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Fulvio Scolari, cittadino illustre
Il 6 novembre 2008
Fulvio Scolari ha ricevuto l’attribuzione del titolo “Cittadino illustre di San
Giovanni in Croce”, conferitagli dal sindaco Vittorio Ceresini – nel corso di un
Consiglio Comunale aperto –, che ha ritenuto “doveroso e giusto che con atto
formale si espliciti un solenne riconoscimento al maestro, il quale nel corso
della sua prestigiosa carriera professionale è stato ambasciatore della nostra
comunità in tutte le parti del mondo in cui ha esportato la sua arte del bello e
del buono”. Il sindaco ne ha ripercorso la carriera, a partire da un primo
approccio alla gastronomia, passando dalla panificazione per arrivare al
passaggio definitivo alla pasticceria. Poi le tappe all’Excelsior del Lido di
Venezia, al Principe di Savoia di Milano, l’insegnamento a Milano e a Magenta,
le pubblicazioni, i tanti premi, la partecipazione a manifestazioni
internazionali a New York, Tokyo, Miami, Lione... Con le sue perle di alta
pasticceria, Scolari ha deliziato personaggi come Ronald Reagan, l’attuale
imperatore del Giappone e Filippo di Edimburgo, consorte di Elisabetta II.
Ceresini ha voluto ricordare anche la statura professionale di Fulvio Scolari in
veste di docente: “Intere generazioni di allievi hanno seguito con attenzione e
profitto i suggerimenti che il maestro ha profuso e ancora profonde nei corsi di
perfezionamento, nelle dimostrazioni ai saloni specializzati o attraverso le
pagine di “Pasticceria Internazionale”, la rivista che lo annovera fra i più
importanti collaboratori e che lo ha premiato nel 2008 per i suoi 30 anni di
collaborazione”.
BIOGRAFIA DI FULVIO SCOLARI
La carriera di Fulvio Scolari - classe
1923 - inizia all’età di undici anni presso un panettiere, poi in salumeria e
infine in pasticceria. Per venticinque anni lavora poi per la Compagnia Italiana
Grandi Alberghi, viaggiando in tutto il mondo. Nello stesso periodo inizia con
l’insegnamento presso scuole professionali ed i corsi di aggiornamento di
gelateria e pasticceria. Partecipa a manifestazioni internazionali e pubblica
ricettari e testi scolastici, svolgendo anche l’attività di consulente tecnico
per aziende e laboratori del settore.
Oggi è il formatore per eccellenza,
riconosciuto a livello internazionale quale profondo conoscitore ed appassionato
ricercatore e divulgatore dell’arte dolciaria. Insegna instancabile a ragazzi ed
adulti, non solo in diretta ma anche attraverso i suoi libri ed il colloquio con
i lettori dalle pagine di “Pasticceria
Internazionale”. Scolari è infatti uno dei pochi professionisti
che in Italia possono ambire al titolo di “maestro”, sia in quanto
professionista tra i massimi esperti dell’arte dolciaria, sia in veste di
insegnante di grande levatura ed esperienza, che ha fatto della comunicazione
del sapere, acquisito negli anni, uno dei suoi principali obiettivi. Primo in
Italia, egli è infatti autore di manuali fondamentali che costituiscono le basi
teoriche della pratica artigianale e che vengono costantemente studiati e
consultati dai professionisti del settore. In quanto a tipologia, tali volumi si
discostano dal gran numero di eleganti pubblicazioni, ricche di illustrazioni e
di originali e moderne proposte dolciarie, che attualmente riempiono gli
scaffali delle librerie. I lavori di Scolari si configurano invece come testi
che racchiudono e riassumono il sapere artigianale, imprescindibili strumenti
del mestiere per chiunque intraprenda tale strada professionale.
INTERVISTA
Ripercorrendo i
molti anni di attività, quali sono stati i momenti più salienti?
