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| Lievitati |
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Alessio Paoloni - Impiegato
Salve maestro,
ho eseguito la sua ricetta del panettone
glassato e il risultato è stato eccellente,
complimenti! Volevo chiederle se la
conservazione del panettone, con la sua
morbidezza e profumi, dipende solo dal lievito
madre all'interno (quindi, se è un lievito
giovane non si conserverà bene come uno fatto
con un lievito di anni e anni?). In media so
che, se correttamente conservati, si mantengono
bene per un mese, mi conferma? Poi volevo sapere
se i sacchetti di polipropilene vanno bene.
Grazie mille.
P.S. news del suo libro?
Ciao Alessio,
mi fa molto piacere che il prodotto ti sia
piaciuto. La conservazione dei panettoni
artigianali non è mai molto lunga, mediamente la
migliore è 1-2 settimane, in seguito inizia a
diventare secco.
Il libro, arriva, arriva!
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Donatelllo Rosa - PasticcIere/cuoco
Buongiorno,
ringraziandoLa per la
disponibilità data in questa rubrica, ormai per
noi punto di riferimento, Le volevo chiedere se
ha una ricetta del Pandoro sfogliato, non quello
classico.
RingraziandoLa anticipatamente
porgo i miei più distinti saluti.
Ciao Donatello,
Mi spiace ma non ho la ricetta. Saluti
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Alessio Paoloni - Impiegato
Maestro,
io conservo i panettoni in questo modo: li
lascio capovolti a raffreddare 10/12 ore, poi li
imbusto in sacchetti in polipropilene alimentare
precedentemente spruzzati con alcool a 95°
buongusto. Vorrei sapere se è corretto o se c'è
qualche cosa che sbaglio! Inoltre, volevo sapere
se la conservazione del prodotto è in condizioni
ottimali (prodotto con lievito madre).
Ciao Alessio,
la durata del panettone è sempre limitata. Poi
tutto dipende anche dalla lavorazione e dalla
ricetta.
Saluti
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Gianni Valentini - Pasticciere
Ciao Leo,
grazie per la disponibilità con questo supporto
on-line! Ora cerco di ti spiegarti il mio
problema: lavoro con il lievito madre da circa
dieci anni e fondamentalmente non ho avuto
problemi sia nel crearlo che lavorarlo per
produrre panettoni, pandori, colombe e altre
cose. Quest'anno mi sta succedendo qualcosa di
veramente strano: ogni mio tentativo di creare
il lievito non va a buon fine. Il procedimento
e' sempre lo stesso: metto a macerare dell'uva
frullata con acqua, in pari quantità., per 24
ore, poi impasto con farina forte in quantità
doppia rispetto al liquido. Metto l'impasto,
appallottolato per bene, in bagno d'acqua a 22°C
e aspetto che torni a galla (solitamente 20-24
ore). Successivamente procedo con i rinfreschi
avvolgendo il panetto in un telo con corda. Ho
provato anche a tenerlo sempre a bagno in acqua
e a rinfrescarlo ogni volta che risaliva fino ad
arrivare alle 4 ore. Il problema di adesso e'
che ogni volta che arrivo al 3 o 4 °C e
rinfresco il lievito non da' più segni di vita.
Non riesco a capire il perché . I prodotti che
adopero sono sempre gli stessi : farina "spigadoro"
"0" pl 0,55-0,60 W 380 o farina golden bakery
"00" con stesse caratteristiche, acqua di
bottiglia, attrezzi sempre puliti e attenzione
alle temperature.
Ti ringrazio per l' attenzione e aspetto una tua
risposta.
Ciao Gianni,
del tuo problema ne ho parlato con un mio caro
collega (Montanari Gianbattista),
il quale mi ha detto che gli è capitato una
volta sola quando l'operatore disinfettava il
banco e di conseguenza contaminava l'impasto.
Spero di essere stato d'aiuto.
Saluti
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Elisa Chiappara - Apprendista
pasticciera
Ciao Leonardo,
i croissant fatti con lievito madre, una volta
congelati da crudi, quanto si possono conservare
nel congelatore? Grazie, un saluto.
Ciao Elisa,
massimo 10 giorni, ben coperti e abbattuti.
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Marco Romani - Pasticciere
Buongiorno grande maestro, ho un dubbio che non
riesco a risolvere: sono un grande appassionato
di lievitati e ovviamente in questo periodo si
inizia con i panettoni (ho provato anche la sua
ricetta ricchissima di burro ed fantastica).
Il problema principale con gli aromi: io uso
solitamente l'uvetta immersa nel marsala, olio
essenziale limone e arancio (0.5 grammi per kg)
e vaniglia in bacche. I miei panettoni cotti
hanno un profumo "agrumato" cosa che invece i
panettoni dei miei colleghi no, ne ho comprati
diversi artigianali ed hanno quasi tutti lo
stesso profumo e non capisco da cosa può
dipendere. Pensavo usassero "l'aroma panettone
chimico" cos ne ho comprati 3-4 tipi e marche
diverse ma anche loro danno un profumo "agrumato"
al panettone e li ho abbandonati.
E' come se ci fosse qualche aroma che tutti
usano in comune e a me sfugge, potrebbe essere
l'uso della sola vaniglia? Oppure aromatizzare
l'uvetta in altri modi? Spero in qualche suo
suggerimento. Grazie
Ciao Marco,
purtroppo è inutile negarlo ma molte aziende
produttrici di panettone ricorrono ai loro aromi
standard ed è per questo che sono tutti uguali,
anzi questo è il tuo plus: devi insistere e far
capire alla clientela che tu utilizzi sono
prodotti naturali. Non ha senso copiare
l’industria, è molto più importante che dare
qualcosa in più!!! Spero che il messaggio sia
chiaro!
