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| Procedimenti base |
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Ciao Leo,
sono Marco di Roma. Da poco realizzo delle
gelatine di frutta, ma ho un problema di
gelificazione: utilizzo della pectina di mela e
la ricetta è la seguente:
Gelatine di lamponi
polpa di lamponi g 2800
zucchero g 3300
glucosio g 700
pectina g 70
acido citrico 1/1 g 45
Portare il tutto a 107°C, aggiungere l’acido e
colare negli stampi.
Grazie mille
Ciao Marco,
il problema della gelificazione delle gelatine
dipende solamente dal tipo di pectina che si
utilizza. Le pectine, infatti, si dividono in
due grandi famiglie:
- HM alto metossile (gelificano in presenza di
una quantità di zuccheri > 65% e pH 2,8-3,5)
- LM basso metossile (gelificano in presenza di
calcio e sono ideali per prodotti a basso tenore
di zucchero). Ognuna di loro, in base al grado
di metosillazione, ha una gelificazione più o
meno rapida. Nel tuo caso utilizzi una pectina
non adatta al pH finale del prodotto (45 g di
acido citrico sono tantissimi) e alla quantità
di zuccheri. Il consiglio è di domandare al tuo
fornitore le schede tecniche delle pectine e
scegliere quella che fa al caso tuo. Un saluto
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Bruno Camarota -
Impiegato
Salve,
Potrei avere gentilmente la ricetta della
gelatina neutra che si trova in molte ricette
per glassatura.
Grazie per la disponibilità
Ciao Bruno,
nella rubrica è stata pubblicata più di una
volta. Un saluto e grazie
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Gian Marco Stefani -
Cuoco
Salve Leo,
sono un ragazzo appassionato di cucina che si
vuole avvicinare alla pasticceria e quindi
volevo chiedere se gentilmente mi può inviare
una specie di schema per calibrare un semifreddo
e una mousse. Grazie mille e saluti!
Ciao Gian Marco,
mi spiace ma la tua richiesta è molto complessa
da rispondere via e-mail in due righe.
Per ottenere un buon semifreddo la % di zuccheri
totali deve essere da 25 a 30%, naturalmente poi
serve molta professionalità. Un saluto |
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Gianluca Cuna – Pasticciere
Salve maestro,
vorrei farle una domanda di natura tecnica.
Nella preparazione delle bavaresi o di una
semplice glassa, a volte va inserita la gelatina
animale. Però ci sono delle regole contrastanti,
cioè:
- mettere la gelatina direttamente nel liquido e
quindi quando la temperatura è intorno ai 90°C
circa;
- mentre, un'altra buona norma, sarebbe di non
far superare i 60°C per non far denaturare le
proteine.
La domanda è: posso mettere la gelatina, per
esempio in una crema inglese, dopo aver messo il
cioccolato (quindi di conseguenza faccio
scendere la temperatura)? Oppure nella
preparazione di una glassa (sempre dopo aver
messo il cioccolato) ottengo lo stesso
risultato, o, cambia a livello di struttura
finale? Aspettando una Sua risposta, Le porgo
cordiali saluti.
Ciao Gianluca,
io preferisco fare prima l'emulsione con la
copertura e poi unire la gelatina, anche se
molti dicono che non succede nulla! Dopo i 58°C
una piccola parte di proteine si rovinano, non
tutte naturalmente, e questo fa si che il potere
gelificante diminuisca, soprattutto se c’è un
ambiente molto acido, tipo purea di frutto della
passione, lampone etc. Un saluto. |
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Massimo Di Palma - Pasticciere
Ciao Leo,
mi trovo davanti ad un problema che non mi è mai
capitato prima: ho fatto delle quiche che in
cottura hanno sbordato parecchio nel ripieno,
considerando che le riempio a 3/4 della pasta,
non capisco il perché. Inoltre, ho notato che
dalla base esce parecchio grasso e non ho
proprio idea del perché: non so se dipende dalle
dosi, che in ogni caso ti scrivo:
brisè - 1kg farina, 500 g
burro, 600 g uova, 20 g sale
per il ripieno: 1 litro di panna salata
(utilizzo quella fatta dal latte fresco che
arriva direttamente dalle fattorie) e 500 g
uova. Aspetto pazientemente una tua risposta.
Saluti
Ciao Massimo,
la ricetta è giusta, se vuoi renderla più solida
aggiungi un pò di tuorli e non solo uova intere.
Poi la cottura non devi farla a tempo troppo
alta, altrimenti ti sborda.
Un saluto |
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Giuseppe Favia - Pasticciere
Salve maestro,
la ringrazio per la dose del proffiterols. Non
vorrei chiederle troppo ma con lo stesso
dosaggio del cioccolato fondente posso
utilizzare la copertura Ivoire? E posso
aggiungere la vaniglia liquida bourbon? Infine,
per il pan carrè ho questo dosaggio: kg 1 di
Manitoba, g 50 di zucchero, g 20 di sale, g 150
di margarina, g 40 di lievito e g 600 di latte.
Mettere in forno ventilato, cottura 45 minuti (i
primi 20 minuti a vapore). Lo vorrei ancora più
morbida dopo la cottura. Può aiutarmi lei? Nella
vita c’è sempre da imparare. Mai dire so fare
tutto. Le porgo i più cordiali saluti.
Ciao Giuseppe,
per il pan carrè puoi sostituire lo zucchero con
del miele in pari quantità. Un saluto |
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Bruno Camarota - Impiegato
Salve,
Vorrei gentilmente chiederle come si calcola la
percentuale di gelatina nelle bavaresi. La
ringrazio anticipatamente
Ciao Bruno,
la % di qualsiasi prodotto si calcola facendo il
peso, in questo caso della gelatina, / il peso
totale della ricetta x 100. In ogni caso, il
totale della gelatina varia a seconda della
quantità di liquidi dallo 0,60%-0,80% dove c’è
presenza di cioccolato, fino all’1,10% per
quelle classiche alla frutta, etc.
Un saluto |
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Monica Perdetti - Studente
Buongiorno,
sono una studentessa dell'università Bocconi di
Milano e sto svolgendo un progetto nell'ambito
della pasticceria. Le scrivo per chiederle se
potesse fornirmi qualche consiglio sulle
pratiche d'avvio di una pasticceria, con
particolare riferimento alle tecnologie
necessarie ed eventuali macchinari d'obbligo. In
attesa di una sua risposta, La ringrazio
anticipatamente.
Ciao Monica,
il mio consiglio è quello di rivolgerti presso
aziende specializzate, per me diventa molto
laborioso.
Confido nella comprensione e ti saluto. |
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Daniele Marchitiello - Gelataio
pasticciere
Salve maestro,
vorrei farle una domanda sulla biga: quanto ne
usiamo e i tempi di lievitazione li metto da
parte, ma quando ho una ricetta tipo croissant,
metodo diretto, per passarla a metodi con biga,
oltre a ricalcolarmi percentuale di sale,
zuccheri in più, in base al peso della farina …
Per quanto riguarda la biga, in base a quanto ne
metto, devo sottrarre acqua dalla ricetta
precedente per ribilanciare la parte di acqua
con cui è stata costruita la biga? Stessa cosa
va fatta per la farina: va aggiunta o sottratta?
Inoltre, esiste una percentuale di massimo e
minimo di uso della biga in un impasto? Grazie
della risposta. Un saluto e buon lavoro.
Ciao Daniele,
per realizzare l'impasto indiretto, la ricetta
non cambia: la farina per realizzare il
pre-impasto è il 25/30% della farina. È
importante che il lievito nel pre-impasto non
superi il 5% della farina,
altrimenti non si dà il tempo di maturare e
viene consumato troppo lo zucchero presente. Il
resto del lievito lo aggiungi nel secondo
impasto. Tutto il resto rimane invariato,
naturalmente avrai un prodotto più ricco di
aromi, e che secca più lentamente. Mentre se si
tratta di una biga deve almeno maturare per
15/18 ore. Un saluto e buon lavoro
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Pantaleo Amoroso - Pasticciere
Salve maestro,
volevo chiederle delle glasse a specchio da
mettere su delle mousse che mantengano la
lucidità anche a temperatura negativa. Me ne
servirebbe una al cioccolato al latte, una al
cioccolato bianco e, se possibile, una
trasparente. Certo della sua collaborazione, la
ringrazio infinitamente per l’ aiuto che porge a
tutti noi. Un saluto
Ciao Pantaleo,
nella rubrica sono state più volte pubblicate,
le trovi nella sezione apposita delle ricette.
Un saluto |
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Sergio Cappelli - Professionista
finanziario
Gentile Maestro,
mi sono appassionato da poco a questa materia e
da neofita ti scrivo per farti qualche domanda
su un argomento che sicuramente ti sarà venuto a
noia visto quante volte ne hai sin qui parlato:
la crema pasticcera.
Ho letto la tua ricetta che naturalmente ho
provato ed è spettacolare!
Ma . . . . . nella mia zona, il Salento, la
crema viene fatta in maniera diversa e cioè con
molto meno tuorlo e con più zucchero semolato
per cui non risulta molto gradita a nessuno (per
me è molto meglio con più tuorli e meno zucchero
così come la descrivi tu, ma ognuno ha il
proprio gusto ed io sono l’unico ad averlo
uguale al tuo). Naturalmente per variare il
tuorlo e lo zucchero mi tocca andare a
bilanciare l’intera ricetta cosa di cui non sono
capace. Per questo motivo ti chiedo la cortesia
di indicarmi le dosi di bilanciamento tenendo
conto che per 1 litro di latte vengono messi 4
tuorli medi (circa 72gr) e 300 gr di zucchero
semolato ma non riesco a capire quanta farina (o
amido di riso e di mais) mettere per poter fare
uscire una buona crema pasticcera. Inoltre
vorrei chiederti (sempre mantenendo le dosi
prima citate) come fare per ottenere una crema
pasticcera da infornare. In ultimo, quando si
parla di abbattere la crema pasticcera si deve
aspettare che si raffreddi e poi abbatterla o si
abbatte quando ancora è calda? Grazie per la
cortesia e un saluto dal Salento.
Ciao Sergio,
la crema pasticcera è un prodotto molto
personale, ci sono delle creme molto ricche che
vanno bene per delle zone d'Italia, mentre altre
molto povere per altre zone, ma è anche una
questione d'abitudine e mentalità.
Sulla tua ricetta qui sotto, in base alla
consistenza che vuoi ottenere puoi aggiungere da
110 a 150g di amido mais e riso in pari peso. La
crema va abbattuta una volta cotta ancora
bollente, la metti su teglia con carta da forno
e pellicola a contatto quindi raffreddi fino a 3
°C. Un saluto |
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Franco De Lorenzo - Studente ist
alberghiero
Stimatissimo maestro,
come studente di un istituto alberghiero mi
piacerebbe ampliare le mie conoscenze in materia
di pasticceria, a tal proposito le chiedo come
miscelare la meringa italiana alla crema al
burro e quale può essere l'impiego più
appropriato
Cordiali saluti Franco de Lorenzo.
Ciao Franco,
la meringa mescolata con una crema al burro dona
una struttura più areata e leggera.
La quantità dipende dall'utilizzo finale,
mediamente da un 15% ad un 25%.
p.s. maggiore è la quantità di meringa italiana,
più la crema risulterà dolce.
Un saluto |
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Gianluca Cortesi - Pasticciere
Salve maestro,
volevo sapere una ricetta per la pasta sfoglia
friabile. Grazie attendo sue notizie
Ciao Gianluca,
per realizzare una pasta sfoglia molto friabile
non serve solamente la ricetta,
visto che non è una preparazione semplice da
spiegare con una ricetta.
La ricetta classica di pasta sfoglia, se vuoi
ottenerla più friabile lavorala con il burro
all'esterno. Sono importanti anche i vari riposi
in frigo prima della cottura finale, il tipo di
farina, come viene impastato il pastello, le
pieghe e le tirate, il tipo di materia grassa,
etc: tutti fattori che contribuiscono alla
riuscita del prodotto finale. Un saluto. |
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Dario Randazzo - Pasticciere
Salve maestro,
volevo sapere la vera differenza tra bavarese e
mousse. Grazie.
Ciao Dario,
mousse = struttura spumosa e ricca di aria data
dalla presenza di meringa italiana o pate a
bombe ( più gusto, più panna semimontata, più
gelatina)
Bavarese = crema meno ricca di aria, la sua base
è la crema inglese (più gusto, più panna
semimontata, più gelatina). Un saluto e buon
lavoro. |
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Ivan Scortegagna - Pasticciere/studente
Buongiorno maestro,
sono un giovane pasticciere nonché studente di
Scienza e Cultura della Gastronomia e della
Ristorazione all'università di Padova. Le volevo
chiedere la ricetta per una semi-canditura di
frutta da inserire in cotture di muffin, plum
cake, etc.
