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INTERVISTA A GABRIELLA DE GIROLAMO, product manager di Sigep

Gabriella de Girolamo, soddisfatti di questa edizione di Sigep?
Molto soddisfatti. E lo siamo perché il nostro osservatorio e la nostra misurazione degli indici coincidono pienamente con l'alto livello di soddisfazione che abbiamo registrato tra i clienti. Questo, ovviamente, ci gratifica ma, al contempo, ci spinge a guardare al futuro e a rimettere in moto, fin da subito, la nostra macchina organizzativa per l'edizione 2008. E al proposito mi fa piacere segnalare che la campagna di promozione internazionale per la prossima edizione del Sigep è già partita.

Quali sono stati i momenti fieristici che più l'hanno colpita?
Gli eventi hanno raccolto unanimi pareri favorevoli tra gli operatori. Punto d'eccellenza per il mondo della pasticcera è stato il SigepGiovani Stage. Un'occasione unica sia di formazione concreta, sia  di esperienza col mondo del lavoro, per i professionisti di domani. In particolare "Parole in Pasticceria - Dolci Graffiti" è stato un  concorso altamente scenografico che  ha mostrato a tutto il settore quanto i ragazzi delle scuole professionali siano creativi e quanto loro stessi possano dare al mondo della pasticceria.Per il resto cito ad esempio il Buontalenti D'Oro, organizzato insieme a CO.Gel-Fipe, e dedicato al gelato nella ristorazione: è un evento che ripeteremo in tutti gli anni dispari, alternato alla Coppa del Mondo di Gelateria. Rimini Fiera crede molto in quest'evento perché il compito primario di una manifestazione è quello di favorire l'innovazione "gettando il cuore oltre l'ostacolo", con applicazioni sul mercato magari anche solo accennate ma già in grado di stimolare le tendenze per favorire nuovi sbocchi, nuovi business.
In quest'ottica trovo che anche il "Laboratorio delle Idee", ideato da Accademia della Gelateria, in cui sono stati ideati nuovi gusti di gelato partendo da alcuni ingredienti base, sia stato, e lo sarà ancora di più nei prossimi anni, un momento importate e con applicazioni interessanti per il mercato degli ingredienti composti.
Parimenti, ha raccolto ampi consensi la prima edizione di Sigep Bread Cup, il campionato Europeo della panificazione, coordinato da Club Arti & Mestieri, visitato da oltre 15.000 artigiani. Le squadre selezionate (una italiana, le altre straniere) sono state di alto livello e hanno proposto creazioni eccezionali dal punto di vista della qualità e dal punto di vista artistico. La formula studiata per le votazioni (con un 50% di giuria popolare ed un 50% di giuria tecnica) ha reso coeso e partecipe il pubblico. L'area degustazione su prenotazione, la diffusione delle ricette, la possibilità di vedere da vicino gli artisti-artigiani al lavoro ha reso il Sigep Bread Cup un momento di formazione e confronto per gli operatori, non solo un'esibizione. Questa formula sarà da replicare per le altre competizioni.

Quali sono i punti di forza e il valore aggiunto di questa manifestazione storica?
I punti di forza del Sigep sono quelli tipici dei prodotti fieristici leader nel mondo: completezza dell'offerta per il visitatore e, per le aziende, una straordinaria platea di visitatori; vetrina espositiva di spessore, con i leader del mercato ma ricca anche di piccole e fiorenti imprese; innovazione costante e alta caratura degli eventi collaterali; totale e fattiva collaborazione con le associazioni di produttori e artigiani per la realizzazione di eventi. Il valore aggiunto sta nell'entusiasmo che tutti noi, organizzatori ed attori del mercato, profondiamo ogni anno in questa manifestazione, senza sosta, di pari passo con i successi. E molto sta, voglio sottolinearlo, nella location riminese: un territorio straordinario per capacità di accoglienza e un quartiere fieristico bellissimo e su misura per i nostri operatori.

Come dare maggiore visibilità alla pasticceria, che quest'anno è apparsa più "nascosta" rispetto alla gelateria?
La gelateria e la pasticceria occupano logisticamente 6 padiglioni ciascuna. Gelateria ad ovest, pasticceria ad est: sono quindi equamente distribuite e hanno un lay out espositivo di pari rilievo. Sul fronte degli eventi collaterali concordo che anche gli appuntamenti dedicati alla pasticceria debbano trovare quel respiro internazionale che hanno già fortemente quelli dedicati a gelateria e panificazione. Stiamo lavorando per questo.