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Marco Pasini - Docente conservatorio di
musica
Salve,
grazie per la risposta sul ph del lievito! Penso
che l'argomento interessi molto anche agli
addetti ai lavori. Dal canto mio ho frequentato
alcuni corsi dove ti subissano di ricette, ma
non ti dicono, se non genericamente, come
gestire il lievito, la cosa più importante. Per
la preparazione del lievito per i grandi
lievitati, ti danno delle dosi fisse; chi parte
con una volta e mezza di farina sul lievito, per
finire alla pari (diminuendo), chi fa solo due
rinfreschi, il primo alla pari, il secondo col
doppio di farina (crescendo; ma così non si
indebolisce?). Sono i concetti di base che
mancano. Lo so che è tutto complesso e non
liquidabile in poche righe, ma si può far
esperienza solo se si hanno chiari i concetti
base, e si capisce il perché delle cose. Ad
esempio, ha senso parlare di dosi fisse nei
rinfreschi preparatori? (qualcuno mi dice che
bisogna "studiare" come si comporta il lievito
di volta in volta, ma c'è un modo per testare la
forza del lievito?). Concettualmente, è meglio
partire con più farina, per diminuire nei
rinfreschi successivi, o è meglio andare in
crescendo? (ma più farina, non vuol dire
indebolire il lievito?) Sono concetti molto
generali, e spero che in questi termini tu possa
rispondermi in poche battute. (se mi potessi
consigliare un corso, ti sarei grato). Grazie.
Ciao Marco,
è inutile ribadire che il lievito madre è la
lavorazione più difficile da gestire e da
capire, non ti nascondo che dei miei colleghi
ogni giorno scoprono qualcosa di nuovo! E’
normale che nei corsi ci sia la ricetta da
seguire, altrimenti durerebbe 2 settimane. Per
quanto riguarda le risposte alle tue domande,
l'unica cosa certa che è la conoscenza. Saluti
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Ciao Leo,
sono Gianluca di Foggia, ho dei problemi con lo
sviluppo dei prodotti lievitati sfogliati, cioè
una volta formati e lievitati, lo sviluppo
interno in cottura non è regolare. Da cosa
dipende?
Grazie
Ciao Gianluca, il problema che riscontri è da
associare a diversi fattori:
- burro delle pieghe talmente freddo che in fase
di laminazione si rompe;
- pastello troppo freddo: una volta che metti a
contatto il burro da laminare, questo si
raffredda rapidamente e così avviene la rottura
del burro;
- laminazione troppo stretta con conseguente
abbassamento del burro
- troppi giri alla pasta.
Spero di essere stato utile. Saluti |
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Francesco Buttafoco - Aiuto pasticciere
Buonasera chef,
complimenti per la nuova veste e per la sua
disponibilità. Mi sto appassionando al complesso
discorso del lievito madre (a tavola con lo chef
se ne è parlato poco) con discreti risultati:
pane, babà, etc. Vorrei sapere se lei ha una sua
procedura in particolare per realizzarlo e se le
ricette che prevedono il lievito di birra, ad
esempio i Krapfen, si possono sostituire con la
stessa grammatura con il lievito madre.
Un’ultimissima domanda: mi vorrei avvicinare al
fantastico mondo del cioccolato (con lei abbiamo
fatto una lezione) e sono in cerca di una buona
scuola o corso, lei mi saprebbe indirizzare? La
ringrazio vivamente.
Caio Francesco,
tutto è possibile l'importante che il lievito
sia ben maturo. Naturalmente i tempi di
lievitazione cambiano, comunque per una riuscita
sicura aggiungi un po’ di lievito di birra, così
lo fai a lievitazione mista. Per quanto riguarda
un corso sul cioccolato, oggi ci sono molte
scuole, devi solamente sapere da dove vuoi
iniziare. Un saluto |
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Fabio Ciotti - Studente
Buongiorno maestro,
Volevo chiederti la ricetta del pan brioche
dolce..!! Grazie
Ciao Fabio,
sinceramente non l'ho mai fatto, comunque puoi
utilizzare la brioche classica non sfogliata.
La trovi nel data base delle ricette alla voce
ricette lievitate.
Grazie |
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Daniele Marchitiello - Gelatiere
pasticciere
Salve maestro,
vorrei chiedere se è possibile realizzare un
croissant sfogliato con sfoglia al cioccolato.
La ringrazio della sua risposta. Un saluto.
Ciao Daniele,
mi spiace ma non ho mai realizzata questo tipo
di brioche sfogliata. Saluti |
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Alessio Paoloni - Impiegato
Maestro,
volevo chiederle se secondo lei fare più pieghe
ai croissant li rende più sfogliati e leggeri?
Oppure sta tutto nella laminazione, temperature
e riposi? Grazie.
P.S. Ne approfitto per chiederle se ha una
ricetta per le veneziane!
Ciao Alessio,
per un'ottima sfogliatura bisogna stare attenti
ai vari passaggi.
incasso del burro
laminazione perfetta (no rotture)
riposo
stesura e arrotolamento
lievitazione e cottura.
Tutto questo dona una brioche sfogliata
perfetta,
Come vedi in tutto questo non serve solo la
ricetta. Nel data base trovi diverse ricette di
brioches.