Sono
stati certamente molti, ma uno in particolare è stato quello di essere arrivato
in un breve periodo di tempo, da semplice fornaio in un piccolo paese di
provincia a responsabile del settore di pasticceria e gelateria (incarico durato
molti anni) nei migliori alberghi italiani e di livello internazionale. Un altro
è quello di aver potuto insegnare in diverse scuole professionali accanto a
tanti giovani e dare loro un aiuto per entrare nel più che mai interessante
mondo della pasticceria e gelateria.
Ai suoi tempi
quale atteggiamento avevano gli chef delle grandi cucine del settore pasticceria
nei confronti della brigata?
I grandi chef di cucina (perché la
pasticceria di un grande albergo è una partita o settore sempre della cucina),
pur avendo spesso una posizione un poco indipendente, erano nel loro lavoro dei
veri capi che sapevano apprezzare la capacità e la volontà dei componenti la
brigata nell’assolvere il compito assegnato. Molti di loro sapevano, attraverso
la grande esperienza, essere grandi maestri ed il lavorare con loro era
stimolante per apprendere il mestiere. Una grande brigata sotto il questi
stimoli poteva funzionare con grande precisione e capacità. Spesso ho sentito da
coloro che avevano assistito al lavoro della brigata, dire “È veramente un
grande spettacolo vedervi lavorare con coordinamento e precisione pur nel mezzo
di tantissime ordinazioni”. E di questo il vero organizzatore era naturalmente
lo chef.
Che cosa doveva
fare un giovane per imparare in una grande brigata?
Partendo
naturalmente dagli ultimi gradini o livelli della scala professionale, doveva
dimostrare una grande volontà di imparare anche a costo di enormi sacrifici e
molto spesso anche di lacrime. Ma non cedere, saper essere anche umile
nell’eseguire gli ordini, vedere con attenzione come gli altri sapevano
lavorare, resistere a fatica e tensione con la ferma convinzione che se si
voleva arrivare, si poteva. La cucina o il laboratorio erano la sola scuola su
cui si poteva contare. Naturalmente saper colloquiare con i colleghi già più
avanti nel lavoro, parlare quando si poteva anche con gli chef, il saper
approfittare anche delle poche pubblicazioni che allora vi erano, il saper
guardarsi attorno e saper cogliere in ogni occasione quanto ti poteva servire
per farti quel bagaglio di nozioni atte ad arricchire la tua professionalità.
Come vede il
futuro della pasticceria?
Vedo il futuro a due colori: rosa e
nero. Rosa perché ritengo che la pasticceria abbia ancora grandissime
possibilità di vedere roseo il suo futuro. Abbiamo moltissimi bravi pasticcieri
che hanno saputo sviluppare il loro lavoro con grande capacità. Basta guardare
come hanno portato ad un grande livello di bellezza e bontà il settore della
pasta lievitata, del cioccolato, del torrone, della piccola pasticceria,
biscotteria, gelateria, confetteria, caffetteria, gastronomia e le tante torte,
da quelle da forno a quelle da credenza… per constatare come il pubblico sappia
apprezzare il prodotto fresco, la grande qualità, le bellissime confezioni e
vedere quindi un possibile grande sviluppo.
Ma il futuro lo vedo anche nero, dato che è impossibile ipotizzare una
continuità quando mancano tanti rincalzi e non vi sono organizzazioni ed enti
che veramente sappiano impegnarsi a difendere e diffondere la nostra cultura.
Mancano tante scuole di vera pasticceria e non si indirizzano i giovani ad
apprendere questa attività. Inoltre manca in Italia una vera volontà politica di
dare impulso a questo settore che è per bontà fra i migliori del mondo ed offre
tantissime possibilità di valida occupazione; infine manca in Italia una Scuola
Superiore di pasticceria, mentre sono molto bene organizzate oltr’Alpe.