Ciao Ivan,
per realizzare delle bucce di agrumi semicandite,
il procedimento è il seguente: se vuoi togliere
l’amaro della buccia, devi sbollentarla in acqua
bollente, anche se in questo caso si perde
una buona parte di olio essenziali. Fatto ciò,
prepara uno sciroppo di zucchero a 50°- 55°Brix
con il 10% di sciroppo di glucosio, quindi
unisci le bucce sbollentate e lascia cuocere per
10-20 minuti circa a fuoco lento con coperchio.
Conserva il tutto in frigo in un contenitore
ermetico. Sgocciola e utilizza. Un saluto |
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Piero Grasso - Impiegato
Salve Maestro
Volevo chiederle come ottenere una pasta frolla
bianca che non ecceda nella doratura. Magari un
poco di latte? Cuocerla a bassa temperatura?
Grazie.
Ciao Piero,
non capisco, perché vuoi una frolla bianca? In
ogni caso, per realizzare una frolla più bianca
devi diminuire gli zuccheri non al disotto del
15% tot. e invece del latte utilizza l'acqua,
perché il latte contiene lattosio, il quale
provoca leggermente la colorazione durante la
cottura.
Puoi anche abbassare la temperatura del forno.
Io sono del parere che la frolla non deve essere
bianca ma leggermente dorata. Un saluto. |
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Vincenzo Falanga - Pasticciere
Ciao Leonardo,
utilizzo la seguente ricetta per fare le
frittelle di carnevale (1l d'acqua, 250 g di
burro, 00 di farina 700 g di uova): una volta
formate le passo in forno. Il problema è che
quando le vado a friggere si sformano!! Come
posso risolvere il problema? Grazie della tua
risposta e saluti!
Ciao Vincenzo,
puoi aumentare leggermente la farina fino a 800
g; naturalmente dovranno essere aggiunte più
uova. Mi raccomando anche alla qualità della
farina e alla temperatura dell'olio, non troppo
calda all'inizio. Un saluto |
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Alfredo Godel - Pasticciere
Ciao carissimo maestro,
come va? Spero bene. Non ho mai abbastanza tempo
per poterti inviare qualche messaggio: in
laboratorio sono rimasto solo quindi tutto
quello che faccio nasce dalle mie mani facendo
attenzione a non avvelenare le persone
(scherzo!). Ti scrivo per sapere se ti è
possibile verificare se questa mia ricetta è
giusta: mi è stata data da un cioccolatiere
tecnico della Barry Callebaut ma, onestamente,
forse è impressione mia, mi sembra scarsa di
zucchero. Allora ricorro ai tuoi super poteri:
gli potresti dare un’occhiata? Grazie mille, sei
sempre un grande.
Bavarese alla vaniglia e latte di capra
250 gr latte di capra, 250 gr di panna, 85gr di
zucchero, 175 gr di tuorli, 1 bacca di vaniglia,
sale q.b, 15 gr di colla di pesce ammorbidita e
550 gr panna semimontata.
Ciao Alfredo,
la ricetta è bilanciata, ci sono per un pò
troppi tuorli: visto che la parte della crema
inglese non è fatta solo di panna, puoi anche
arrivare a 125-140 g ed aumentare lo zucchero
fino a 100 g .
P.S. Che senso ha utilizzare latte di capra
quando poi la panna è vaccina??
Un saluto |
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Vittorio M - Appassionato ti pasticceria
Salve maestro,
volevo farle una domanda sulla pate a bombe: io
pensavo si preparasse solo in un modo ma invece
vedo dalle sue ricette che lei la prepara con
diverse dosi di zucchero e tuorli e anche con
uova intere. Potrebbe spiegarmi come funziona e
con che criterio si dosa nelle mousse. La
ringrazio anticipatamente. Un saluto.
Caro Vittorio,
la tua domanda necessita di una risposta molto
lunga e difficile da spiegare via web, purtroppo
sarò sintetico.
La pate a bombe con le uova, dona una struttura
più soffice, in quanto è più ricca di proteine
(albume). La quantità da utilizzare all'interno
di una mousse dipende dal risultato finale che
vuoi ottenere; per esempio,struttura più o meno
areata. Comunque la % va da 20% al 35% ,
naturalmente il tutto varia anche a seconda
della composizione della copertura utilizzata.
Spero di essere stato chiaro.
Un saluto |
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Antonio Martinelli - Insegnante
Ciao Leonardo,
scusami se ti riscrivo, nella mail precedente
non sono stato attento a spiegarti che la
ganache al burro (250 burro, 250 cioccolato e 25
olio evo) è una base per glassa da copertura per
una torta da forno di un tuo collega di cui si è
parlato sulla rivista “Pasticceria
Internazionale”. La mia domanda è: per farla con
il cioccolato al latte oppure con cioccolato
bianco, devo seguire le stesse dosi o mi
consigli grammature diverse visto che vorrei
usare cioccolato latte o bianco a seconda del
dolce che faccio? Grazie e scusami se ti
disturbo per la seconda volta. Saluti.
Ciao Antonio,
naturalmente cambiando il tipo di copertura,
cambierà la struttura, la cremosità, la
morbidezza, il potere dolcificante, etc. Bisogna
vedere le differenze tra burro di cacao delle
varie coperture
e quindi provare il tutto. Un saluto. |
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Marco Ciccioli - Cuoco
Ciao Leonardo,
vorrei chiederti come posso rendere l'impasto di
ricotta che si usa per il ripieno dei cannoli
siciliani meno morbido per non farlo uscire da
solo. Grazie e buon lavoro.
Ciao Marco,
naturalmente tutto dipende dalla ricotta. Puoi
aggiungere degli ingredienti secchi che
trattengono l'acqua, come, ad esempio, la
polvere di mandorle bianca molto fine.
Un saluto |
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Daniele Marchitiello - Gelataio
pasticciere
Salve carissimo maestro ed esperto del settore,
vorrei chiederle se esiste un limite massimo di
grassi, zuccheri, liquidi e farine o solidi, in
un impasto per frolla? Se gentilmente potete
inviarmi uno schema di limiti minimi e massimi
di bilanciatura tecnica delle frolle in modo da
potermi gestire nelle varie lavorazioni, le
sarei riconoscente. Grazie anticipatamente e un
buon lavoro a tutti.
Ciao Daniele,
in poche parole:
Materia grassa da 20 al 35% - maggiore è la
presenza più friabile e fragile risulterà il
prodotto finale.
Zuccheri 18 al 25% - maggiore è lo zucchero più
resistente e vetrosa sarà la pasta frolla.
Sale da 0,25% allo 0,35% - per dare sapidità
oltre lo 0,50% diventa leggermente salata
Naturalmente più materia grassa sarà presente
minore è la quantità di farina (40 a 50%)
Un saluto |
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Anna Decenvirale - Impiegata
Gentile Leonardo,
vorrei provare a fare una frolla leggera, a
ridotto contenuto di grassi e zuccheri,
utilizzando al posto di una farina debole, della
semola di grano duro a grana finissima (di cui
dispongo in quantità ) ed utilizzando la tua
ricetta. Ci sono accorgimenti da utilizzare,
oppure ingredienti che posso sostituire a quelli
classici per avere un prodotto piacevole e allo
stesso tempo meno calorico di quello
tradizionale? Sarebbe splendido poter avere il
tuo parere. Grazie mille!
Ciao Anna,
la frolla non può essere leggera e meno dolce,
ci sono delle regole da rispettare.
Per esempio, se diminuisci drasticamente la
materia grassa, otterrai una frolla dura
resistente, non più friabile. La quantità di
zucchero presente serve a dare struttura e a
legare la massa dopo la cottura. Un saluto e
buone prove. |
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Antonio Martinelli – Insegnante
Ciao Leonardo,
Ti scrivo per avere un tuo consiglio sulla
ganache al burro (250 burro, 250 ciocco
fondente, 25 olio evo; ricetta pubblicata sulla
rivista Pasticceria Internazionale). Per
realizzarla anche con cioccolato al latte e
bianco devo seguire le stesse grammature o viene
bilanciata in modo diverso? Spero che tu possa
aiutarmi. Grazie come sempre per la tua cortesia
e disponibilità .
Ciao Antonio,
innanzitutto bisogna vedere l'utilizzo finale
della ganache. Sicuramente è una ganache montata
che prevede la cristallizzazione il giorno prima
e successivamente la montata in planetaria con
la frusta. Perché l'aggiunta di olio in questa
ricetta già ricca di grassi? Un saluto. |
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Marco Pasini - Docente conservatorio di
musica
Spesso leggo domande riguardanti i grandi
lievitati, domande che vengono in questa sede
spesso eluse (per ragioni pratiche più che
ovvie). Nel mio piccolo, dopo aver fatto anni di
prove ho seguito un corso con un maestro
considerato "innovatore", soprattutto perché a
fronte di una quantità esigua di lievito madre,
nelle sue ricette vi sono quantità spaventevoli
di burro. Sui suoi libri le foto sono molto
belle; molto, ma molto meno (stupido io a
credere alle foto e a deprimermi perché non
riuscivo a eguagliarle) i lavori originali, anzi
peggiori dei miei! Come si fa in un panettone
(contrariamente alle pasticcerie più antiche e
note di Milano), ad arrivare a mettere l'80% di
burro sulla farina?! Onestamente, può ben
lievitare un prodotto simile? E che senso ha,
non è il pandoro, c'è anche tutta la frutta,
dove va a finire l'alveolatura? Mi scuso per la
veemenza, ma questo sfoggio (gratuito) nel
buttare tanti grassi in panettoni e colombe,
proprio, non lo capisco (non è certo l'unico o
il miglior modo per evitare la raffermazione).
Ciao Marco,
io ho visto le stesse cose che hai scritto tu:
naturalmente il lavoro della lievitazione
diventa molto
più difficile e non per tutti. Diciamo che è
diventata una gara a chi utilizza più burro nei
grandi lievitati tra i professionisti del
lievito madre. Io la penso diversamente: in
tutto ci sono delle regole e vanno rispettate e
modificate, però esagerare mi sembra troppo.
Saluti. |
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Maddalena De Gemmis - Insegnante
Gent.mo maestro,
grazie per quanto aiuto offre, con la sua grande
professionalità anche ai non addetti ai lavori.
Le chiedo un consiglio: come posso realizzare la
decorazione della torta di 18 anni della mia
"UNICA" figlia che studia musica e, per la
precisione, il flauto traverso? Mi piacerebbe
sbalordirla e sono certa che grazie al suo aiuto
ed alla mia piccola esperienza ci riuscirò.
Aspetto con ansia i suoi suggerimenti anche
perché il compleanno è vicinissimo. Grazie
mille.
Ciao Maddalena,
ti ringrazio per i complimenti. Mi spiace, ma
spiegare un lavoro artistico via web non è
facile.
Certo nella tua comprensione, un saluto. Auguri
alla Tua Unica Figlia. |
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Marcella Idili - Pasticcera
Buongiorno Leo,
volevo chiederle qual è l'esatta ricetta della
pasta di mandorle o pasta reale per fare gli
agnellini, fruttini e piccoli personaggi.
Utilizzo questa a freddo: 1 Kg di mandorle, 1 Kg
zucchero velo, g 200 di glucosio, g 120 di acqua
ed aromi. Secondo lei è ben bilanciata? O mi
consiglia delle modifiche? Quanto tempo si
conserva? Grazie per la sua disponibilità.
Saluti
Ciao Marcella,
la tua ricetta va bene, molto ricca di mandorle.
Se non vado errato per realizzare questo tipo di
prodotto, spesso si utilizza una quantità minore
di mandorle, 30-35%. La durata del prodotto se
ben confezionata è anche 4 settimane: attenzione
però alla muffa, soprattutto se ci sono sbalzi
termici e condensa. Il mio consiglio invece è di
aggiungere dell'acqua, meglio uno sciroppo
di zucchero a 65°Brix (350g acqua + 650g
zucchero semolato). Un saluto. |
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Daniele Marchitiello - Gelatiere
pasticcere
Gentilissimo maestro,
vorrei realizzare una pasta o una salsa limone
base da poter aromatizzare crema o panna.
Leggendo ho trovato una versione con glucosi,
limoni, buccia nel cutter ma il risultato non mi
ha soddisfatto.
Ciao Daniele,
il principio di realizzazione è quello,
naturalmente serve un cutter molto professionale
per ottenere una pasta liscia e senza pezzi di
buccia. Si può realizzare anche solamente con
zucchero semolato-invertito e buccia di agrumi
senza albedo (parte bianca degli agrumi).
La quantità è variabile comunque prova con 1 e 1
di zuccheri con almeno un 15-20% di buccia.
Saluti |
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Diego Romano - Pasticciere
Buonasera maestro,
prima di farle la domanda volevo augurarle un
buon anno! Lei ci sarà al Sigep? Spero di
incontrarla, io andrò lunedì e martedì. Avrei
bisogno dei bilanci e procedimenti per fare la
pasta di zucchero dei cantucci, i bilanci per
fare delle gelatine di frutta e lo zucchero da
frigo da mettere sopra le torte. La ringrazio
anticipatamente.
Ciao Diego,
ti ringrazio per gli auguri, ricambio a te e
famiglia.