Ciao |
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Marco Pasini - Docente conservatorio di
musica
Salve,
Vorrei farti una domanda circa i grandi
lievitati. Quando faccio il primo impasto del
panettone, quasi tutte le ricette dicono che la
pasta deve "triplicare" il volume, se si
anticipano i tempi, l' impasto finale ritarderà
a lievitare. Quanto al Ph, in vari corsi mi è
stato detto che deve essere (per il primo
impasto), di 5,1-5,2. Fatto è che quando vado a
misurare col piaccametro le due cose spesso non
coincidono. Ma allora, devo badare alla
volumetria dell'impasto, o attendere il giusto
ph, rischiando che (parola di certi tuoi
colleghi meno famosi) l'impasto marcisca e perda
forza? Quando ho frequentato i corsi non avevo
ancora l'"esperienza" di oggi, perciò chiedo a
te, sperando che tu non mi dica che "la risposta
è lunga e complessa, certo della tua
comprensione..." Inoltre, la ricetta del
panettone che tu hai messo in rete è
difficilissima, da virtuosi, con tanto burro
quanto un pandoro! Sapresti indicarmi una
ricetta del panettone più tradizionale, tipo
"Sant' Ambreus", col suo bravo 40% di burro
sulla farina? Per favore, chiariscimi il
discorso sul ph... Grazie!
Ciao Marco,
a volte le mie risposte sono dettate dal fatto
che non é semplice spiegare via mail
procedimenti e lavorazioni che richiederebbero
un corso!. Alcuni prodotti, come il panettone, o
i grandi lievitati in genere, sono complicati e
non è sufficiente seguire dei corsi, quanto fare
esperienza! Inoltre, con la nostra rubrica,
cerchiamo di offrire un servizio che sia il più
possibile d’aiuto al professionista: per questo
chiediamo quesiti tecnici e non ricette fine a
sé stesse, ma nello stesso tempo, per alcuni
tipi di quesiti, particolarmente complessi e
lunghi, non è sede idonea.
In ogni caso, procedo con la risposta del ph,
per la quale mi sono rivolto ad un caro amico e
professionista, Giambattista Montanari, che
suggerisce:
“il discorso del ph è un pò complicato nel senso
che non è un valore assoluto ed ultimamente
molti non lo considerano più come una volta. Mi
spiego, se io faccio i rinfreschi con un lievito
non maturo e senza la giusta proporzione acido
lattico e acido acetico, questo può segnalarmi
un ph ottimale ma avere un lievito immaturo o
troppo forte cosa che poi si ripercuote sul
primo impasto dandoti dei valori sballati.
Purtroppo non siamo l'industria che è riuscita
ad isolare certi ceppi di batteri e
standardizzare tutto, il lievito è ancora una di
quelle cose dove l'esperienza serve con olfatto
e gusto: se si parte male con la madre e i
rinfreschi si continua e finisce male. Detto
questo la triplicazione, per quello che è la mia
esperienza, fa consumare troppi zuccheri
soprattutto se la madre non è a posto. Premesso
quindi che la madre sia ben matura e in giusta
proporzione, l'impasto notturno è sufficiente
che faccia una volta e mezza il proprio volume
(per intenderci 800g di pasta messi in un
cilindro da 2000cc deve crescere fino in cima.
Questo ti permette di mantenere una maggiore
forza nella fase di spinta in forno. Per quanto
riguarda la ricetta non è difficilissima,
d'altronde se non adoperiamo monodigliceridi o
altro per tenere morbido il panettone non
otterremo un prodotto ad hoc: il grasso è un
arma da usare per far ciò”. Montanari
Giambattista - Tecnico Corman Professional |
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Alfredo Sole - aiuto
pasticciere
Buongiorno Maestro,
da poco tempo mi sto dedicando alle paste
lievitate da prima colazione con ottimi
risultati ma ogni tanto mi capitano delle
problematiche a cui non riesco a dare
spiegazione: subito dopo aver impastato, lascio
puntare una mezz’oretta per poi porre l'impasto
in frigo tutta notte. Ho notato che se al
mattino l'impasto non è lievitato, le brioches
(con stessi tempi di lievitazione/temperatura)
rimangono meno sviluppate, mentre se lievita
troppo, durante la fase delle pieghe, l'impasto
si strappa. Volevo chiederle se quanto scritto è
giusto o se i problemi sono da attribuire ad
altro.
Grazie
Ciao Alfredo,
non mi è mai capitato questo tipo di problema.
Credo che sia dipeso dal tipo di impastamento,
tipo di lievito e qualità della farina. Un
saluto
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Alessio Paoloni -
Impiegato
Salve maestro,
volevo chiederle gentilmente la ricetta del
panettone con lievito di birra.
Ciao Alessio,
mi spiace ma non ho la ricetta. Saluti |
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Marco Pasini – Docente conservatorio di
musica
Salve,
nell'approfondimento della mia passione sui
grandi lievitati, mi sono trovato a confrontarmi
con un pasticciere che ha il laboratorio a quota
1000 metri. Usando le stesse ricette, io in
piccolo, a casa, lui in laboratorio, abbiamo, a
volte, esiti diversi, nel senso contrario di
quanto si potrebbe supporre. Infatti lui, a
volte, non riesce a incordare il secondo impasto
delle colombe. So che in questa sede si possono
fare solo ipotesi sui motivi, ma, premesso che
le dosi, la farina, il punto di maturazione e la
temperatura del primo impasto sono corrette, da
cos' altro "potrebbe" dipendere. Aspetto un'
idea, anche se è un' ipotesi. Potrebbe essere
cha a 1000 metri qualcosa cambia? Non mi
rispondere che non sei lievitista, perchè ciò
che tu sai in materia mi basta ed avanza (ho
seguito anche un corso sui grandi lievitati).
