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Una passione per il gelato
Da Ciacci a Torino si fa il giro del mondo del cioccolato, gustando le
diverse varietà di cacao trasformate in gelato, in coni, coppette, bicchierini,
torte e semifreddi, il tutto all'insegna della genuinità
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A Torino, a
due passi dal fiume Po e ai piedi della collina di Superga, si trova la
Gelateria Ciacci, un locale che propone gelati dai gusti più svariati.
Il gelatiere è Cristian Ciacci, terza generazione di una storica
famiglia di ristoratori da sempre attenti alla qualità, alle tradizioni
ed alle esigenze della clientela. Con alle spalle una solida esperienza
iniziata lavorando a fianco del padre Catullo, che per anni ha gestito
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Banco Gelateria Ciacci |
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l'omonimo
ristorante torinese, Cristian, con la moglie Giorgia, da 10 anni
conquista i torinesi con gelati, granite, sorbetti e semifreddi.
Entrando nel punto vendita si è subito colpiti dalla vetrina espositiva
con numerose vaschette allineate. Due schermi mostrano, la lavorazione
del gelato e tutte le fasi del processo di trasformazione del cacao,
facendo subito intuire che il cioccolato è uno degli ingredienti base di
questa gelateria. Il laboratorio è di fianco alla zona vendita ed è
attrezzato con una serie di pastorizzatori, tini di conservazione e
mantecatori; qui il gelatiere mette a punto le ricette, seleziona le
materie prime e sperimenta abbinamenti e gusti nuovi. La gelateria,
frequentata da golosi e amanti del gelato, è aperta d'estate dalle 10
alle 24 e d'inverno dalle 10 alle 21.
Facciamo due chiacchiere con Cristian per scoprire la ragione di tanto
successo. |
Cosa ti ha spinto a
diventare gelatiere ed a fare di questa professione la tua missione di vita,
oltre che il tuo business?
Ho
iniziato a 9 anni, quando ad una lotteria a scuola ho vinto una gelatiera a
manovella che funzionava mettendo sale e ghiaccio attorno al cestello. Ho
provato tutte le ricette consigliate dall'azienda costruttrice iniziando anche a
variarle. Da quello che poteva sembrare un gioco ne è nata una professione. lo
mi sono appassionato inventando e sperimentando gusti diversi con un po' di
disperazione da parte di mio padre.
Hai iniziato a
lavorare nel ristorante di famiglia?
Voglio
precisare che mio padre non è uno chef ma si è sempre voluto definire "un oste",
è un buon organizzatore e soprattutto il suo impegno è sempre stato quello di
coccolare i clienti. La mamma invece è bravissima in cucina ed è una grande
forza, un esempio per tutti; riesce a lavorare dalle 8 alle 2 di notte senza
mostrare alcuna stanchezza. lo ho frequentato il liceo scientifico ed a 16 anni
l'unica cosa che preparavo per il ristorante era il sorbetto al limone, seguendo
una ricetta semplicissima. Poi mi sono iscritto all'Università, ho frequentato
Scienze Politiche, ma la mia vita è cambiata solo dopo aver sposato Giorgia, nel
1996. Lei faceva l'arredatrice d'interni e lavorava in ufficio, ci vedevamo solo
alla sera, nel 1997 nacque la prima figlia Camilla e fu allora che proposi a mia
moglie di aprire una gelateria e fin dall'inizio fu lei il motore di tutto.
Chi sono i tuoi
maestri?
Alberto Carbonero mi ha insegnato ad usare i macchinari e mi ha dato le basi per
fare e vendere il gelato. Da mio padre ho imparato la tradizione, come si
lavorava una volta, unendo le tecniche moderne sono arrivato ad un compromesso
perché "bisogna conoscere il passato per far meglio il futuro". Ho seguito dei
corsi ma io mi definisco un autodidatta, ho sperimentato molto e fatto ricerche
presso le aziende da cui acquisto le materie prime. Ammiro la Mec3 perché
investe nello sviluppo e ricerca ma soprattutto perché tutte le persone lì
lavorano con il cuore. Mio padre, grazie alla sua professione di oste, mi ha
insegnato che il business è importante ma tutto ciò che si fa va fatto anche con
il cuore. Una passione che cerco di trasmettere anche ai miei dipendenti, sei
persone che lavorano con la stessa passione.