Mi spiace ma la tua richiesta è troppo vasta e
per motivi di tempo non riesco a soddisfare la
tua domanda. Comunque se vuoi ci si vede al
Sigep, sarò presente tutti i giorni presso lo
stand Roboqbo. |
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Metello Penati - Pasticciere
Salve,
abbiamo problemi con i galani in laboratorio: a
volte le bolle risultano grosse, altre piccole
o, a volte, inesistenti. Dipende forse dalla
maglia glutinica? Dovremmo impastarli di più, o
cosa? Il nostro impasto non ha comunque lievito:
Grazie e saluti.
Ciao Metello,
è la prima volta che sento questo tipo di
problema. Credo che sia dipeso da vari fattori:
farina e la lavorazione dell'impasto. I liquidi
aggiunti, portano umidità che in fase di cottura
evaporando creano bolle, e tra questi anche la
parte proteica. Un saluto |
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Monica Scerbo - Aspirante pasticciere
Salve,
volevo chiedervi dove posso usare lo zucchero
invertito, oltre che nelle nostre susumelle
calabresi.
Posso usarlo nei cornetti, pasticcini mandorla,
pasticcini cocco, etc? Cosa mi consiglia lei?
(dosi al posto dello zucchero). Grazie
anticipatamente e cordiali saluti.
Ciao Monica,
lo zucchero invertito apporta una dolcezza
maggiore del saccarosio (130 ca.)
Trattiene l'umidità nei prodotti che devono
rimanere soffici.
La quantità è 2-3% del peso totale, se se ne
aggiunge di più
durante al cottura il prodotto scurisce prima,
in seguito dalla reazione di Maillard. Un saluto |
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Barbara Perin - Casalinga
Salve,
gli faccio i miei più vivissimi complimenti: mi
piace fare tanto i dolci e decorarli. Vorrei
provare a fare l’ impasto di cereali per
modellare ma non trovo da nessuna parte la
ricette: può essermi d aiuto? La saluto e la
ringrazio.
Ciao Barbara,
mi spiace ma non conosco il prodotto. Saluti |
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Mirella Cupità - Pasticcera
Buongiorno,
vorrei sapere perché il glucosio mi si indurisce
subito e non riesco a spennellarlo: devo
aggiungere qualcosa? Grazie
Salve Mirella,
si diluisce con acqua e comunque dipende da cosa
si deve spennellare. Saluti. |
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Pierluigi Tamburano - pasticciere
ciao Leo!
volevo porti una domanda: come posso ottenere lo
stesso risultato di struttura della panna
vegetale, utilizzando quella fresca?
Ciao Pierluigi,
sono due grassi di origine diversa, con
lavorazioni differenti. Un saluto |
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Daniele Marchitiello - Gelataio
pasticciere
Salve carissimo maestro,
come vedo questa rubrica è sempre più
informativa. Scrivo per chiedere la ricetta
della sostituta sfogliatella napoletana: vorrei
realizzare quella con la frolla napoletana con
il ripieno di ricotta. La ringrazio della e
buon lavoro.
Ciao Daniele,
per realizzare la frolla, devi utilizzare un
impasto magro con 400 gr di zucchero, 400 gr di
materia grassa 200, g- 5 di sale su 1 kg di
farina. Saluti e buon lavoro |
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Luca Cortez - Pasticciere
Salve maestro,
volevo sapere se era possibile avere una ricetta
per una ganache per farci un torrone fondente.
Esternamente userei il cioccolato puro ma
internamente volevo farlo con una ganache.
Grazie ed aspetto sue notizie.
Ciao Luca,
puoi utilizzare una ganache che vuoi tu per il
torrone. Un saluto. |
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Stefano Bonelli – Panettiere
Salve,
per impermeabilizzare la pasta sfoglia al posto
del burro di cacao in polvere, che mi e' di
difficile reperimento, cosa posso usare? Grazie.
Ciao,
burro di cacao fuso; per impermealizzare la
sfoglia utilizzi un pennello. Saluti |
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Nino Marra - Pasticciere
Gentile maestro,
vorrei sapere se le è possibile farmi avere la
ricetta del torrone morbido con la meringa
italiana. Grazie anticipatamente.
Ciao Nino
È stato già pubblicato e lo trovi nell’apposita
rubrica.
Saluti
Leo |
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Luca Giada - Pasticciere
Salve maestro,
volevo sapere se era possibile avere una ricetta
per una ganache da usare per fare dei torroni
fondenti. Grazie a presto.
Ciao Luca,
normalmente per fare dei torroni fondenti si
utilizza copertura temperata.
Saluti |
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Alfredo Godel - Pasticciere
Buongiorno caro maestro,
come vedi ti cerco spesso per un tuo aiuto
sempre prezioso. Ti scrivo per una correzione di
una coulis gelificata al mandarino da inserire
in una mousse. Come sempre ti chiedo se ne hai
una meglio da consigliarmi, sempre meglio della
mia ricetta che è la seguente: 300 g di
mandarino fresco, un cucchiaio di liquore al
mandarino, 500 g di acqua, 500 g di fogli di
colla di pesce, 250 g di zucchero. Ti ringrazio
anticipatamente: sei sempre un grande!.
Ciao Alfredo,
se la vuoi più fresca al palato e che si
scongeli prima, sostituisci il semolato con il
destrosio, ne bastano 150 g per lt. Saluti |
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Jenny Santini - Pasticcera
Salve,
vorrei gentilmente chiedere qual è la giusta
cottura del caramello per il torrone bianco
morbido e per quello bianco duro.
Ciao Jenny,
è una domanda con molte varianti. Più la cottura
dello zucchero è alta, minore è il contenuto
d'acqua presente. La cottura va da 155°C a
165°C, naturalmente tutto dipende anche dal
grado di cottura del miele e dal tempo di
lavorazione che subisce tutta la preparazione in
planetaria.
Un saluto. |
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Vittorio Di monte - Appassionato di
pasticceria
Salve maestro,
da qualche tempo mi sono appassionato al mondo
dei dolci ed ho acquistato un libro di scuola di
pasticceria che contiene tutte le principali
tecniche di base tra cui il pan di Spagna e
tutte le regole da rispettare per ottenere vari
risultati, come ad esempio l'aggiunta di burro o
tuorli o albumi ecc. Volevo sapere se queste
regole possono essere applicate anche alle masse
montate di burro o impasti cake, cioè se ci sono
delle regole fisse se si vuole aggiungere più
tuorli o più albumi, oppure del cacao. La
ringrazio e le mando un saluto.
Ciao Vittorio,
è normale che le regole per le masse montate non
possano essere utilizzate per altri tipi di
preparazioni. Comunque tutto si può fare,
l'importante è sapere cosa si vuole dal prodotto
finale.
Con la conoscenza delle materie prime e loro
comportamento, spesso alcune regole vengono
infrante. Un saluto. |
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Luca Cortez - Pasticciere
Salve maestro,
volevo avere una ricetta di crema tenendo conto
del fatto che io ho un pastorizzatore, deve
essere una crema soffice e buonissima. Grazie e
un saluto.
Caro Luca,
ti ricordo che ogni tipo di pastorizzatore ha la
sua ricetta da studiare e provare. Buon lavoro. |
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Luca Antonacci - Pasticciere
Salve maestro,
volevo sapere se era possibile una ricetta per
fare un buon torrone fondente con nocciole.
Grazie ed aspetto sue notizie
Ciao Luca,
sulla sezione ricette procedimenti base ho
pubblicato già il torrone.
Saluti |
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Massimo Cinquerughe - Aspirante
pasticciere
Ciao Leonardo,
avrei bisogno di una buona ricetta per le
castagnole o zeppole: potresti aiutarmi? Un
saluto e grazie per la tua disponibilità
Ciao Massimo,
Le ricette che mi hai richiesto sono già state
pubblicate e le puoi trovare nella rubrica
apposita.
Un saluto |
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Vera Goncalves - Pasticcera
Ciao Leo,
ho provato a fare il panettone. Mi è venuto bene
ma il gusto è risultato troppo acido. Sarà il
lievito madre? L'ho rinfrescato molte volte: hai
qualche ricetta di un buon lievito? Grazie
tanto.
Ciao Vera,
questo succede quando inizi la lavorazione con
un lievito acido, devi rinfrescarlo più volte
per evitare questo. Un saluto |
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Massimo Cinquerughe - Aspirante
pasticciere
Domanda
Ciao Leonardo,
volevo avere una buona ricetta di una torta al
caffè con la moka ed inoltre vorrei sapere se
hai organizzato qualche corso qui in Sicilia. Un
saluto e grazie per la tua disponibilità.
Risposta
Ciao Massimo,
mi spiace ma non nessuna ricetta di torta moka.
Sarò a Messina all'Eurocommerce il 22 novembre.
Un saluto |
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Tommaso Balestrieri - Pasticciere
Domanda
Grande maestro,
Mi può aiutare con una ricettina di glassa
neutra per semifreddi da poter aromatizzare al
caffè o limone?
Risposta
Ciao Tommaso,
per il momento non ho nessuna ricetta simile, mi
spiace. Un saluto. |
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Luca Perotti - Pasticciere
Domanda
Salve maestro,
volevo sapere se era possibile avere 3 ricette:
quella del torrone bianco duro, il torrone al
cioccolato morbido e un torrone fondente. Grazie
Risposta
Buongiorno Luca,
mi spiace ma quando le richieste sono molto
vaste, non rispondo per motivi di tempo e buon
senso. Grazie per la comprensione. |
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Renata Ziglio - Pasticcera
Salve signor Leonardo,
le chiedo gentilmente un aiuto: ho fatto il
profiteroles seguendo la sua ricetta. Prima che
li facevo nel forno normale i bignè mi venivano
abbastanza bene, con la parte inferiore un po’ a
conchiglia, adesso che ho comprato il forno
ventilato della Unox è un disastro. restano
piatti e deformati e non riesco mai a capire
quando la pasta è giusta. Le sarei grata se mi
potesse aiutare nel procedimento ed indicarmi
che tecnica posso utilizzare per eseguirli:
Grazie infinite
Cara Renata,
Spesso mi è capitato di cuocere in forni Unox e
sinceramente non ho mai avuto problemi con il
bignè, bisogna capire bene il prodotto e la
cottura dedicata. Un saluto |
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Daniele Marchitiello - Gelataio Pasticciere
Salve maestro,
volevo chiedere alcune informazioni per evitare
difetti di cottura. Mi capita spesso che quando
faccio il pan di Spagna si effettui lo sviluppo,
la colorazione tende ad imbrunirsi quasi sul
normale ma quando lo tolgo per evitare l’eccesso
di imbrunimento, all'interno è ancora crudo,
maggiormente verso il centro: perché accade
questo? Vorrei farle una domanda sugli zuccheri:
ho letto una ricetta di un mix per pan di Spagna
e nella ricetta composta si trovano anche le
malto destrine, in quel caso a cosa serve in un
impasto la montata? Grazie della risposta. Un
saluto a tutti noi.
Ciao Daniele,
non conosco il tuo forno ma sicuramente devi
equilibrare la cottura.
Le maltodestrine aiutano a mantenere la
morbidezza della massa cotta (naturalmente in
base al DE che lo compongono che è mediamente
15-20 DE), la viscosità dell'impasto è per dare
poca dolcezza al prodotto. Un saluto |
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Francesco Chiussi - Aspirante Pasticcione
Buongiorno maestro,
Ogni tanto mi capita di impastare qualche massa
di lievitati e nelle ricette trovo: ....
impastare finché diventa lucida oppure
...l'impasto non deve diventare lucido.
Vorrei capire cosa cambia tra le due cose nel
prodotto finito e perché l'impasto diventa
lucido?
Grazie
Ciao Francesco,
in poche parole l’impasto lucido significa una
maglia glutinica forte ed un prodotto ricco di
grasso, il contrario per l'altro.
Un saluto |
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Olivier Vincenzetti - Gelatiere
Buongiorno maestro,
mi scusi per il disturbo, non sto cercando
ricette ma vorrei capire se nell'organizzazione
di una ricetta per un impasto tipo brioche o
altro, ci sono dei valori in % per grassi,
zuccheri in rapporto alla farina e, se si, quali
sono? E c’è un libro da consultare?. In
gelateria come lei sa bene ci sono dei valori
entro i quali bisogna mantenere la ricetta ma
ogni volta che trovo una ricetta per lievitati
mi rendo conto che non sono in grado di poterla
modificare se non a caso. Grazie mille.
Ciao Olivier,
non è facile realizzare la pasticceria in %
perché è molto più variabile, comunque delle
regole per tutto le preparazioni ci sono,
naturalmente spiegarle via web è impossibile:
basta pensare che spesso non bastano giorni
interi per capire questi calcoli.
Un saluto |
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Francesco Lo Russo - Pasticciere
Carissimo maestro,
le faccio i complimenti per la sua rubrica dove
è possibile veramente imparare sempre qualcosa
di nuovo. Le chiedo se è possibile sapere come
creare un wafer da utilizzare come base per
cannoli da ricoprire con cioccolato. La
ringrazio in anticipo per la sua risposta e
complimenti ancora.