Ritengo che nella preparazione culturale e pratica vi sia la possibilità di un
futuro. Il chiudere gli occhi su questo vuol dire soltanto sopravvivere. E la
sopravvivenza può essere l’inizio della totale scomparsa.
Quale potrebbe
essere il dolce più rappresentativo dell’Italia e perché?
Non è facile rispondere, dato che di
dolci meritevoli di rappresentarci ne abbiamo tanti, ma dal momento che una
risposta si deve dare, constato che visto il successo riportato in tanti anni ed
il favore trovato, siano due i dolci che più che mai parlano italiano: il
panettone ed il gelato (dolce freddo, ma sempre dolce).
Sono belli, buoni e danno soddisfazione nel gustarli, dimostrando di essere
veramente frutto di capacità e fantasia dei pasticcieri del Dolce Paese.
Lei ha dedicato
molto tempo allo studio, alla ricerca ed alla scrittura, soprattutto a quella
dei manuali, perché?
Per motivi molto semplici: scrivere
cose molto utili al comparto e che non sono mai state scritte, oppure, se altri
hanno già trattato l’argomento, il trattarlo in modo diverso, così da offrire
una visione allargata ed aggiornata dell’argomento stesso.
Quali sono i più
grandi problemi per chi lavora in pasticceria?
La risposta va suddivisa fra
“pasticciere datore di lavoro” e “pasticciere dipendente”, avendo entrambi
problemi ma diversi. Per il datore di lavoro, ritengo che ormai le tante norme
da rispettare lasciano poco tempo al vero lavoro di laboratorio. Non che le
norme non vadano rispettare, ma il legislatore sa com’è impegnato nel suo
lavoro, quante ore deve fare giornalmente il pasticciere se vuole avere un
negozio all’altezza dei tempi? Poi non seconda vi è la difficoltà di avere bravi
pasticcieri dipendenti, dato che sempre meno giovani si dedicano a questa
attività. Ma anche per il pasticciere dipendente i problemi non mancano, in modo
particolare se è giovane, dato che la difficoltà di trovare una buona compagna,
diventa sempre più dura, dovendo lavorare maggiormente il sabato, la domenica e
tutte le festività, giornate in cui la maggior parte delle persone fa festa; gli
orari di lavoro spesso non combaciano e sappiamo bene il pensiero ed il
desiderio di un sincero affetto siano importanti nella vita. Poi, come accennato
nelle altre risposte, la carenza di scuole di sola pasticceria, capaci di dare
quella formazione completa, prima per poter conoscere le nostre radici, la
ricchezza della nostra cultura e tradizione. Una base fondamentale per garantire
gli strumenti atti a resistere alla martellante propaganda ed alla forza
commerciale dell’industria ed anche all’invasione di un mercato sempre più
aperto.
Quali consigli
darebbe ad un giovane pasticciere?
Passione ed amore, formazione e
curiosità, ottenute a scuola, in corsi professionali e viaggi, ed alimentate con
sforzi personali. È necessario avere pazienza.
Dico che il nostro settore è bello perché formativo, può dare grandi
soddisfazioni, non è meccanico anche se si usano delle macchine, si ha la
possibilità di vedere il risultato man mano che si procede con il lavoro e si
può essere veri artisti del dolce, dato che viviamo in mezzo all’arte ed alle
bellezze culturali. In più abbiamo fantasia e capacità nel nostro vivere,
maturati in tanti secoli di vita nel Bel Paese. Tutto ciò fa sì che, anche se a
costo di qualche immancabile sacrifico, si possa diventare veri artigiani e veri
artisti.
Fra i vari testi
da lei redatti, vi è anche un completo manuale sulla decorazione, perchè?
L’arte è ovunque, specie nella cultura
italiana. La vastità e l’incanto dell’arte dolciaria sono molteplici. Un dolce
buono deve quindi essere anche bello, ma non necessariamente complicato. Un
manuale pratico che affonda le radici nella tradizione, perché prima di innovare
è fondamentale conoscere le basi.