Dove lavora Giorgia?
Circa
un anno fa abbiamo aperto un laboratorio dove lei prepara i semifreddi e le
torte gelato.
È l'artista di famiglia: grazie alla sua abilità e senso estetico, ora
confeziona e decora i semifreddi diventando ogni giorno più brava. Per
migliorare, frequenta corsi presso aziende e dedica molto tempo per perfezionare
la manualità.
Frequentate insieme
le fiere?
Sì,
perché in fiera si possono captare idee nuove e rimanere aggiornati.
Come nascono i gusti
del tuo gelato?
Da
prove, sperimenti e studi. Ogni gusto è curato al massimo, quello di punta della
gelateria è il Ciaccissimo, un gelato a base latte, con biscotti Plasmon,
variegato alla crema gianduia e mandorle pralinate. L'altro gusto che ci
contraddistingue è il Pazzo. Le altre sono proposte classiche anche se ognuno ha
qualche variante. In estate prepariamo 26 gusti di cui 7 alla frutta, mentre nel
periodo invernale passiamo a 19, di cui due alla frutta, limone e fragola.
Come mai produci
sette gusti di cioccolato?
E da
due anni che studio il cacao e lo scorso ottobre ho proposto un'esplorazione nel
mondo esotico del cioccolato, con l'intento di educare al gusto. Ho sperimentato
come si comporta la massa di cacao nel gelato, su una base latte, che permette
di separare di più i gusti al palato, dando sensazioni marcate. Ho provato
quattro tipologie di massa di cacao al 100%: Manjari pura origine Madagascar,
Tahinori della Repubblica Dominicana, Araguani del Venezuela e Alpaco
dell'Ecuador. Per il Nyangbo del Ghana uso la copertura al 68%, invece della
massa, e cacao 22/24. A base acqua preparo un sorbetto, il Xoco-Ice, con una
selezione di diversi tipi di cacao. Molto particolare è il gusto Caffè Bianco
prodotto con l'infusione di burro di cacao e caffè arabica 100%.
Come proponete questo
"viaggio nel cacao"?
Le sei
persone che compongono la nostra famiglia del gelato sono istruite ad
accompagnare il cliente nella scoperta dei diversi gusti. Il primo giorno
abbiamo messo un gazebo, davanti al negozio, esponendo le fave e i diversi tipi
di coccolato e proponendo degustazioni per valutare come varia il gusto cacao
nella trasformazione in gelato. Direi che tutti e sette i tipi di cioccolato
riscuotono molto successo.
Come proponete queste
degustazioni?
Sia in
maniera classica che in bicchierini: Alpaco viene abbinato con marmellata
d'arancia, l'Araguani con marmellata di frutti di bosco, il Manjari con
marmellata di pesca e il Tahinori con marmellata di fragole, mentre il
cioccolato bianco viene abbinato al crème caramel. Le marmellate sono prodotte
artigianalmente da Giorgia, per la frutta secca pralinata e caramellata mi
fornisco da un artigiano di Settimo Torinese.
Riguardo ai
semifreddi quali sono le vostre specialità?
Con la
consulenza di Antonio Chiera, tecnico pasticciere e artista del cioccolato,
Giorgia prepara un'ampia gamma di torte che chiamiamo Vellutate di Panna,
preparate con pan di Spagna inumidito con sciroppi analcolici e farcite di
gelato o semifreddo. Poi prepariamo le Vellutate alla Frutta con mousse di
frutta fresca; i profiterole e i cannoli ripieni di semifreddo.
Elaboriamo anche panettoni e colombe pasquali farcite di semifreddo.
Come
comunichi la qualità del tuo gelato?
Per prima cosa, per tutelare la tradizione di
qualità di cui è sinonimo il nome della mia famiglia, ho fatto registrare il
marchio "Ciacci il gelato firmato". Provengo da una famiglia nobile, siamo conti
di San Marino, quindi anche il mio gelato deve avere un blasone. Una garanzia
che tutti gli ingredienti utilizzati sono naturali: non usiamo alcun agente
chimico e nessun grasso vegetale idrogenato.
Milena Novarino
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Cristian Ciacci e la vetrina dei semifreddi |
Cristian Ciacci al lavoro |
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