Ciao Francesco,
mi spiace ma non ho la ricetta del wafer. Un
saluto. |
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Luca Perotti - Pasticciere
Salve maestro,
volevo avere una ricetta di pasticcini secchi
con conservanti per fare delle scatole e la
durata dei pasticcini. Grazie e un saluto.
Ciao Luca,
mi spiace ma non ho nessuna ricetta simile. Un
saluto |
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Gianluca Cortesi - Pasticciere
Caro maestro,
volevo se era possibile una ricetta per fare un
panettone ricco e soffice, incluso il
procedimento e la ricetta del lievito. Grazie.
Ciao Gianluca,
è stato già pubblicato nella rubrica nella
sezione lievitati. Un saluto e buon lavoro.
P.S. Ricordo sempre che per il panettone non è
solo la ricetta che conta ma l'esperienza in
materie. |
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Fabrizio Marangoni - Avvocato
iao Leonardo,
ti volevo chiedere la ricetta per realizzare la
sfoglia di marron glacè per ricoprire il dolce
Mont-Blanc.Ti ringrazio anticipatamente. Un
saluto!
Ciao Fabrizio,
si parte da marroni canditi interi o rattami, si
raffinano e poi si aggiungere un pò di panna
montata e rhum fino ad consistenza morbida da
poter estrudere con l'apposito attrezzo. Un
saluto |
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Daniele Marchitiello - Gelataio pasticciere
Salve a tutti,
scrivo per chiedere una ricetta di muffin con
farina di castagne e se è possibile utilizzare
dello zucchero invertito nell'impasto. Grazie
della risposta e buon lavoro.
Ciao Daniele,
nella rubrica sono stati già pubblicati dei
muffing,prova a modificarli con la farina di
castagne, io non ho mai provato. Saluti |
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Sara Mecca - Studente
Buongiorno Maestro,
ho un problema con la crema pasticcera:
qualsiasi ricetta uso, compreso la sua, a fine
cottura passo la crema con il minipimer per
renderla più lucida e liscia ed ogni volta mi
diventa molto liquida rispetto alla consistenza
di fine cottura. Il minipimer va a rovinare gli
amidi? Come mai cambia cosi tanto la
consistenza? Grazie
P.S. La cottura la faccio sia col microonde che
in pentola (facendo montare il composto di
uova\zucchero\amidi) arrivando alla temperatura
di 83/85C°
Ciao Sara,
ti sei data la risposta da sola. Le creme
pasticcere non vanno mai mixate a meno che
non vengano poi unite ad altri ingredienti e
stabilizzanti. La velocità delle lame rompe il
gel che formano gli amidi, rendendo appunto una
crema instabile e liquida.
Saluti. |
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Monica Richiedei – Barista/ Pasticciera
Ciao Leo,
confido nel tuo prezioso aiuto riguardo alla
preparazione di una ganache per praline. Mi
interessa sapere se c'è differenza se faccio
bollire la panna sul gas piuttosto che nel
microonde. Se c'è, qual è la soluzione migliore
e perché?. A proposito di ganache avrei piacere
di ricevere una tua ricetta che mi permetta di
mantenere il prodotto per circa 3 mesi. Grazie
infinite a presto.
Ciao Monica,
la conservazione della ganache dipende tutto
dall'acqua libera contenuta in essa:
più una ganache è morbida e cremosa e meno sarà
la durata (es. 4 settimane),
al contrario se la ganache risulta viscosa al
colaggio e, leggermente più consistente,
maggiore sarà la durata. Importante è anche il
tipo di zucchero che viene utilizzato (es.
glucosio, destrosio, invertito, sciroppi di
zucchero, latte condensato, etc.), molti dei
quali hanno la capacità di legare bene l'acqua
ed evitare muffe. Ti ho scritto una piccola
sintesi. Un saluto. |
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Arianna Rossi - Studente
Buongiorno maestro,
prima di tutto volevo augurarle un buon rientro
dalle vacanze. Mi è stato consigliato, per
sfruttare del tutto la bacca di vaniglia, di
metterla in infusione con alcool puro, una volta
raschiata. Ora, avendo l'infusione di alcool
puro alla vaniglia, vorrei capire come
utilizzarlo. Se volessi usarlo per aromatizzare
la pasta brioches (cornetto leo 09), quanto e
quando lo devo mettere? Non vado ad inserire
anche il 'gusto' dell'alcool da molti odiato?
Altra domanda (già che ci sono ne approfitto)
sempre sulla sua ricetta di cornetti: se metto
50g\kg farina di latte in polvere, devo
aumentare i liquidi? Se si, posso aggiungerli in
tuorli? Grazie mille.
Ciao Arianna,
tutto bene le vacanze grazie. Per quanto
riguarda l'alcool aromatizzato è meglio
utilizzarlo come aromatizzante per bagne e non
nella ricetta dei cornetti. L'aggiunta di latte
in polvere puoi farla ma 50 g per kg farina sono
molti, rischi di avere un prodotto che in
cottura prende molto colore, grazie alla
presenza di lattosio (ca. il 50%). I tuorli
vanno bene ma non dimenticare che non hanno una
grande solubilità per gli zuccheri e rischi di
avere una cornetto pesante e poco sviluppato
all'interno. Un saluto. |
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Lucia Profazer - Impiegata
Buongiorno,
chiedo gentilmente un consiglio: ogni volta che
faccio un rotolo alla marmellata, quando lo
piego si rompe. C’è un sistema per evitare che
si spezzi ogni volta e mantenga la forma di un
rotolo? Grazie mille.
Ciao Lucia,
la cottura deve essere veloce e a temperature
alte altrimenti si rischia di far seccare il
prodotto e quindi poi si rompe nella fase di
lavorazione. Saluti. |
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Nancy Miscia
Salve,
sono un'appassionata gourmet e vorrei chiederti
la ricetta della glassa a specchio al caffè.
Grazie
Ciao Nancy,
mi spiace ma non ho la ricetta da te
richiestami.
Un saluto. |
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Alessandro Nirchio - Pasticcere
Salve Leonardo,
le avevo scritto una domanda sul lievito
chimico: se è giusto il riposo negli impasti da
cake. Forse la domanda non le è pervenuta!
Comunque grazie e aspetto la sua risposta.
Ciao Alessandro,
il lievito chimico che noi spesso utilizziamo è
a doppia azione, vuol dire che una parte di
lievito inizia a lavorare con l'umidità della
massa, l'altra sviluppa i gas a contatto con il
calore: ed ecco fatto lo sviluppo del prodotto.
Comunque far riposare tutta la notte e cuocere
subito sono entrambi
tecniche giuste, tutto dipende dal tipo di massa
da cuocere e far lievitare.
Un saluto, e spero che questa volta ti arrivi la
mia risposta. |
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Michela Pisoni - Biologa
Buongiorno Leonardo,
sono una biologa alla quale piace fare
esperimenti in cucina. La tua esperienza e
bravura sono preziose per chi è inesperta come
me in questo campo. Ora veniamo alla domanda: io
pensavo che la crema pasticcera si facesse solo
con la farina per addensarla, ora leggo che ci
sono numerose alternative: con la fecola, amido
di mais, amido di riso e con la panna e il
latte. Vorrei capire in quale caso si usano e in
cosa differenziano. Spero di essere stata chiara
e ti ringrazio anticipatamente.
Buongiorno Michela,
ti ringrazio per l'apprezzamento. Per la crema
pasticcera l’uso della panna serve per ottenere
una crema più grassa e cremosa. I vari tipi di
amidi doneranno una crema con consistenze
diverse, cioè con più struttura, o gelatinosa o
cremosa. Un saluto e buon lavoro. |
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Giuseppe Crimi - Pasticciere
Salve maestro,
la ringrazio per il chiarimento dato. Volevo
farle un’altra domanda: voglio raddoppiare la
ricetta della pasta brioche, devo modificare la
dose visto che la sto raddoppiando? E, ancora,
se faccio bollire delle mandorle pelate è
possibile che perdano il sapore? La ringrazio
immensamente. Saluti
Ciao Giuseppe,
per la ricetta delle brioche non cambia nulla
anche se la ricetta viene moltiplicata per 10.
Mentre per le mandorle purtroppo perdono una
piccola parte di olio essenziale, soprattutto se
sono con la pelle. Un saluto |
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Martina D - pasticcera
Salve maestro,
la ringrazio per la sua disponibilità nei nostri
confronti nonostante i suoi numerosissimi
impegni. Ogni volta che faccio la mousse alla
frutta con g 600 di meringa all'italiana (g 400
di zucchero, g 200 di albumi e g 120 di acqua),
g 1000 di polpa di frutti di bosco, con g 20 di
gelatina animale e g 1000 di panna, mi si separa
quando metto la panna. Devo tenerla più liquida?
Devo emulsionarla diversamente? Cosa devo fare?
Io unisco in una bacinella un po' di meringa con
un po' di polpa non fredda, ma a temperatura
ambiente (con dentro la gelatina fusa), poi,
unisco questo composto nella restante polpa,
amalgamo bene e unisco la restante meringa. Fino
a qui sembra tutto cremoso e uniforme ma quando
vado a mettere la panna in 2 volte si separa!
Perché? Grazie per l'attenzione e le porgo
cordiali saluti nell'attesa di una sua risposta.
Ciao Martina,
ci sono due tipi di separazioni:
1- utilizzando purea fredda da frigo quando
metti la seconda parte di panna
semimontata fredda, la gelatina animale si
raffredda rapidamente e ti viene questo
effetto.
2- la panna è troppo montata
3- il ph finale è leggermente basso e questo fa
coagulare le proteine della panna.
Un saluto |
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Vincenzo Falanga - Pasticciere
Ciao Leonardo,
volevo chiederti come mai durante la cottura dei
cannoncini la sfoglia mi crepa nonostante il
riposo. Ti ringrazio in anticipo della risposta
e saluti
Ciao Vincenzo,
dipende dalla forza della farina e dall'acido
ascorbico che ne contiene.
Un saluto |
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Antonio Nasti - Operaio
Buonasera maestro,
sono appassionato di pasticceria e vorrei
provare a fare il torrone bianco classico cioè
quello croccante, potrebbe aiutarmi dandomi la
ricetta?
Ciao Antonio,
per fare il torrone duro bisogna avere delle
attrezzature specifiche e soprattutto
esperienza.
Purtroppo non ho la ricetta. Un saluto |
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Mirko Lui - Commerciante
Buongiorno maestro,
è da tempo che seguo questa rubrica e pur non
essendo nel settore, mi sto appassionando sempre
di più. Da un po’ mi dedico alle brioche; come
ricetta seguo 'cornetto leo 2010' anche se a
dire il vero ho aggiunto 50g di burro
all'impasto (amo l'aroma del burro) e un pò di
aroma arancio. Il problema è che cuocendo a
180C° per circa 18 minuti le brioche sembrano
belle gonfie, però appena le sforno tendono ad
abbassarsi. Sbaglio qualcosa nella lievitazione
o sono solo un pò crude? Grazie
Ciao Mirko,
come ho già scritto più volte i prodotti
lievitati sono complessi da spiegare via web con
una ricetta, infatti ci si trova davanti a mille
perché. Comunque se si abbassano dopo la
cottura, vuol dire che la lievitazione è troppo
avanti, quando sono a 3/4 della lievitazione è
ora di cuocerli.
Un saluto |
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Elia Apicella – Aspirante pasticcere
Ciao Leo,
una domanda semplice: se volessi fare una crema
inglese al cioccolato, devo mettere il cacao in
polvere o anche il cioccolato? Però se metto il
cioccolato quando la crema si fredda non si
addensa?
Ciao Elia,
per la crema inglese puoi mettere su ogni kg
150-300 g copertura fondente 55%.
Non si addensa se hai abbastanza quantità di
copertura. Un saluto |
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Martina Taiti - Insegnante
Gentile maestro,
ho provato la "glassa neutra" con la ricetta che
lei ha mandato in questa rubrica (usando la
pectina NH, credo adatta). Ho ottenuto un
composto che si consolida molto già a
temperatura alta, e quindi non l'ho potuto
usare, come pensavo, per glassare una bavarese
(ancora congelata): perché non era versabile?
Che cosa ho sbagliato? Oppure ci sono degli
accorgimenti particolari al momento
dell'utilizzo? O magari serve per altri usi?
La ringrazio davvero per i suoi preziosi
consigli e la sua disponibilità .
Ciao Martina,
non hai sbagliato nulla, prova a diminuire la
quantità di pectina fino a raggiungere la
consistenza desiderata. La mia ricetta è stata
bilanciata con un'altro tipo di pectina.
Un saluto |
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Francesca Bianchi - Studentessa
Ciao Leo,
per realizzare una glassa alla frutta per torte
moderne, partendo da una glassa neutra, devo
aggiungere la polpa di frutta e la gelatina in
fogli, ma in che percentuale? Ti ringrazio per
l'attenzione. Cordiali saluti.