Secondo lei,
come si evolve la decorazione italiana?
Sono molti i supporti tecnici che
troppo sovente sostituiscono l’arte decorativa, la vera espressione del singolo.
Bisogna giungere ad una convivenza in cui l’artigiano non rinunci ad esprimersi
ed a migliorare.
Come si può
sviluppare l’estro artistico?
L’arte è innata anche se può e deve
essere stimolata. Solo che le scuole limitano le potenzialità dei singoli, dando
scarsa attenzione all’abitudine al bello ed alla pratica di questo. Occorre
incoraggiare i giovani a coltivare, capire ed interpretare l’arte.
In queste foto
Fulvio Scolari è ritratto insieme a Teresio Busnelli, suo amico e collaboratore
in numerose “fatiche” editoriali.
I LIBRI PROFESSIONALI DI FULVIO SCOLARI
MANUALE DELLA PASTICCERIA ITALIANA
in collaborazione con Teresio
Busnelli
Più di
500 pagine per offrire una panoramica approfondita sull’offerta dolciaria
nostrana. Il volume comprende:
Materie
prime e cenni merceologiche
Le
attrezzature del laboratorio artigianale
I
principali sistemi di lavorazione
I
prodotti di pasta lievitata
La
pasticceria da prima colazione
Le torte
da forno
Dolci da
forno con marmellata, creme e frutta e torte su fondi già cotti
Torte e
dolci farciti o da credenza
Dolci
morbidi e torte moderne, dolci rustici, dolci tradizionali e particolari
Assortimento di piccola pasticceria
Assortimento di pasticcini e biscotti con mandorle, nocciole ed altra frutta
secca
Dolci da
merenda e dolci fritti
Dolci con
ingredienti alternativi
Biscotti
da tè e vari
Le creme
e le salse dolci
Cioccolatini e praline; Confetteria
La
pasticceria da ristorazione
Pasticceria salata
MANUALE DELLA
DECORAZIONE ITALIANA
in collaborazione con Teresio
Busnelli
Questo
testo di decorazione - curato da Fulvio Scolari e Teresio Busnelli - è rivolto
ai giovani ed ai pasticcieri desiderosi di apprendere sistemi di decorazione e
guarnizione con tecniche diverse.
In oltre
300 pagine tutta la cultura della decorazione italiana, condivisa attraverso
lavori semplici, per far sì che l’impostazione di rifinitura dei dolci sia un
mezzo per valorizzare la professionalità, migliorare esteticamente il prodotto
ed accrescere le vendite.
Le
specialità italiane derivano da una grande tradizione, così come l’arte della
decorazione. Il volume illustra quindi questo patrimonio:
decorazioni al cornetto con ghiaccia reale
decorazioni piane con cioccolato e ganache
cioccolato plastico o da plasmare
pittura
con ghiaccia, colori alimentari, caramello, caffè liofilizzato, cioccolato
pittura
con tampone e motivi con sistema bruciato
pittura
con aerografo
pasta di
mandorle
guarnizioni con crema al burro, panna, chantilly e meringa
motivi
decorativi con frutta fresca, candita o sciroppata e con gelatine di frutta
croccante.
LA PASTICCERIA SALATA
Per
rispondere alle “voglie salate” dei clienti, oltre 400 ricette capaci di
codificare la ricchezza delle proposte salate, da proporre in pasticceria e non
solo, per cocktail party e ricevimenti.
Basi pane
e tramezzini
creme a
crudo e cotte, burri aromatizzati, insalate e spume
piccole
fantasie di pane
panettone
gastronomico
tartine e
crostini di pane
focacce
pizzette e calzoni
salatini
di polenta e fricò
salatini
di pasta brisée
salatini
di pasta frolla
salatini
di pasta bignè
salatini
fritti
stuzzichini diversi
torte
salate
timballini di gelatina
pâté e
pasticci in crosta
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