Grazie Marco
Ciao Marco,
per quanto riguarda l'altitudine non so, forse
può essere!! Visto che parliamo di lievito
madre, secondo me, dipende molto dal
professionista. Basti pensare che un di prodotto
fatto da diversi pasticcieri non ne viene uno
uguale all'altro. Un saluto e buona Pasqua a
tutta la redazione di Pasticceria
Internazionale. |
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Francesco Buttafoco - Aiuto pasticciere
Ciao chef,
vorrei proporti una domanda per quanto riguarda
l'impasto dei krapfen.
Ho riscontrato un problema nella lievitazione:
seguo il procedimento scritto sulla dispensa (a
tavola con lo chef) e la prima lievitazione
avviene bene,(quella in frigo) ma quando
l'indomani vado a formare le ciambelle e le
faccio lievitare per un 'ora e più a 26 °C
circa, le ciambelle non crescono più di tanto.
Come posso fare? Grazie chef!!
Ciao Francesco,
vuol dire che hai una farina poco proteica. Devi
utilizzare una farina con un W 280/320 Proteine
11,5/12%. Se non hai possibilità di reperire
questo tipo di farina, fai una la prima
lievitazione, poi forma e rifai lievitare e
friggi. Un saluto |
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Lucia Lo Grasso - Insegnante
Gent.mo Sig. Leonardo Di Carlo,
volevo intanto ringraziarla per la sua cortesia
e soprattutto per la pazienza verso di noi che
le facciamo tante domande: a volte anche un po'
assurde e poco rispettose verso una professione
come quella del pasticciere. Mi riferisco ai
prodotti fatti con lievito madre, molti pensano
che una semplice ricetta possa far acquisire
competenze ed esperienza necessari per questi
prodotti: è come se uno volesse diventare medico
studiando solo sulle prescrizioni (anche quelle
sono ricette), non so se rendo l'idea. Comunque
non voglio farle perdere altro tempo e le chiedo
se ha una ricetta per una frolla e una brisè
fatte con l'olio ed eventuale procedimento.
Rinnovo i miei ringraziamenti e le invio i più
cordiali saluti
Ciao Lucia,
ti ringrazio per i complimenti e per la
comprensione. Al momento non ho nessuna ricetta
di questo genere, mi spiace non poterti aiutare.
Comunque c’è da dire che il problema sarà
durante la lavorazione, perché l'olio ha un
punto di fusione più basso del burro e questo
cambiamento comporta una lavorazione più
difficile e devi aiutarti con il freddo. Un
saluto |
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Matteo Zanato - Studente
Buongiorno,
volevo chiederle se ha una buona ricetta per
delle focacce pasquali (a base di lievito
madre). Grazie e complimenti per i suoi preziosi
consigli.
Ciao Matteo,
intendi dolce o salata? Un saluto |
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Elio Grilletti - Pasticciere
Salve maestro,
mi scusi se le riscrivo, le avevo chiesto una
ricetta per i cornetti con la biga: la ricetta è
perfetta, la ringrazio, ma non capisco quando mi
scrive 3 piegate semplici. Significa 3 piegate a
3? Grazie e scusi il disturbo. Attendo sue
notizie.
Ciao,
esattamente, 3 pieghe a 3, o tre semplici è la
stessa cosa. Buon lavoro. |
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Carmine Aliberti - Pasticciere
Ciao Leonardo,
volevo sapere se conosci la ricetta dei doughnut.
Grazie.
Ciao Carmine,
è un dolce fritto tipo una ciambella, viene
realizzato con un impasto lievitato
con lievito di birra e lievito chimico. Un
saluto.
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Bruno Rossi – Direttore Disco Bar
Salve,
mi chiamo Bruno ed ho l’hobby della pasticceria.
In casa ultimamente mi sto dedicando a fare i
panettoni e i pandori. La verità è che ho
raggiunto risultati incredibili sia nel
panettone tradizionale che nel pandoro ma c’è un
difetto: sono squisiti entrambi per i primi due
giorni, poi cominciano ad indurirsi anche se
lasciati sigillati in buste di plastica come gli
originali. Domanda: qual è l’ingrediente che li
fa rimanere morbidi per tanti giorni imbustati
come quelli che si vendono? Grazie e saluti.
Ciao Bruno,
come già scritto, il lievito è la lavorazione
più difficile che ci sia in pasticceria.
Per me non è facile interpretare il tutto.
Comunque l'essiccazione di un prodotto a lievito
madre è naturale, a meno che non ricorriamo ad
emulsionanti, etc.
Un saluto |
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Mauro Battistelli - Pasticciere
Salve maestro,
volevo, se possibile, un consiglio per le pieghe
dei cornetti da prima colazione: non mi vengono
sfogliati. Arrivederci, un saluto grazie.
Ciao Mauro,
una buona sfogliatura dipende da molti fattori:
tipo di materia grassa utilizzata
laminazione regolare
riposi
e qualità della farina
Un saluto |
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Manuela Chilleri - Casalinga
Salve maestro,
prima di tutto veramente tanti complimenti: lei
svolge una professione che mi affascina molto ed
è molto bravo. Sono una casalinga e le vorrei
chiedere la ricetta per fare un ottimo pandoro
buono e saporito. Ancora una domanda: ho fatto
dei panettoni e quando li ho messi in forno dopo
pochi minuti si sono sgonfiati nel mezzo; come
mai? Da cosa dipende? Possibile la temperatura
del forno a 170C° o è l'impasto? La prego mi
risponda, la ringrazio e la saluto.
ciao Manuela,
già il lievito madre è difficile da gestire
anche per chi ha esperienza, tanto meno via web,
per questo per me non è facile risponderti.