Ciao Francesca,
dipende innanzitutto dal tipo di glassa neutra
che utilizzi. Prova, è l'unica cosa che posso
dirti. Un saluto e buon lavoro. |
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Luigi Napolano - Cuoco e pasticciere
Ciao maestro,
cosa ne pensi della mia pasta frolla? 5 kg
farina, 2 kg burro, 2 kg zucchero, 2 kg di
liquidi e 70 g baking. Se, invece di 5 kg di
farina, ne aggiungo 4+1 kg di fecola, secondo te
risulterà ancora più friabile? Grazie
Ciao Luigi,
la tua frolla è un classico per fondi,
leggermente resistente e non molto friabile,
abbastanza datata, se aggiungi la fecola cambia
la struttura e la resistenza: ti diventa più
fragile. Se vuoi puoi aggiungere un pò di più di
materia grassa (2500/ 2750g), così facendo
diminuisce anche la quantità di zucchero che
nella frolla dà resistenza e non solo dolcezza.
Naturalmente più aumenti la materia grassa e
meno indicata sarà per confezionare dolci tipo
frolle ripiene con ricotta e altro. Un saluto |
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Nico Vallarella - aiuto pasticcere
Buonasera maestro, volevo sapere la differenza
tra il glucosio e lo sciroppo di glucosio.
Grazie maestro per la sua disponibilità e
cordiali saluti.
Ciao Nico,
capisco la tua voglia di sapere, però si tratta
di nozioni scientifiche e dovrei trovare su vari
testi una risposta precisa e dettagliata, cosa
che purtroppo mi è molto difficile, visto il
minimo tempo che ho a disposizione. Ti invito ad
approfondire tu di persona questo argomento.
Certo nella tua comprensione, ti saluto. |
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Luigi Napolano - cuoco e pasticciere
Salve maestro, vorrei sapere qual è la
differenza tra zucchero invertito e glucosio?
Quello invertito si deve per forza acquistare e
non è possibile riprodurlo? inoltre qual è la
sua funzione nelle ricette: perché lo si usa
insieme a quello semolato? Grazie della
spiegazione.
Ciao Luigi,
praticamente l'invertito si utilizza in prodotti
che devono rimanere morbidi, tipi cake, pan di
Spagna… E si sostituisce una piccola parte di
semolato con l'invertito, ad esempio: 200 g di
semolato diventano 165 g ed aggiungi 20 g di
invertito.
Un saluto |
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Massimo Cinquerughe - aspirante pasticcere
Salve Leonardo, potresti mandarmi la ricetta
della crema al pistacchio?
Ti ringrazio, perché sei sempre gentilissimo. Un
saluto e a presto!
Ciao Massimo,
come crema pistacchio cosa intendi?!
Un saluto |
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Mary Messina - Impiegata
Ciao Leonardo,
volevo farti una domanda a proposito della tua
crema pasticcera. Tu utilizzi 90 g di amido di
riso per un litro di latte, 250 g di panna, 300
g di tuorli e 240 g di zucchero: se io avessi a
disposizione solo la maizena dovrei utilizzarla
a pari dose? Te lo chiedo perché so che l'amido
di riso dà cremosità mentre la maizena
struttura. Forse utilizzando solo questa dovrei
usare una dose minore? Inoltre, vorrei farti
un'altra domanda in merito alla crema: in
televisione l'ho vista fare ad un maestro
pasticciere che aggiungeva la panna liquida
quando la crema era già pronta ed aveva
raggiunto una certa temperatura. A tuo parere,
cosa cambia dall'inserirla nel latte o in un
secondo tempo? Un'ultima cosa per dirti che
qualche giorno fa ti avevo fatto una domanda sul
profiterol ma per ragioni di tempo non hai
potuto rispondere. Leggendo le varie domande che
ti sono state fatte ho trovato anche la risposta
ai miei quesiti. Solo un dubbio: il profiterol
posso montarlo 24 ore prima o dici che così
facendo rischio di asciugare troppo la glassa?
Grazie ancora ed è inutile dirti che sei un
maestro campione di pasticceria: ti ammiro
tantissimo.
Ciao Mary,
per quanto riguarda la sostituzione dell'amido
di riso al mais il più delle volte è quasi
simile, per es. 100 di riso = 90 di mais. Per il
profiterol lo puoi preparare anche 24 ore prima,
ma tutto sta nel frigorifero; se asciuga o se
crea molta umidità. La crema pasticcera va fatta
con i liquidi a monte, a meno che non si tratti
di altro in tv.
Un saluto |
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Renata Ziglio - Pasticcera
Gentilissimo Leonardo,
ancora una volta mi rivolgo a te per chiederti
aiuto: faccio i bignè per fare il profiterol
seguendo la ricetta che mi hai dato tu. Volevo
sapere come faccio a capire quando l’ impasto
dei bignè è giusto perché non mi viene mai vuoto
e bello tondo ma mi esce sempre un pò
schiacciato: alcuni sono piatti sotto, altri
sono a conchiglia. Ci metto anche una puntina di
lievito ma non riesco a capire dove sbaglio.
Aiutami perché li faccio per una caffetteria e
vorrei migliorare. Gentilmente mi puoi dare un
altro ripieno al posto della crema zabaione?
grazie e saluti.
Ciao Renata,
purtroppo il bignè per quanto possa essere
semplice delle volte è più difficile di quello
che si pensa: non riesco a capire cosa può
essere, se il forno, la cottura, l'impasto. Via
e-mail non è semplice capire dove sta l'errore.
Un saluto |
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Andrea Martino - Aiuto cuoco
Ciao Leo,
ti ringrazio sempre per i consigli e le ricette
che mi fornisci. Ho appena comprato un sifone
isi montapanna e volevo chiederti qualche
ricetta di base da cui posso partire per
realizzare spume di vario tipo. Poi un ultima
cosa: che risultato ottengo se faccio una
ganache al cioccolato inserendo oltre alla panna
anche il latte? Scusa se la domanda è lunga ma
la mia curiosità lo è ancora di più. Grazie
mille.
Ciao Andrea,
devi sapere che tutto ciò che è proteina e base
grassa la puoi utilizzare nel sifone:
esempio, la panna è proteina e grasso, se vuoi
stabilizzarla leggermente puoi mettere un pò di
gelatina animale in fogli e, poi, la puoi
aromatizzare con puree, etc.
L’importante è ricaricare il sifone e mettere in
frigo prima dell'utilizzo.
Sull'altra tua domanda, se aggiungi latte nella
ganache, ne otterrai una meno grassa
e leggermente molle, difatti devi calcolare la
materia grassa presente nella panna (35%), e
quella del latte (3,6% ca.): in questo caso il
grasso ti dà una stabilità superiore.
Un saluto e buon lavoro. |
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Dany Indelli - Impiegata
Buonasera,
una curiosità: ho letto di alcune ricette di
pasta-frolla preparate amalgamando prima il
burro morbido con lo zucchero a velo e le uova,
da aggiungere in un secondo momento alla farina.
Io sapevo che la pasta-frolla va preparata con
il burro freddo, da aggiungere alla farina già
con zucchero incorporato, per poi passare alle
uova, ecc. Qual è la soluzione migliore?
Ciao Dany,
i due procedimenti sono esatti entrambi,
l'importante è utilizzare sempre del burro
leggermente freddo e non morbido e, una volta
unita la farina, lavorare il meno possibile per
evitare di
dar elasticità alla pasta frolla. Un saluto |
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Renata Ziglio - Pasticcera
Ciao Leonardo,
vorrei gentilmente un aiuto per il pralinato al
cocco da inserire come disco in una torta al
fior di arancio. La ricetta che ho è con g 250
di cocco rapè, g 125 di cioccolato fondente, g
125 cioccolato al latte e g 250 di pralinato
base: come si esegue? Penso sia qualcosa di
morbido altrimenti non si riesce a tagliare la
torta. Grazie e ciao.
Buongiorno Renata,
per il pralinato al cocco, devi fondere le
coperture a 30°C, unire il pralinato e di
seguito il cocco rape. Se vuoi che sia un pò più
morbido al taglio aggiungi g100 di burro.
Un saluto. |
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Francesco Fredduzzi - Appassionato di
pasticceria
Buongiorno,
le scrivo perché qualche settimana fa ho
intrapreso la preparazione del lievito naturale,
usando la polpa di mela come starter. Per i
rinfreschi uso farina W350 (di pari peso con il
lievito) e il 35 40% di acqua, tuttavia tra un
rinfresco e l'altro (48h legato a
tempo-ambiente) noto che l'impasto, ben sodo
appena il rinfresco, diventa molle. È normale?
Dovrei forse condurre il riposo in frigo?
La ringrazio anticipatamente
Ciao Francesco,
mi spiace ma come già ho detto più volte, il
lievito madre è molto difficile da gestire,
ancora di più parlarne via mail. Ci sono tanti
perché da vedere: la lavorazione, le
temperature, il ph, etc. Spero nella tua
comprensione. Un saluto. |
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Nino Marra - Pasticciere
Gentile maestro,
vorrei una ricetta di pasta di mandorla per fare
il latte di mandorla e che si conservi per un
medio periodo a temperatura ambiente. Grazie
Ciao Nino,
la cosa importante è soprattutto il
confezionamento: per esempio, se realizzi una
pasta di mandorle al 50% di frutta secca, 40 %
di zucchero e 10% glucosio 43 DE,
se lo conservi sottovuoto può durare anche 3
mesi, naturalmente con la giusta umidità.
Un saluto e buon lavoro |
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Pino Ingraudo - Panettiere pasticciere
Ciao Leo,
come sempre ti faccio i complimenti per la tua
disponibilità. Ho visto tante glasse colorate
per torte, mi potresti dare qualche ricetta?
Grazie
Ciao Pino,
mi spiace ma non posso esserti d’aiuto: non
utilizzo glasse colorate.
Un saluto |
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Massimo Di Palma - Pasticciere
Ciao Leo,
ho un’ennesima domanda da porti: oggi ho fatto
le sfogliette parigine, quelle con sopra la
glassa, e le ho decorate con la passata di
albicocca. La glassa l'ho realizzata con albume
e zucchero a velo senza una grammatura precisa:
il problema e' che dopo averli tolti dal forno
la glassa si staccava quasi del tutto dalle
sfoglie e, oltre a questo, si spaccava dando
alle sfoglie un orribile aspetto. Non so di
preciso da cosa possa dipendere questo problema
e ti chiedo un aiuto per poterlo risolvere.
Grazie come sempre e buon lavoro.
Ciao Massimo,
prova a fare la glassa con base acqua anziché
con l'albume.
Un saluto e buon lavoro!!! |
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Andrea Martino - Aiuto cuoco
Ciao Leo,
scusa se ti disturbo ancora, volevo chiederti la
ricetta della pasta sablè e della pralina.
Quest'ultima mi pare che sia una crema a base di
frutta secca, mi sbaglio? Grazie in anticipo e
buon lavoro.
ciao Andrea,
cosa intendi per pralina?? Un saluto. |
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Rocco Paiano – Pasticciere
Caro maestro,
sarebbe così gentile da spiegarmi l'aggiunta di
latte in polvere nel pan di Spagna cosa
comporta?. Nelle varie pasticcerie in cui ho
lavorato ho visto tante ricette ognuna diversa,
ma nell'attuale laboratorio in cui sto lavorando
ho notato questa variante. La ringrazio per il
prezioso tempo che, spero, dedicherà per
rispondermi.
Ciao Rocco,
l'utilizzo del latte in polvere ti permette di
diminuire la quantità
di farina o, al contrario, di aumentare i
liquidi, questo perché assorbe molta
umidità . Risultato leggermente colorato e gusto
gradevole.
Dal 1% al 3 % sul peso totale degli ingredienti.
Un saluto e buon lavoro |
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Carolina Russo - Aiuto pasticciera
Buonasera maestro,
dopo aver preparato la crema pasticcera con gli
amidi di riso e di mais verifichiamo che dopo
qualche giorno in frigo si ha una fuoriuscita di
acqua. Premettendo una cottura a 82°C ed
utilizzando un Pasto Crema Carpigiani, come
possiamo ovviare a tale problema? Grazie e
distinti saluti.
Ciao Carolina,
la fuoriuscita di acqua (sineresi) nella crema
può dipendere da due fattori:
1 - cottura troppo prolungata e denaturazione
degli amidi
2 - cottura insufficiente degli amidi
Purtroppo devi testare più volte per metterla al
punto con il tuo cuocicrema.
Un saluto e buon lavoro. |
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Nico Vallarella - Aiuto pasticcere
Ciao maestro,
volevo scusarmi se le mie domande sono il più
delle volte complesse e lunghe ma la voglia di
imparare e di conoscere da un grande della
pasticceria italiana ed internazionale è tanta.
Volevo chiederti le differenze nell'impastare
una frolla con burro zucchero prima anziché
farina e burro. Scusami ancora ma da te sto
imparando tante cose che nessuno ha saputo
spiegarmi. Grazie
Ciao Nico,
La differenza dei due impasti di frolla è la
seguente:
con il sistema burro zucchero otteniamo una
frolla più resistente alla degustazione; in
questo caso lo zucchero se semolato viene
parzialmente sciolto dall'umidità presente nel
burro, difatti viene fatta riposare in frigo per
una notte prima dell'utilizzo. Con il sistema
inverso o estivo o francese, cioè burro e
farina, otteniamo una frolla più resistente al
calore dell'ambiente (soprattutto d'estate) e
più plastica, grazie all'impermealizzazione del
glutine con la materia grassa, ed anche meno
elastica. Io preferisco sempre questo metodo di
lavorazione e lo zucchero a velo, essendo più
fine del semolato, ti permette un'ottima
plasticità e lavorazione immediata.