E cosa rispondere alle lamentele di alcuni visitatori sul prezzo d'ingresso?
La ringrazio per l'occasione che mi offre di affrontare l'argomento sulla sua prestigiosa rivista. Tutti gli anni spediamo, a chi ha compilato correttamente il biglietto cartaceo di ingresso alla manifestazione, due badge ingresso validi per l'ingresso gratuito e rapido (attraverso i tornelli) a Sigep. Quindi il visitatore non paga nulla. Accade però che qualcuno si dimentichi di firmare il consenso al trattamento dei dati e quindi non possiamo registrare l'anagrafica e il visitatore non riceverà il badge l'anno successivo. Oppure accade che la grafia sia illeggibile (ed il biglietto viene cestinato) oppure che  non sia dichiarata l'attività. Anche in questo caso il biglietto viene scartato. Anche chi è entrato con il badge un anno, l'anno successivo automaticamente riceve due badge gratuiti per posta.
Inoltre, durante tutto l'anno, qualunque operatore ci chiami dall'Italia per accreditarsi riceve a casa, a nostre spese, un biglietto di ingresso del costo di € 2. E i potenziali operatori stranieri che ne facciano richiesta ricevono addirittura un badge.Infine, le aziende espositrici comprano ad un prezzo vantaggioso migliaia di biglietti per i loro clienti che consentono al visitatore l'ingresso gratuito.
Quanto al costo del biglietto intero (31 €), è evidente che è stato pensato per scoraggiare il non operatore del settore: chi paga quindi il biglietto intero è il curioso che si spaccia per operatore, oppure l'operatore che non ci ha fatto richiesta di ricevere un titolo di ingresso scontato o chi che si è scordato di portare con sé il titolo d'ingresso.

Anticipazioni per l'edizione 2008? Quali aspetti volete potenziare?
Stiamo organizzando un evento a carattere fortemente internazionale dedicato alla pasticceria con grandi personalità del settore.
Per la prossima edizione abbiamo intenzione di aprire anche i due padiglioni B7 e D7 per dare sempre maggiore ampiezza di visibilità alle aziende dei settori di panificazione e pasticceria, che ci richiedono maggiori aree.
Ripeteremo le straordinarie esperienze della Sigep Bread Cup, della Selezione italiana per la Coppa del Mondo della Pasticceria, della Coppa del Mondo di Gelateria, del Laboratorio delle Idee e stiamo ipotizzando anche un evento dedicato al settore dell'arredamento, un comparto per noi strategico e del quale è in atto dentro al Sigep una straordinaria espansione.Allo stesso modo, continueremo a puntare sulla parte convegnistica e di formazione con partner di alto livello, quali il Poli.Design Consorzio del Politecnico di Milano e il MIB  School af Management di Trieste. Infine, stiamo studiando un nuovo grande progetto infrasettoriale altamente innovativo.
L.C.


I numeri del settore

Incremento rilevato dal settore dell'artigianato alimentare nel 2006, che ha visto il numero delle imprese passare da 60.128 a 78.850. In Italia si contano oggi 27.000 laboratori artigiani di panificazione, 17.000 pasticcerie, quasi 10.000 pizzerie e rosticcerie e oltre 32.000 gelaterie artigiane. I lavoratori interessati sono oltre 155.000, con una media di 3 addetti per impresa.I forni realizzano ogni anno una produzione di 2,8 milioni di tonnellate di pane e altri prodotti da forno, per un fatturato complessivo di circa 5,4 miliardi.  Oltre il 55% degli italiani compra quotidianamente pane fresco, con un consumo giornaliero medio pro capite di 150 grammi.
Il comparto pasticceria registra i suoi massimi picchi di produzione in occasione delle festività natalizie di fine anno e pasquali. Per le specialità tipiche regionali, i consumi si sono attestati sui 50.000 quintali, per un valore di circa 70 milioni di euro. Più in generale, la produzione annua italiana di dolci e derivati a base di cacao è di oltre 210.000 tonnellate, di cui 95.000 destinate all'export. Il giro d'affari dei cioccolatieri artigiani italiani è di circa 350 milioni annui. Le prime stime 2006 disponibili e riguardanti i dolci tipici del Natale (panettone e pandoro) indicano per le produzioni artigianali un consumo di oltre 9.000 tonnellate di panettone, per un controvalore di 162  milioni di euro e di 3.000 tonnellate di pandoro, pari a 78 milioni.
Per quanto riguarda i gelati, i consumi estivi 2006 sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2005, a causa di una stagione estiva non eccessivamente calda. L'autunno e la prima parte dell'inverno particolarmente miti hanno invece incrementato i consumi, tanto che le associazioni di categoria parlano di un aumento del 15-20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Molti locali hanno deciso di rimanere aperti anche nei mesi "freddi". Cresce inoltre la tendenza all'acquisto del gelato in vaschetta, da consumare a casa, anche se cono e coppetta rimangono ancora prevalenti. In Italia, il consumo annuale di gelato artigianale è stimato in 12 kg pro capite, con una media quindi di un kg al mese, per complessive 332.000 tonnellate di gelato e un fatturato di tre miliardi di euro l'anno, sul totale delle 32.419 gelaterie artigianali sparse sul territorio nazionale.
Legata al gelato artigianale è l'industria produttrice d'ingredienti composti e dei macchinari per la lavorazione. Nella prima sono attive circa 80 imprese, con oltre 1.500 addetti, che realizzano un fatturato annuo di circa 250 milioni di euro. Piuttosto varia la loro produzione che va dalle paste cremose ai concentrati di frutta, fino agli addensanti.
Mantiene intatta la leadership mondiale l'industria delle macchine da gelato: che conta ancora una decina tra gruppi e singole aziende - al di là della tendenza dell'accorpamento di imprese - che occupano più di 1000 addetti e fatturano circa 500 milioni di euro. Insieme detengono oltre il 60% del mercato mondiale e circa il 90% di quello interno.Il comparto italiano degli arredi per gelaterie è rappresentato da una quarantina di aziende strutturate e da oltre un centinaio di artigiani.
Il fatturato è stimato in quasi 900 milioni di euro, con circa 15.000 addetti.

Fonte Sigep

 

 


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