Certo nella comprensione.
Saluti |
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Alessio Paoloni - Impiegato
Buongiorno chef,
un quesito sul panettone: a cottura ultimata
perde di volume e si sgonfia a tal punto che la
cupola prima era bella alta e poi si abbassa a
formare una buca. Premetto che cuocio pezzature
da 1,1 kg con forno pre-riscaldato a 200C°,
inserisco e nel giro di 5 minuti diminuisco fino
a 175C° e gli ultimi 20 minuti a 170C°. Il
colore è perfetto ed anche la consistenza. Ho
provato sia a farlo raffreddare in forno spento,
sia a tirarlo fuori e farlo raffreddare un 5/10
minuti prima di metterlo a testa in giù per
12h..ma niente. L'unica cosa che non ho fatto è
appena cotto e ancora caldo infilazarlo e
metterlo a testa in giù. Maestro mi
aiuti....Grazie mille
ciao Alessio,
non ci crederai ma è l'unica soluzione per
evitare di farli scendere: capovolgerli a testa
in giù appena usciti dal forno. Saluti |
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Alessio Paoloni - Impiegato
Salve chef,
una domanda sul panettone. Ho un problema sulla
lievitazione finale una volta pirlati e messi
nello stampo. Non avendo a casa una cella di
lievitazione con temperatura e umidità costante,
cerco di rimediare mettendo in forno a 40 gradi
per qualche tempo e poi metto ogni tanto
dell'acqua bollente per immettere umidità , solo
che a volte in 6/8 ore mi lievita a perfezione.
Altre volte, invece, lascio la temperatura a 40
gradi e magari lo lascio 10 ore e lo trovo
slievitato. La domanda è: quali sono le cause
per le quali slievita? E come posso fare per
ricreare una cella di lievitazione casalinga?
Grazie mille e auguri di buon Natale.
Ciao Alessio,
purtroppo non è facile capire via web gli errori
e soprattutto del panettone,
visto che è il prodotto più difficile da
realizzare in pasticceria. Sicuramente è un
problema di lievito madre!!! Saluti |
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Luca Cortesi - Pasticciere
Salve maestro,
volevo un consiglio per l'impasto dei cornetti
che mi si induriscono. MI piacerebbe un cornetto
un pò più soffice. Ecco la mia ricetta: se può
darmi un consiglio per migliorarla, le sarei
grato:
biga
660 gr farina,
130 gr lievito compresso,
acqua 385 gr.
impasto:
farina kg 10340
acqua kg 3663
zucchero semolato kg2420
burro kg 1375
uova intere kg 1650
sale fino gr 110
aromi qb
Faccio i pesi dei pastoni da 3.5 kg e metto a
lievitare per 3 ore, poi metto il burro in
piegata, 1 kg ogni 3.5 kg di pasta. Grazie
attendo sue notizie.
Ciao Luca,
Le tue domande sono molto frequenti, purtroppo
per correttezza nei confronti degli altri e per
questioni di tempo non riesco a risponderti.
Certo della tua comprensione e buon senso.
Ti saluto. |
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Andrea Martino - aiutocuoco
Salve maestro,
volevo chiederle se fosse possibile congelare i
cornetti fatti con lievito madre. Dopo riesco
comunque ad ottenere un prodotto ben lievitato?
Aumenta di molto il tempo della lievitazione?
Grazie mille e buon lavoro.
Ciao Andrea,
si può congelare, naturalmente con tempi
stretti, altrimenti non ottieni lo stesso
risultato di lievitazione. Un saluto. |
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Daniele Marchitiello - Gelataio
pasticciere
Salve maestro,
vorrei provare a fare un impasto broikes ma con
doppio impasto e vorrei sapere se è possibile
anche in un impasto tipo danese, quello per i
prodotti di prima collazione. Poi, sempre se non
chiedo molto, qualche spiegazione a livello
tecnico tra un impasto doppio e uno diretto per
briokes: posso abbatterle e all'occorrenza
scongelare il prodotto e lievitarlo? Grazie,
distinti saluti e complimenti per gli
aggiornamenti che ci sono sulla rubrica.
Ciao Daniele,
sono state già pubblicate entrambe le ricette
con vari procedimenti, le puoi trovare sulla
sezione lievitati. Un saluto. |
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Alessio Paoloni - Pasticciere amatoriale
Salve chef,
una domanda: ho fatto i croissant francesi, gli
ho dato le pieghe ma per mancanza di tempo,
prima della forma, della lievitazione e della
cottura, ho congelato il pastone gia steso. Una
volta tirato fuori e formati i cornetti posso
ricongelarli? Oppure mi consigli di cuocerli ed
eventualmente congelarli?
Ciao Alessio,
procedi con la seconda opzione! Un saluto. |
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Nico Vallarella - Cuoco
Buongiorno maestro,
sempre più appassionato della vostra splendida
rubrica la ringrazio per gli ottimi consigli che
dà. Volevo chiederle, se nella vostra ricetta
del cornetto sostituisco il burro a sfoglia con
un panetto di 600 di burro e 400 di farina come
risulterebbe il cornetto? Grazie maestro e buona
giornata.
Ciao Nico,
sicuramente cambia la laminazione, lo sviluppo
in cottura e la sfogliatura interna del prodotto
finale. Saluti. |
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Andrea Martino - aiutocuoco
salve maestro,
volevo chiederle un consiglio sulla
conservazione delle brioche a temperatura
negativa.
Secondo lei è meglio conservarle da cotte oppure
è meglio fare solo una precottura?