Un saluto e buon lavoro. |
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Pino Ingraudo - Panettiere
Ciao maestro,
ti volevo chiedere una ricetta per crema tipo
kinder per mia figlia che fa il compleanno.
Grazie grande come sempre.
Ciao Pino,
mi spiace ma non conosco la ricetta che mi hai
richiesto. Un saluto e buon compleanno a tua
figlia. |
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Alessandro Battazza - Pasticciere
Gentilissimo sig. Leonardo di Carlo,
volevo domandarle se la quantità di lievito
naturale è uguale a quella di lievito di birra
in una ricetta di brioche o croissant e come
bilanciarlo in base alla stagione. Inoltre, con
l’utilizzo di lievito naturale la quantità di
rinfreschi è sempre 3 volte? Grazie e distinti
saluti.
Ciao Alessandro,
la quantità di lievito madre non è mai uguale
alla quantità del lievito di birra.
Sulla tua ricetta qui sotto puoi mettere:
N.B. Se vogliamo utilizzare lievito madre,
diminuire la quantità di lievito di birra (30g,
quindi togliere 600 g di farina e aggiungere 800
g di lievito naturale maturo (2 rinfreschi).
Con questo procedimento i tempi di lievitazione
si allungano anche fino a 8-12 ore di
lievitazione in cella. Importante che il lievito
madre abbia molta forza e sia maturo altrimenti
fa fatica a lievitare.
Un saluto e buon lavoro. |
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Anna Scognamiglio –Commerciante
Buongiorno maestro,
spero abbia tempo di rispondere. Vorrei sapere
se la sua ricetta per la crema pasticcera va
bene per essere cotta in forno e inoltre vorrei
sapere perché usa i tuorli per il pan di Spagna
e non solo uova intere. Grazie per il tempo che
mi dedica.
Ciao Anna,
la mia crema non è adatta alla cottura in forno,
devi addensarla maggiormente per evitare che in
fondo bolla.
I tuorli per il pan di Spagna servono ad
ottenere una struttura leggermente più fitta e
soffice, meno porosa del classico con le uova
intere.
Un saluto e buon lavoro. |
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Massimo Di Palma - Pasticciere
Ciao Leonardo,
ho da segnalarti questo piccolo problema: di
rado mi capita che la crema pasticcera non si
addensa. Premetto che non e' una questione di
dosi (io la faccio a bagnomaria), ma ho
l'impressione che accada questo quando supera la
temperatura di cottura: potrebbe confermarmi
questo? E se si, perché? La ringrazio per la
disponibilità.
Ciao Massimo,
la perdita di consistenza e la formazione di
liquido (sineresi), avviene per due motivi:
la crema non è stata cotta sufficientemente a
fondo e gli amidi presenti non sono riusciti ad
agglutinarsi. Questo esempio si ottiene quando
una crema è fatta solamente con farina, difatti
il suo gusto sarà farinoso al palato e opaco
alla vista. Al contrario, la cottura della crema
è stata troppo prolungata e in questo modo la
capacità legante degli amidi si è completamente
annullata.
Un saluto e buon lavoro. |
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Riccardo Gallarato - Studente di
pasticceria
Ciao Leo,
Come si fa a sapere quando una panna è ben
montata e come si conserva in modo da non
smontarsi?
Ciao Riccardo,
per ottenere una panna ben montata e stabile è
importante che la bacinella con la frusta siano
in frigo o in congelatore, aggiungere lo
zucchero semolato a pioggia max il 10% .
Quest'ultimo tratterà più a lungo l'acqua della
panna. Spero di essere stato chiaro. Un saluto e
buon lavoro. |
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Chiara Cianciaruso, Studente
Buonasera maestro,
Grazie per tutte le risposte che dispensa; non
avendo un libro di testo teorico sulla
pasticceria (se ne ha qualcuno da consigliare,
ben venga..) cerco di imparare il più possibile
da questo 'blog'. Parlando dei lievitati, non
riesco a capire bene la differenza tra polish e
biga (procedimento e risultato finale) oppure
impastare senza usare nessuno dei due. Inoltre,
ho letto ricette dove, impastando tutto
direttamente, il composto veniva fatto solo
puntare e poi congelato (per essere
successivamente laminato in caso di brioches)
oppure, come fa lei, fatto prima lievitare, poi
dopo aver fatto riposare per tutta la notte,
utilizzato. Cosa cambia?
Se ho fatto pasticcio con le domande chiedo
scusa, ma ho un tale casino in testa!
ciao Chiara,
La tua è un'ottima domanda, solo che rispondere
via mail è complesso perchè non si tratta di
ricetta ma appunto di lavorazione ben specifica
e complicata. Phoolish è un impasto che si
ottiene da pari peso acqua, farina e lievito di
birra: risulta liquido e in base alla quantità
di lievito utilizzato ha poi le sue diverse ore
di lievitazione (spesso utilizzato nella
lievitazione di alcuni pani). Mentre la biga è
un impasto morbido ma sostenuto il quale, poi,
viene utilizzato nell'impasto finale dei
prodotti salati o dolci.
Un saluto e buon lavoro. |
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Matteo Pina, Studente
Buongiorno Sig. Di Carlo,
Vorrei chiederle cosa cambia, sia durante la
lavorazione, che a prodotto finito, nel mettere
o meno la farina insieme al burro nel panetto,
sia di paste lievitate sia di una sfoglia.
Grazie
ciao Matteo,
la farina nel panetto di burro serve per dare
una leggera plasticità allo stesso ed evitare
leggermente che in cottura esca la materia
grassa (può uscire anche con i panetti pronti se
laminato e lavorato male l'impasto).
Naturalmente oggi in commercio si trovano delle
ottime materie grasse pronte alla laminazione di
lievitati e sfoglie, i quali sono studiati
apposta per dare ottimi risultati ma tutto
questo deve essere fatto con una gran
professionalità e conoscenza della materia.
Un saluto e buon lavoro. |
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Antonio Martinelli, insegnante
Ciao Leonardo,
di recente ho comprato un barattolo di gelatina
neutra per realizzare delle glasse a base di
frutta (fragola, lampone, arancia): ho fatto
delle prove ma il risultato non è stato
soddisfacente. Ti sarei grato se mi inviassi una
ricetta con base neutra e un peso unico di purea
di frutta (che io possa variare secondo il
bisogno) con colla di pesce come gelificante,
pectine per glassa e gel in polvere non si
trovano! Spero di non avere esagerato nella
richiesta. Grazie in anticipo per la tua
disponibilità . Saluti
Ciao Antonio,
sinceramente non ho ricette di glasse con
gelatina animale in fogli, purtroppo spesso le
glasse sono con altri addensanti tipo pectina,
carragenina, amidi modificati etc..
Mi spiace, un saluto e buon lavoro. |
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Mario Galbiati, pasticciere
Buongiorno,
volevo un suo parere riguardo i lieviti naturali
in polvere che si trovano in commercio. Ritiene
che siano prodotti validi come il lievito
naturale o ci sono delle differenze? Grazie
Ciao Mario,
sinceramente non ho mai utilizzato lieviti
pronti, sicuramente ti danno una mano nella
riuscita etc..
Un saluto e buon lavoro. |
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Mary Messina, Impiegata
Ciao Leonardo,
volevo chiederti un consiglio per preparare le
zeppole al forno. Le dosi del burro, farina e
acqua, devo usarle in proporzioni uguali? Sino
ad ora ho sempre utilizzato queste dosi:1/2 l.
d'acqua, 2 etti di burro, 3 etti di farina, e
circa 7 uova (a seconda della dimensione).
Ultimamente ho visto delle ricette dove su 1/2
l.
d'acqua viene usato mezzo kg di burro e
altrettanta di farina, con circa 15 uova. A tuo
parere quali sono le proporzioni piu' idonee?
Perchè penso che il risultato
cambi leggermente. Grazie
Ciao Mary,
la ricetta che di solito utilizzo per la bignè è
pari peso acqua, burro e farina, quindi le uova
e sale.
Il bignè sarà molto più vuoto all'interno con
uno spessore della crosta più sottile.
Un saluto e buon lavoro. |
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Tommaso Balestrieri, pasticciere
Salve maestro,
le chiedo una ricetta per la glassa per decorare
uova di pasqua. Ed, ancora, che tipo di
colorante devo usare per tingerla? Grazie.
Ciao Tommaso,
La glassa per decorare le uova è molto semplice:
1 parte di abume e 5 parti di zucchero a velo.
Montare leggermente gli albumi e aggiungere a
pioggia lo zucchero a velo.
Una volta pronta la puoi colorare come vuoi con
colori liquidi per idrosolubili.
Oppure puoi utilizzare l' Hifoama che sono delle
proteine del latte, 10-15 g di Hifoama mescolata
con 100 g di acqua, poi aggiungere a pioggia il
velo fino a consistenza voluta.
Buon lavoro |
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Davide Basile, pasticciere
Salve,
vorrei un consiglio per una mia ricetta in modo
da migliorarla come morbidezza e conservazione.
Si tratta di una ricetta per brioches che uso
anche per preparare krapfen e un cannolo fatto
con lo stesso impasto e poi fritto (una
specialità che va molto dalle mie parti). Vorrei
ottenere questi cannoli molto soffici e che si
possano conservare in congelatore una volta
fritti.
Il mio impasto è:
1 KG FARINA NICCOLAI 00
150 GRAMMI DI ZUCCHERO
150 GRAMMI MARGARINA
2 UOVA INTERE
LIEVITO DI BIRRA SALE E AROMI
Che modifiche posso adottare?
Grazie
Ciao Davide,
per ottener un prodotto più morbido, puoi
diminuire la quantità di burro fino a metà, idem
per lo zucchero semolato ed aggiungere 20-30 g
di invertito.
L'unico compromesso è che in cottura l'invertito
colora prima.
Un saluto e buon lavoro. |
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Massimo De Stefani
Buongiorno signor Di Carlo,
sono un pasticciere che segue con interesse la
Sua rubrica sul giornale "Pasticceria
Internazionale".
Chiedo a Lei un consiglio su come potrei fare
per migliorare le mie brioches. La dose che
seguo al momento è:
Biga
2 Kg farina forte
420 gr lietivo birra
1 L acqua
Impasto
10 Kg farina
2,5 Kg zucchero semolato
250 gr sale
100 gr miglioratore
2 L uova intere
3 L latte intero
1 Kg burro
Da questo impasto ottengo 11 pastelli da 2 Kg
l'uno che sfoglio con 500 gr di burro ma il
risultato non mi soddisfa in quanto la brioche
non sfoglia ma risulta molto pastosa. Non riesco
a capire perchè non sfoglino. Mi sa dare un
consiglio, o dovrei cambiare ricetta?
RingraziandoLa anticipatamente
Ciao Massimo,
Ho controllato la ricetta.
Ti scrivo dei consigli tecnici:
una volta pronto l'impasto lascialo puntare per
1-2 ore ben coperto a 25°C, poi tutta la notte
in frigo.
L'indomani incassare in burro dando tre pieghe
da tre, oppure 1 piega da tre e una da 4.
Fai ancora riposare e poi prosegui come
d'abitudine.
A volte lo sviluppo è anche dato dai vari tipi
di farina e dal tipo di burro piatto che si
utilizza.
Purtroppo via e-mail non è facile capire dov'è
l'errore, che spesso è nella preparazione e non
nella ricetta.
Spero di essere stato chiaro e d'aiuto.
Buon lavoro. |
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Francesco Nava, aspirante pasticciere
Buongiorno maestro,
avrei un dubbio: qual è la differenza fra una
bavarese e una mousse? Immagino che la mousse
debba essere più 'spumosa', con più aria ma
leggendo la ricetta, come faccio a capirlo? Ci
sono delle percentuali di ingredienti da seguire
(esempio, la mousse deve avere 50% di panna
montata e la bavarese solo il 30%)?
Grazie mille
Buongiorno Francesco,
la differenza tra mousse e bavarese è la
seguente:
bavarese: base crema inglese - gusto - gelatina
animale in fogli - panna semimontata mousse:
base pate a bombe (per gusti alle creme e
cioccolato) o meringa italiana (per gusti alla
frutta) - gusto - gelatina animale in fogli (su
alcune coperture fondenti non necessita
l'utilizzo) - panna semimontata.
Come puoi ben vedere le basi iniziali sono
completamente differenti, difatti la bavarese
risulta una crema meno soffice e cremosa, al
contrario la mousse, è ricca di aria e soffice.
Spero di essere stato chiaro.
Un saluto e buon lavoro. |
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Damiano Pagani, Pasticciere
Salve Leonardo,
sono venuto a 2 o 3 dei suoi corsi, di cui uno
pochi giorni fa a Mantova.
