, da quella classica all’aromatizzata al pistacchio, al cacao, all'arancia e al mandarino.

Lo speciale cannolo di Piana degli Albanesi
Il cannolo è il dolce siciliano più noto al mondo. I cannoli di Piana degli Albanesi (canojet) sono particolarmente famosi per dimensioni (circa 25 cm) difficilmente riscontrabili in altre zone della Sicilia, e bontà. Il segreto sta tutto nella cialda (shkorça) croccante e friabile, preparata con farina, vino, strutto e sale e riempita con una freschissima ricotta di pecora, zuccherata e passata a setaccio, e schegge di cioccolato.

La ricetta classica del cannolo

Per realizzare circa 20 cannoli gli ingredienti sono:

Per le cialde: 250 g di farina, 50 g di zucchero, 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere, 40 g di burro, Marsala, sale, albume sbattuto, un po’ d’olio.

Per la crema di ricotta: 500 g. di ricotta fresca di pecora, 150 g. di zucchero, una bustina di vanillina, scaglie di cioccolato fondente.

Per la guarnitura: ciliegine candite, zucchero a velo.

 

Porre su una superficie piana ed asciutta la farina a fontana, unirvi il burro, un cucchiaio di Marsala, un pizzico di sale, un po’ di albume sbattuto, il cacao, lo zucchero, un cucchiaino di olio. Ottenere un impasto consistente e porre in frigo per un’ora, avvolto in un panno. Nel frattempo passare a setaccio la ricotta unita allo zucchero, alla vanillina, e alle scaglie di cioccolato fondente. Accendere il forno alla temperatura di 220°. Ricavare dalla pasta delle cialde una sfoglia e formare dischi de 10 cm circa. Ungere di olio gli stampi e su di essi avvolgere i dischetti, sigillando il punto di incontro delle due estremità con albume d’uovo. Infornare e attendere la loro completa doratura. Dopo averli fatti raffreddare, sfilare i cilindri e riempirli con il ripieno. Guarnire, a secondo dei gusti, con le ciliegine candite, porli su un piatto di portata e spolverare con lo zucchero a velo.

La farcitura dei cannoli può variare rispetto ai gusti personali si può usare, per esempio, la cannella al posto della vanillina, o i canditi al posto delle scaglie di cioccolato e così via.

Nelle zone del Catanese i cannoli sono decorati con pistacchi tritati di Bronte, diversamente da Palermo dove le estremità, secondo la tradizione, vengono decorate con filetti di scorza d'arancia candita.  

Piana degli Albanesi
L’antica Hora
La cittadina venne fondata nel XV secolo da profughi prove­nienti dalla penisola balcanica, in seguito all’inva­sione turca. A queste genti, inizialmente, vennero assegnati i feudi di Mercu e Ayndingli dall’arcivescovo di Monreale, Cardinale Borgia. Molti di essi erano appartenuti alla più elevata nobiltà di lingua albanese dell’Epiro, della Morea nel Peloponneso, della Chimara, e così via. In successive emigrazioni, altri profughi, pro­venienti da varie regioni e città, si aggiunsero a questi primi nuclei. Piana, ancora oggi chiamata dai suoi abitanti semplicemente “Hora”, ossia la “città”, sorse da principio alle falde dell’erto monte Pizzuta. Dopo poco tempo, però, i suoi fondatori furono costretti dall’eccessiva rigidità del clima a scendere nella pianura sottostante, donde il nome di “Piana”. Essa venne chiamata anche Casalotto, dalla denominazione di un vicino feudo. Comunque, denominazione ufficiale della cittadina è stata, dalla fondazione al 1940, Piana dei Greci. Dopo venne chiamata Piana degli Albanesi.
La cittadina conserva ancor oggi il rito bizantino greco, di cui va fiera, e la lingua albanese. I caratteristici tradizionali costumi femminili, ric­camente ricamati, vengono indossati in particolari feste di famiglia, come matrimoni e battesimi, e in alcune solennità dell’anno liturgico bizantino, spe­cialmente in occasione dell’Epifania, della Setti­mana Santa e nella domenica di Pasqua.
I monumenti più rilevanti sono la Chiesa Madre, risalente al 1590, Santa Maria Odigitria, costruita nel 1644 su progetto dell’Architetto Pietro Novelli, San Giorgio, la più antica del paese e San Vito, con il suo imponente portale.

Maggiori informazioni su www.cannoliandfriends.it
 

 


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