Se fosse meglio la precottura, quanto tempo
devono cuocere?
la ringrazio sempre per la gentilezza, buon
lavoro
Ciao Andrea,
per la conservazione di brioche congelate io ne
preferisco 2 in particolare:
1 - prodotto congelato crudo da far lievitare
2 - prodotto cotto congelato da rigenerare in
forno.
Un saluto |
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Vittoria Siena - Impiegata/pasticcera
Caro Leonardo,
sono stata tua allieva al corso professionale di
pasticceria alla scuola "A tavola con lo chef" e
spero di assistere ancora a tue lezioni in
futuro. Potresti ridare la ricetta dello Strudel
classico? So che l'hai già pubblicata nella
rubrica "Procedimenti di base", ma non riesco ad
aprire il file quando faccio click sul nome
"strudel". Comunque mi sarebbe sufficiente
sapere se usi per la pasta strudel farina
Manitoba o un misto di farina 00 e Manitoba.
Infatti so che, per poterla stendere molto
sottile con le mani, questa pasta deve contenere
sufficiente glutine e servirebbe una farina di
media forza (360W), che non trovo nei comuni
supermercati. Tu che cosa ne pensi? So che
preferisci lo strudel con la pasta frolla, ma mi
farebbe piacere conoscere un tuo parere sullo
strudel classico.
Tanti auguri per tutto e spero a presto.
Vittoria
Ciao Vittoria,
per la pasta matta la farina deve essere molto
ricca di proteine, va bene una W 320, l'impasto
deve risultare molto elastico, per poi poterla
stendere sottilissima. Un saluto e buono
strudel, anche se io preferisco quello con la
pasta frolla magra. |
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Andrea Martino - aiutocuoco
Ciao Leo,
ho provato a realizzare la tua ricetta della
brioche classica, con la biga, solo che quando
metto il burro a metà impasto, il composto si
straccia tutto e non ha forza. Mi daresti
qualche consiglio?
Posso usare una biga con 18 ore di maturazione?
Ti ringrazio molto e buon lavoro.
Ciao Andrea,
questo fa capire quanto non sia sufficiente la
ricetta, senza conoscenza e attenzione nel
procedimento.
Il burro nell'impasto va aggiunto sempre poco
per volta e l'impasto non deve essere caldo (la
sua temperatura ideale è di 24° max 25°C),
altrimenti, se questo è caldo, quando metti il
burro non riesce ad incorporarlo fondendolo
leggermente.
Per la biga con 18 ore non ho mai provato:
l'unico problema è che l'impasto contiene
materia grassa e quindi può far fatica a
lievitare. Cmq è da provare!
Un saluto |
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Mirko Zangari - Aiuto pasticcere
Buongiorno maestro,
innanzitutto grazie in anticipo per la risposta
che mi darà .
Ho un problema con la decorazione a cornetto in
cioccolato: purtroppo quando utilizzo il
cornetto per decorare la cioccolata non esce
bene e le linee che traccio non sono mai
omogenee e il decoro che ottengo spesso è
discontinuo con il risultato di un effetto
tremolante e spezzato. Da cosa può dipendere?
Dimenticavo di dire che la copertura che uso nel
laboratorio dove lavoro è quella fondente della
Perugina. Grazie ancora
Ciao Mirko,
non vorrei che fosse il sacchetto di carta non
fatto bene, purtroppo capire via web il tuo
problema non è facile. Un saluto e grazie per i
complimenti. |
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Riccardo Gallarato - Studente di
pasticceria
Ciao Leo,
come si riempiono i bomboloni alla crema? Si usa
la sacca o la siringa?
Grazie
Ciao Riccardo,
Per riempire i bomboloni si usa la tasta con una
bocchetta con un'estremità lunga,
oppure le riempitrici.
Un saluto |
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Pantaleo Amoroso – Aiuto pasticciere
Salve maestro,
avrei da porle alcune domande. Ho dei problemi
con una ricetta di plum-cake. Durante la cottura
in forno, il dolce mi rimane piatto prendendo la
forma a cupola caratteristica. Premetto che
utilizzo degli stampi monoporzione. Le scrivo di
seguito la ricetta: montare bene le 2 uova con
200 g di zucchero, unire 50 g di burro sciolto e
gradualmente i 2 tuorli. Unire 125 ml di yogurt
bianco, 30 g di latte, 2 g di sale e 1 bustina
di vanillina. Subito dopo incorporare 250 g di
farina setacciara con 16 g di lievito in polvere
e, infine, aggiungere 80 g di olio di semi
continuando a battere bene. Infornare a
160-165°C per 30 minuti. Una volta sfornati però
risultano piatti (li stampini li riempio a ¾).
Mi saprebbe dare delle spiegazioni? Certo della
sua risposta le porgo cordiali saluti e la
ringrazio anticipatamente del suo aiuto così
prezioso per noi operatori del settore.
Ciao Pantaleo,
ho visto la tua ricetta e per quello che ho
capito il procedimento ti può fare questo
scherzo. Per quanto riguarda gli ingredienti,
inizia a montare il burro cremoso aggiungendo lo
zucchero, il sale e poco per volta le uova e i
tuorli, quindi lo yogurt e infine la farina
setacciata con il lievito. Non metterei
sinceramente l'olio alla fine, perché hai già lo
yogurt: in questo caso puoi aumentare la
quantità di uova fino al doppio.