Le scrivo perchè ho un problema, forse banale,
ma per uno con poca esperienza come me non lo è
di certo. Il problema è la crema dei bignè: la
faccio con il pasto-crema, riempio i bignè e li
abbatto per comodità, siccome non ho il tempo
materiale per riempirli ogni giorno. Il fatto è
che la crema (dopo lo scongelamento) non è più
cremosa e diventa come un "tuorlo cotto",
perdendo la sua umidità e asciugando cosi anche
il bignè.
La dose della crema è: l 8 latte, l 2 panna, Kg
3 di zucchero semolato, Kg 2,4 di tuorlo d'uovo
(pastorizzato), gr 400 amido mais, gr 400 amido
riso, vaniglia e limone.
Non le chiedo la ricetta di una crema per il
pasto-crema, ma non capisco perchè a cuocere la
crema a mano non mi dà questo problema e con il
pasto-crema si. La ringrazio anticipatamente e
le faccio i complimenti per i corsi che ha
tenuto, mi sono stati molto utili.
Ciao Damiano,
la risposta te la sei già dato da solo: non
sempre, ma la crema con il pastorizzatore, viene
molto diversa da quella fatta a mano.
Il mio consiglio è di provare solamente con
amido di riso, facendo piccole modifiche ogni
volta, fino a raggiungere quella ottimale.
Spesso una crema che viene congelata, può avere
dei problemi di sineresi, cioè la separazione
dell'acqua dal grasso, mettendo solo amido di
riso si può evitare questo inconveniente. Tutto
naturalmente è da testare anche in base alla tua
macchina e dal tipo di congelamento che fai.
Spero di essere stato chiaro, ma risolvere il
tuo quesito non è facile via web.
Buon lavoro. |
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Antonio Martinelli, insegnante
Ciao Leo,
In sostituzione delle pailette mi consigli di
usare delle crepe, io conosco solo le crepe
morbide (tipo suzette) ti spiace darmi una
ricetta adatta? Grazie e scusa per il disturbo.
Saluti.
Ciao Antonio,
sono le stesse crepes solamente che devi
cuocerle fino a che diventano color nocciola e
secche.
Un saluto e buon lavoro. |
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Nico Vallarella, aiuto pasticcere
Gentile maestro,
vorrei dei chiarimenti sull'utilizzo degli
zuccheri in pasticceria, come il destrosio, il
maltosio, lo zucchero invertito, il glucosio.
Perchè, quando e dove vengono
usati? Grazie in anticipo e complimenti per il
lavoro che svolge: è sempre un mio punto di
riferimento. Per caso ha fatto dei libri
ultimamente?
ciao Nico,
Mi spiace ma la tua richiesta è molto complessa.
Saluti |
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Giacomo Vicini, pasticciere
Salve maestro Di Carlo,
Ringrazio per la sua risposta celere, preciso
che non sono un esperto in quanto ho iniziato da
un anno questo bellissimo mestiere. Leggendo le
riviste di settore in cui si elogiano le
proprietà del lievito madre ho deciso di provare
a realizzarlo. In riferimento alla precedente
e-mail, in cui le chiedevo gli strumenti
necessari per una corretta lievitazione della
pasta acida, vorrei un consiglio su come gestire
la temperatura dell'impasto considerando che in
laboratorio non ho una temperatura costante e
quando i forni sono spenti scende anche intorno
ai 20 C°. Devo solo allungare i tempi di
lievitazione?
Caro Giacomo,
in questo modo diventa più difficile da gestire
il lievito madre: fai delle prove. Comunque la
temperatura è importante per avere una costanza
nel prodotto.
Un saluto . |
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Damiano Zizzola, Panettiere/Pasticciere
Carissimo Leo,
ti chiedo se mi puoi aiutare con una tua ricetta
di frittelle alla veneziana. Non le ho mai fatte
e me le richiedono.
Ti ringrazio e ti saluto
Ciao Damiano,
mi spiace ma non ho nessuna ricetta delle
frittelle alla veneziana: comunque è un prodotto
a base di lievito di birra con una consistenza
molto morbida.
Un saluto |
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Francesco Bonarrigo, pasticciere
caro maestro,
volevo sapere se esistono le giuste proporzioni
per ottenere la forza desiderata della farina
avendo a disposizione quella in vendita nei
normali negozi (150-200w) e la manitoba che
penso abbia circa 400w. Grazie mille per la sua
disponibilità.
ciao Francesco,
so che qualche molino ha dei parametri per
bilanciare le farina mescolandole, io purtroppo
non ho nulla.
Saluti e buon lavoro. |
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Nicola
Pappagallo, pasticciere
Buongiorno maestro,
se in una crema pasticcera abbasso il peso dei
tuorli, per ottenere lo stesso risultato mi
basta prolungare un po’ la cottura o devo
aumentare la quantità di amidi e zucchero
presenti nella ricetta?
La ringrazio anticipatamente e le invio i miei
più cordiali saluti.
Buongiorno Nicola,
purtroppo la tua è una domanda che non si
risolve via e-mail.
Tutto dipende dalla quantità di tuorlo che vuoi
modificare, se 20 g o 100 g. Naturalmente questo
poi vale anche per la quantità di zucchero e
amidi presenti nella ricetta. Un saluto e buon
lavoro. |
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Stefano Parenti, pasticciere
ciao Leo,
tra poolish e biga, a parte il fatto che il
primo e' un preimpasto molto liquido rispetto al
secondo, in termini di prodotto finale, quali
differenze ci sono? Grazie e complimenti per la
rubrica.
Buongiorno Stefano,
innanzitutto ti ringrazio per avermi contattato.
Come da tua gentile richiesta, ti scrivo le
differente tra Poolish e Biga.
Il Poolisch si può utilizzare in tutti prodotti
lievitati, croissant, pane, pizze etc...ed è in
grado di donare al prodotto finito ottima
fragranza, maggiore profumo, leggerezza,
alveatura e friabilità della crosta, con
maggiore conservazione.
E' una biga liquida con una quantità di lievito
che varia a seconda del tempo di fermentazione
(che può andare dalle 3 alle 16- 24 ore a
temperatura ambiente).
2 ORE 2,5 % di lievito di birra sul peso della
farina
3 ORE 1,5 % "
8 ORE 0,5 % "
12-16 ORE 0,15 % "
La biga ha migliori caratteristiche reologiche
dell'impasto, ottima digeribilità, conservazione
e caratteristiche sensoriali del prodotto
finito.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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Vincenzo Falanga, pasticciere
ciao leonardo,
cortesemente potresti indicarmi una ricetta di
un panettone a lievito di birra? e per quanto
tempo posso conservarlo?
ti ringrazio in anticipo per le risposte!
grazie e ciao
Ciao Vincenzo,
ti ringrazio per avermi contattato, purtroppo
non ho mai fatto una ricetta di un panettone al
lievito di birra.
Un saluto e buon Natale. |
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Mary
Messina, impiegata
Ciao Leonardo,
volevo chiederti una cosa in merito alla crema
pasticcera. A tuo parere è meglio utilizzare sia
l'amido di riso che quello di mais per ottenere
una buona struttura e cremosità? Io solitamente
la faccio con 700 g di latte, 300 g di panna,
300 g tuorli, 80 g di maizena (ho sentito pero'
che sarebbe meglio usarne solo 40 g e aggiungere
35 g di amido di riso).Se a tuo parere è
corretto, in quali dosi devo scorporarli?
Vorrei anche chiederti una cosa in merito alla
caramellizzazione della sfoglia, ossia devo
caramellarla da entrambe le parti o basta farlo
solo da una? Posso usare il burro di cacao in
scaglie anzichè quello in polvere? Dopo aver
ottenuto la caramellizzazione con lo zucchero a
velo, la seconda passata in forno con il burro
deve essere fatta per pochi secondi, quanto
basta a fondere il burro o dici che è meglio
fare un'unica passata con zucchero e burro?
Un'ultima cosa: una volta cotta posso
conservarla in carta d'alluminio fino al giorno
dopo o perderebbe parte della fragranza?
Grazie ancora e ti saluto con grande stima.
Ciao Mary,
la ricetta tua è ok, io personalmente preferisco
utilizzare un solo tipo di amido, in questo caso
riso.
La quantità dipende sempre dalla qualità
dell'amido, comunque prova la stessa del mais se
poi viene troppo morbida ne aggiungi, prodimento
inverso se è dura.
Il risultato è una crema molto vellutata,
cremosa, lucida e poco gelatinosa, inoltre puoi
anche surgelarla senza problemi, l'importante
che la surgelazione sia fatta rapidamente.
Per la sfoglia una volta cotta la impermalizzi
leggermente con il burro di cacao e poi la
conservi in un contenitore ermetico al riparo
dall'umidità per 24 ore.
Un saluto e buon lavoro. |
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Elton
Musollari, pasticciere
Caro leo, mi piaccerebe sapere la ricetta del
marzapane, ne ho lette diverse e sono indeciso
su quale usare. Mi sarebbe di aiuto una
spiegazione sul tema del marzapane. Grazie del
tuo aiuto. Ciao
Ciao Elton,
la tua richiesta è molto ampia e ho bisogno di
ulteriori dettagli per risponderti: quale
utilizzo devi fare con il marzapane? Che tipo di
attrezzature hai a disposizione in laboratorio
(cutter, raffinatrice…)?
Un saluto |
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Alessandro Nirchio, pasticcere
Salve signor Di Carlo,
leggevo la sua ricetta delle casse per africani
e volevo chiederle se era possibile aggiungere
amidi e proteine del latte all'impasto per
rendere il prodotto finito più soffiato. Se sì,
magari darmi una dritta sulle eventuali
percentuali, grazie mille e a presto!
Buongiorno Alessandro,
purtroppo non ho mai aggiunto proteine o altro,
comunque se vuoi provare stai intorno all’1%.
Un saluto. |
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Teofilo Totaro, cuoco
Salve maestro,
sono un cuoco professionista e a volte mi
diletto anche nella preparazioni di torte alla
crema. Volevo sapere la quantità di panna
montata su un litro di crema pasticcera classica
e se la panna è da intendersi liquida o montata?
La ringrazio in anticipo per la Vostra
disponibilità.
In attesa di una Vostra risposta, cordiali
saluti.
Buongiorno Teofilo,
ti ringrazio per avermi contattato.
La panna la puoi mettere liquida prima della
cottura, per ottenere una crema più ricca di
grassi e persistente al palato. Mentre la puoi
inserire montata se vuoi ottenere una crema
pasticcera alleggerita, facendo attenzione di
avere una crema pasticcera ben fredda e stabile.
In questo secondo caso, la quantità della panna
montata può essere dal 20 al 50%.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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Ornella, studentessa
Gentile Leonardo,
sono un'appassionata di pasticceria: spesso
capita che il pan di Spagna o la torta paradiso,
che uso come base, nonostante io segua alla
lettera procedure e dosi, in cottura si gonfi il
centro e si spacchi. Spero in un suo aiuto
perchè davvero non capisco. Grazie per la sua
attenzione
Buonasera Ornella,
quando un prodotto si spacca in forno, dipende
dalla cottura, ovvero è troppo alta.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto |
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Mariapatrizia Sodano, impiegata
Caro maestro, complimenti innanzitutto per il
successo raggiunto!
Mi chiamo Patty e mi sono diplomata in
pasticceria 3 anni orsono per passione e la
settimana prossima farò un corso sul cioccolato
con Frédéric Bourse.
La mia prima domanda è: vorrei cimentarmi con
l’isomalto, mi darebbe il procedimento per
scioglierlo bene e per fare semplici
decorazioni? Come posso conservarlo? Burro di
cacao: mi può dare delle applicazioni tecniche
nel cioccolato?
Infine, ho acquistato della gelatina in polvere
da usare al posto della gelatina in fogli; il
rapporto quale può essere all'incirca? Sulla
busta c'è una ricetta base ovvero:
1 litro di panna
110 g di gelatina
200 g acqua
Cordiali saluti
Buongiorno Patrizia,
ti ringrazio per i complimenti.
Le tue richieste sono molto varie e
richiederebbero seri approfondimenti.
Infatti, la lavorazione dell’isomalto se non la
si vede dal vivo è praticamente impossibile
spiegarla via email. Idem per la lavorazione del
cioccolato, avendo mille applicazioni. Mentre
quel tipo di gelatina non l'ho mai utilizzato e
quindi mi è difficile darti dei consigli
affidabili.
Un saluto |
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Alessandro Battazza, pasticciere
Gentile maestro, volevo sapere dove posso
trovare i parametri per il bilanciamento di
prodotti dolciari, così da poter costruire una
mia ricetta personale.
Grazie per la sua disponibilità e distinti
saluti
Alessandro, Riccione
Buonasera Alessandro,
purtroppo per ora in commercio non c’è nulla di
simile.
Il mio consiglio è quello di seguire dei corsi
mirati alla costruzione degli impasti e dei
prodotti dolciari.