Spero di essere stato chiaro un saluto buon
lavoro. |
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Francesco Bonfanti - Studente
Buongiorno maestro,
Sto facendo da poco uno stage in una pasticceria
e ho notato una cosa a cui non so dare risposta:
l'impasto delle brioches si fa una volta a
settimana circa, appena fatto, viene diviso in
pezzi e congelato. Man mano che servono si
scongelano (seguendo catena del freddo), si
danno le pieghe e si formano le brioches. Qui la
domanda: tra un pezzo e l'altro trovo molta
diversità, una è più 'nervosa' dell'altra e
quando 'allungo' il triangolo della brioches si
rompe. L'altra, invece, è molto più rilassata ed
elastica. Ho controllato: temperature, tempi di
riposo e procedura per le pieghe sono la stessa.
Da cosa può dipendere? Spero di essere stato
chiaro.
Ciao Francesco,
sinceramente non mi è mai successo e mai sentito
una cosa del genere, non saprei proprio.
Un saluto |
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Giorgia Masci, Apprendista pasticcera
Buonasera,
Sono una giovane appassionata di pasticceria che
ha lasciato l'Italia per intraprendere una
formazione nel campo all'estero.
Innanzitutto mille complimenti, ho visto le
tue/vostre opere alla coupe du monde de la
patisserie del 2009.. wow!
Volevo un consiglio per quanto riguarda la pasta
a couques, e in particolar modo per i croissant.
Il problema sorge per lo più quando sono fatti
in casa e quindi senza l'aiuto di macchinari
specifici per stendere la sfoglia.
Mi ritrovo di fronte al problema del burro che
esce dai lati quando faccio il "tourage"
(scusami ma non conosco la terminologia
italiana!) con il conseguente problema che i
miei cornetti non sfogliano come dovrebbero!
Hai un consiglio per me? (il burro e la pasta
sono alla stessa consistenza e nel centro della
sfoglia non ho lo stesso problema!)
Ti ringrazio in anticipo!
e spero di riuscire a seguire una formazione con
te un giorno o l'altro!
Ciao Giorgia,
Purtroppo le lavorazione di tourage eseguite a
mano se non si ha esperienza etemperatura di
laboratorio ottimale, accade quello che hai
scritto tu.
Il mio consiglio è di fare l'impasto del
croissant, far leggermente puntare a temperatura
ambiente e poi metterlo in frigo tutta la notte
ben coperto. L'indomani stendere sottile il
burro e incassarlo all'interno.
Importante stessa temperature per le due masse.
Se utilizzi burro piatto per sfoglia o croissant
ancora meglio.
Spero di essere stato d'aiuto .
Un saluto e buon lavoro. |
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Leonardo Difino, pasticciere
Ciao Leonardo,
volevo qualche informazione sulla lievitazione
del croissant senza aver a disposizione il fermo
lievitazione: per una lievitazione di 8h circa
la percentuale di lievito di 30g su 1k di farina
forte è giusta? Grazie
Ciao Leo,
per la lievitazione, dipende da tanti fattori!!
La temperatura del laboratorio, la quantità di
grassi e zuccheri presenti nella ricetta e se
l'impasto è diretto o con biga o altro.
Il mio consiglio è di provare con i 30 g per kg
di farina, poi giustamente se sono troppo
procedi riducendo o al contrario, aumentando.
Un saluto e buone prove!!! |
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Francesco Nava, Studente
Buongiorno maestro Di Carlo,
vorrei chiedervi una spiegazione riguardo alla
sua ricetta 'cornetto leo 09':
Lei ha spiegato che dopo aver impastato tutti
gli ingredienti e fatto lievitare per 2 o 3 ore,
lascia riposare l'impasto tutta notte nel frigo.
Come mai il riposo? Non si rischia che l'impasto
'passi' la lievitazione e si inacidisca?
Per esempio nella ricetta che uso attualmente io
il riposo non c'è, al limite faccio lievitare
l'impasto in frigo in modo da allungare i tempi.
Grazie mille
Ciao Francesco,
il riposo notturno è importante per ottenere una
pasta con meno gusto di lievito e naturalmente
una maglia glutina più rilassata.
Per tutte le ricette di lievitati io faccio
sempre così.
Un saluto e buon lavoro. |
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Vincenzo Falanga, pasticciere
ciao Leonardo,
siccome lavoro in una pasticceria con attività
stagionale volevo produrre dei croissant e
conservarli per circa 60-70 giorni. Posso? ho
sentito parlare di emulsioni ma vorrei un tuo
consiglio in merito!
Ciao Vincenzo,
i miglioratori del freddo per prodotti lievitati
sono:
lecitina in polvere pura 1% sulla farina germe
di grano tostato dall'1 al 2% sulla farina malto
in polvere 10-20 gr per kg farina più i
miglioratori già pronti. L'unico handicap è che
all'interno hanno anche dell'acido ascorbico.
Sinceramente io preferisco la lecitina.
Un saluto e buon lavoro |
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Vincenzo Falanga, pasticciere
ciao Leonardo,
volevo chiederti come mai nella cottura dei
croissant mi rimane la base un po' cruda!
Ti ringrazio in anticipo della risposta e saluti
Ciao Vincenzo,
per evitare che la base rimanga un pò cruda, ti
consiglio di utilizzare delle teglie
microforate: comunque è una questione di forno.
Se ti succede anche all'interno, vuol dire che
dai delle pieghe troppo spesse quando lamini il
croissant, oppure manca ancora un pò di
lievitazione.
Un saluto e buon lavoro. |
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Pino Ingraudo, panettiere
Buona sera,
sono un panettiere e faccio degli ottimi
panettoni tutti al naturale, o quasi. L'unico
ingrediente che vorrei cambiare è il latte in
polvere: vorrei sapere come posso quantificare i
grammi del latte in polvere e portarli in litri
di latte fresco. Grazie
Buongiorno Pino,
Per quanto riguarda il rapporto del latte in
polvere è 1 a 10,cioè ogni 100g di latte in
polvere 1 lt di acqua, devi però riequilibrare i
liquidi della ricetta.
Un saluto e buon lavoro. |
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Rosanna Grasso, aiutante pasticciera
Salve Leo,
Potrebbe darmi qualche suggerimento per un buon
cornetto?
Ciao Rosanna
di ricette di cornetti ce ne sono svariate, te
ne scrivo una qui sotto una a mio avviso molto
leggera e buona. Ti ricordo comunque che per
fare un ottimo cornetto non serve solamente la
ricetta, ma piccoli accorgimenti nella
lavorazione dell'impasto, nella laminazione
della materia grassa, nella lievitazione e nella
cottura.
Un saluto e buon lavoro. |
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Cacilda Ferrante, Artigiana
Gentile Maestro,
perché tutte le ricette di panettone sono a
doppio impasto? Esiste una ricetta a impasto
unico? Se sì, potrebbe inviarmela?
Grazie mille e buon lavoro!
Buongiorno Cacilda,
minimo devono essere a doppio impasto per avere
la forza di sviluppare, altrimenti non sarebbe
un panettone ma una focaccia.
Purtroppo non ho nessuna ricetta veloce.
Cordiali saluti |
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Alessandro Calabrese, pasticciere
Ciao Leonardo,
per prima cosa ti ringrazio per la tua
disponibilità. Vorrei farti un'altra domanda: ho
provato a fare i cornetti a brioche e, invece
della margarina a sfoglia, ho usato il burro per
sfogliare, dando una piega a 3 e una 4; l’ho
fatto riposare 15 minuti e ripetendo le pieghe
il burro si è sciolto, come mai?
Ciao Alessandro,
quando succede questo è perché non avevi il
pastello ben freddo e il burro a 12°C.
Buon lavoro! |
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Salvatore Di Bella, pasticciere
Grazie maestro per avermi risposto.
Volevo sapere se fosse possibile la ricetta per
farcire panettoni o pandori
Porgo i miei e più cordiali saluti
Ciao Salvatore,
purtroppo non ho nessuna ricetta per farcire i
panettoni.
un saluto. |
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Daniele Marchitiello, gelataio
pasticcere
Salve maestro,
prima di tutto un ripetitivo complimenti al suo
sito e anche alla sua bravura!
Le vorrei chiedere una bella ricetta di
ciambelle al forno da farcire con creme varie.
Poi, sempre se è possibile, vorrei congelare
della ricotta di pecora ma tenga presente che ho
un abbattitore, quindi non saprei come fare i
passaggi e quali zuccheri usare per la
conservazione.
Grazie della risposta e un saluto
Daniele
Ciao Daniele,
non capisco di che tipo di ciambella hai
bisogno: intendi la ciambella fritta o altro?
Per la ricotta da congelare, se non hai un
abbattitore di temperatura molto potente lascia
stare.
Un saluto e attendo tue news. |
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Alessandro Calabrese, pasticciere
Ciao Leonardo,
ho ricevuto la tua ricetta dei cornetti e l'ho
sviluppata ma si sentono troppo le uova. Ho
assaggiato in una pasticceria un cornetto che
era quasi come una brioche, soffice, leggero e
gonfio e molto profumato: mi puoi aiutare a fare
questi cornetti così come li sto cercando?
Grazie mille
Buonasera Alessandro,
purtroppo non per ora in commercio non c’è
nulla.
Il mio consiglio è quello di seguire dei corsi
mirati alla costruzione degli impasti e prodotti
dolciari.
Spero di essere stato d'aiuto un cordiale
saluto. |
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Stefano D'Aprile, pasticciere
Anche io avrei una domanda da farle: nella
nostra pasticceria vorremmo confezionare dei
petits fours alla mandorla e vorremmo dare una
scadenza di 3 o 4 mesi. Dobbiamo usare un
conservante? Oppure se mi dà lei una ricetta.
La ringrazio in anticipo per la sua
disponibilità e bravura.
Stefano, Fondi
Buongiorno Stefano,
per riuscire a far durare il petits fours alla
mandorla, puoi utilizzare il sorbato di potassio
E202 come conservante, oppure devi confezionarli
in atmosfera modificata.
Un altro punto importante è utilizzare nella
ricetta dello zucchero invertito, visto che
favorisce maggiore morbidezza. Attenzione: max
5% sul totale, altrimenti risulta troppo scuro
in cottura.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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Damiano Zizzola, panettiere-pasticciere
Egregio Leo,
avrei bisogno di sapere cosa serve e come si
utilizza il latte scremato in polvere nei
prodotti lievitati e soprattutto in panettoni,
colombe o veneziana, anche al cioccolato.
Inoltre, se ti è possibile, come si usa il mosto
d'uva per preparare specialità da ricorrenza al
moscato, prosecco, Cartizze o altro vino, come
mi è stato richiesto? Certo della tua infinita
disponibilità e conoscenza, ti saluto e ti
ringrazio.
Damiano, Resana, Tv
Carissimo Damiano,
il latte in polvere 0% m.g. nei prodotti
lievitati è utilizzato per ottenere un prodotto
più soffice e meno colorato. Ti ricordo che il
latte in polvere 0% m.g. assorbe 10 volte il suo
peso in liquidi: questo ti permette di mettere
più liquidi e naturalmente senza grassi del
latte nell'impasto. È molto utilizzato per la
croissanteria francese.
Per la seconda domanda, non dispongo di prove e
test per poterti rispondere in questa sede.
Un saluto e buon lavoro. |
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