Spero di essere stato d'aiuto. Un cordiale
saluto. |
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Tomaz Bevcic, capo cucina
Salve,
Ho seguito i tuoi corsi da Castellani e mi sono
imbattuto in un problema con la pasta di
mandorle per fare il pane genovese. Ho comprato
la pasta di mandorle pura e quando mescolo con
lo zucchero e l'acqua non mi diventa omogeneo.
Cosa posso fare?
P.S. Avrei ancora qualche cosa da chiederti e ho
capito che abiti vicino, magari se passi da
queste parti ti offro un caffè.
Saluti Tomaz
Ciao Tomaz,
per rendere omogeneo la pasta di mandorle, devi
scaldarla al microonde leggermente a 40°C,
quindi metterla o nel cutter o in planetaria con
la foglia e aggiungere poco per volta i liquidi
fino a renderla liscia e omogenea.
Un saluto e buon lavoro. |
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Alan Deidda, Pasticcere
Ciao Leonardo,
avrei 2 domande per te:
1) quando calcolo i dosaggi % per un impasto, il
mio punto di riferimento è sempre la quantità di
farina che metto al suo interno - cosa intendi
quando dici sul peso totale del prodotto?
Ho letto una tua precedente risposta dove dai
come riferimento la suddetta voce.
Grazie in anticipo per le tue risposte
Alan, Cagliari
Ciao Alan,
quando parlo di percentuale è sempre sul totale
degli ingredienti.
Ad esempio:
200 g farina
100 g zucchero
100 g uova
in questo caso ho il 50% di farina e il 25%
degli altri due ingredienti.
Spero di essere stato chiaro.
Un saluto e buon lavoro. |
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Giacomo De Cillis, pasticciere
Ciao Leonardo,
vorrei realizzare delle glasse a specchio alla
frutta, tipo fragola lampone pesca arancio e
limone, visto che non amo usare prodotti già
pronti. Potresti gentilmente darmi delle
indicazioni?
In attesa di una tua risposta ti ringrazio
anticipatamente
Giacomo, Bisceglie
Ciao Giacomo,
ti ringrazio per avermi contattato.
Questa è una ricetta di glassa neutra, che puoi
aromatizzare a piacere sostituendo una parte di
acqua o totalmente con puree di frutta.
La cosa più importante è la pectina. Mi spiego
meglio: devi utilizzare una pectina per glasse
alla frutta, rivolgendoti a rivenditori
specializzati.
Spero di essere stato d'aiuto
Un saluto e buon lavoro. |
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Mila Scacchi, impiegata
Buongiorno Leo,
la ringrazio per la sua disponibilità.
La mia domanda è molto semplice: quando è
opportuno utilizzare la maizena e quando la
fecola di patate? L'impasto che caratteristiche
presenterà utilizzando il primo ingrediente
piuttosto che il secondo?
Grazie anticipatamente,
Mila, Sant’Angelo Lodigiano
Buongiorno Mila,
innanzitutto ti ringrazio per il messaggio.
L'amido è un glucido (glucidi sono i costituenti
più importanti dei vegetali, che li sintetizzano
utilizzando l'energia solare. Il termine deriva
dal greco glucos=dolce) polisaccaride largamente
diffuso nel mondo vegetale, contenuto negli
organi di riserva delle piante come semi e
tuberi. È il principale componente delle farine
dei cereali e derivati (pasta, pane) e, se è
ricavato dai tuberi o dai bulbi (ad esempio
patate e castagne), è detto fecola.
L'amido viene soprattutto utilizzato nelle creme
cotte sul fuoco; la sua viscosità inizia circa a
75°C e dona alla crema pasticcera una struttura
liscia e lucida, naturalmente se cotta bene!
La struttura finale sarà leggermente gelatinosa
e non elastica. Oppure serve nelle creme da
forno, tipo creme di mandorle, cocco,
nocciole...
La fecola invece viene utilizzata in alcuni
prodotti da forno, in cui l'operatore ha bisogno
di indebolire la forza della farina per ottenere
una struttura più fine nelle masse montate e
friabilità negli impasti frollosi. Se si esagera
con la quantità otteniamo un eccesso di
sabbiosità del prodotto.
Non è adatta nelle creme pasticcere, perchè
rende la crema elastica e filamentosa, questo
per via della sua struttura molecolare (la
viscosità inizia a 55°-60°C).
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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Giovanni Demontis, pasticciere
Ciao Leonardo,
sono un artigiano di Roma e volevo chiederti con
esattezza la differenza tra burro, margarina e
margarina senza grassi idrogenati, anche perchè
ritengo che la margarina abbia delle tossine: è
vero?
Grazie da Giovanni, Roma
Buongiorno Giovanni,
la margarina è composta da grassi animali
(oleomargarine) e vegetali, con l’aggiunta
di latte o acqua. Quelle in commercio sono di
origine vegetale, prodotte da oli vegetali resi
solidi da un processo di idrogenazione che
determina la formazione di acidi grassi trans,
particolarmente nocivi per l’organismo perchè
aumentano i livelli di
colesterolo cattivo e diminuiscono il
colesterolo buono. Le calorie sono pari a 719
Kcal per 100 g di prodotto.
La margarina vegetale non idrogenata è ottenuta
per frazionamento da grassi vegetali raffinati.
Un olio (palma, guscio di palma, girasole ecc.)
è un mix di acidi grassi: la prevalenza dei
monoinsaturi e dei polinsaturi lo rende liquido.
Con il frazionamento si ottiene un solido
costituito in abbondanza da grassi saturi, la
differenza che ha rispetto agli idrogenati è che
non è trans se non nella misura in cui il
processo chimico ne introduce una piccola
quantità. Le calorie: sono sempre pari a 719
Kcal per 100 g di prodotto.
Il burro è un alimento naturale ricco di
vitamine, che, essendo ricco di lipidi, è molto
energetico. I lipidi sono essenziali per
l’organismo, il quale è in grado di assorbirli
rapidamente.
La vitamina D risulta importante per il
metabolismo del calcio, cioè per un buon
sviluppo e la salute delle ossa. Contiene anche
significative quantità di vitamine liposolubili
come la A, che favorisce la crescita, protegge
le mucose e difende dalle infezioni. Presenti
anche le vitamine E, K e sali minerali (calcio,
fosforo, magnesio, potassio, rame, zinco e
selenio). Calorie: 717 Kcal per 100 g di
prodotto.
Caratteristica importante ed esclusiva del burro
sono gli acidi grassi a catena corta che hanno
un punto di fusione inferiore alla temperatura
del corpo. Si tratta di un ottimo requisito per
la digeribilità (coefficiente di digeribilità:
97%) e colloca il burro in una posizione di
favore rispetto a tutti gli altri grassi.
Il burro è un derivato del latte ed è ottenuto
dalla lavorazione della crema di latte ovvero
dalla panna. Per ottenere 1 kg di burro
occorrono mediamente 23-25 kg di latte.
La differenza sostanziale |
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Luisa Escana, Impiegata
Gentilissimo Leo
poco fa mi hanno regalato un contenitore di 15
dico 15 Kg. di zucchero invertito, come posso
utilizzarlo?
Grazie Luisa
Buongiorno sig. Luisa,
Lo zucchero invertito lo può utilizzare nei
prodotti da forno che hanno bisogno di rimanere
morbidi, per esempio un pan di Spagna, plum
cake, brioche etc, dall'1% e non più del 3% sul
peso totale del prodotto, altrimenti nella
cottura risultano troppo scuri.
Il potere dolcificante dell'invertito è maggiore
di quello dello zucchero semolato 130 ca.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro |
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Matteo Vitulano, pasticcere
Ciao Leonardo,
Innanzitutto complimenti per il tuo nuovo sito,
è spettacolare.
Volevo mi risolvessi due problemi: il primo
consiste nel glassare la cassata siciliana.
C'è una percentuale di acqua che bisogna
aggiungere nello zucchero fondente dopo averlo
sciolto nel microonde? E a che temperatura deve
essere lo zucchero?
Il secondo si presenta nella preparazione della
pastiera napoletana: metto su 700 gr di ricotta
4 tuorli d'uovo e 300 gr di zucchero, e il
prodotto in forno tende a gonfiarsi e a
rompersi. Cosa posso fare per bilanciare il
tutto?
In bocca al lupo per tutto ciao.
Buongiorno Matteo,
Innanzitutto ti ringrazio per avermi contattato
e per i complimenti.
Per la glassa allo zucchero fondente, la
temperatura ottimale è 40/45°C, altrimenti se è
più caldo può cristallizzare e diventare opaca.
Puoi aggiungere anche un pò di sciroppo di
glucosio 50 g per kg e 50 80 g di acqua ca.
Mentre per la pastiera puoi mescolare lo
zucchero con la ricotta il giorno prima,
conservare il tutto in frigo quindi il resto
degli ingredienti e poi la cottura.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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Daniela Rufic, decorazione vetri
Ciao Leo,
sono Daniela e ho visto delle bellissime torte
decorate con la pasta di zucchero che necessita
glucosio. La mia domanda è: si può fare questo
glucosio anche in casa? Quali sono gli
ingredienti? Oppure dove posso comprare il
glucosio?
Ti ringrazio di cuore e complimenti per tutto
quello che fai!
Ciao e grazie da Daniela, Ionigo
Buongiorno Daniela,
grazie mille per il tuo messaggio.
Il glucosio non si può fare, puoi sostituirlo
con il miele.
Comunque lo puoi trovare nei negozi
specializzati di prodotti di nicchia oppure su
internet.
Un saluto |
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Daniele Marchitiello,
gelatiere-pasticciere
Salve carissimo maestro!
Vorrei porre alcune domande riguardo gli
zuccheri complessi negli impasti, dal destrosio
alle maltodestrine.
Cosa vanno a provocare ad esempio in un impasto
per sbattuta? E ho visto che è presente in
alcune sue ricette lo zucchero invertito, oppure
il glucosio: cosa provocano in un impasto?
Grazie mille perchè è sempre molto chiaro il
vostro sito!
Daniele, Rapolla
Buongiorno Daniele,
destrosio e maltodestrine le utilizzo
principalmente nel gelato, poichè non trovo
necessità di impiegarli nei prodotti da forno.
Riguardo lo zucchero invertito, negli impasti
tipo plum cake, masse montate e lievitati dona
morbidezza al prodotto finito.
Il destrosio è ottimo anche nei ripieni di
praline per ottenere una maggiore durata di
shelf life e naturalmente meno dolcezza, visto
che il potere dolcificante del destrosio è
inferiore a quello del saccarosio, 60-70 circa.
Spero di essere stato chiaro.
Un saluto e buon lavoro. |
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Salvo Catania, cuoco
Salve sig Di Carlo,
Spesso e volentieri utilizzo banane, mele, pere
e altri tipi di frutta per mousse e creme. Per
evitare l'ossidamento e quindi la perdita di
colore uso l'acido ascorbico: ci sono metodi
alternativi per mantenere il colore della frutta
intatto?
Grazie, Salvo, Siracusa
Ciao Salvo,
l'acido ascorbico è un ottimo antiossidante,
così come l'acido citrico, anch'esso presente
nel succo di limone.
Altro metodo è quello di utilizzare il
sottovuoto. Ad esempio: una volta che prepari la
frutta, la metti subito in sottovuoto e quando
devi preparare la mousse è pronta all'uso,
immediatamente.
Comunque, aggiungi sempre una piccola quantità
di succo di limone nel prodotto finito, sia per
evitare l'ossidazione nel tempo che per
accentuare il sapore della frutta.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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Angie Musci, cuoca
Ciao Leonardo, ho avuto modo di conoscerti tempo
fa, ma già prima di quell'incontro ti
consideravo un modello a cui ispirarsi. Veniamo
al motivo del contatto: ho realizzato la tua
ganache montata al limone per un entremets, ma
al momento giusto il composto non ha montato.
Hai idea di cosa possa essere successo? Inoltre,
è possibile sostituire al burro di cacao
presente nella ricetta del ciocco bianco, tipo
copertura ivoire? Grazie mille per la tua
disponibilità, sei un grande!
Angie, Madrid
Ciao Angie,
grazie per avermi contattato e per i
complimenti!
Se per favore mi ricordi la ricetta per vedere
com'è composta e capire procedimento. Così ti
posso dare dettagli precisi.
Attendo tue news e intanto ti invio un saluto. |
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Pietro Sparago, pasticciere
Ciao Leo,
ti scrivo per sapere come mai utilizzando albumi
pastorizzati in brik, aggiungendo lo zucchero e
qualche goccia di limone tutto insieme in
planetaria, non montano, mentre con albumi
freschi, passando prima per il microonde, lo
stesso connubio monta bene?
Ti ringrazio anticipatamente per la tua costante
disponibilità e professionalità.
Pietro, Castel Morrone
Ciao Pietro,
ti ringrazio per avermi contattato.
È bene sapere che l'albume pastorizzato subisce
dei trattamenti termici: durante la fase di
pastorizzazione una delle principali proteine (Ovoglobulina),
che ha la funzione di "potere montante", viene
leggermente indebolita, ecco perche spesso
alcuni albumi pastorizzati fanno fatica a
montare.
Altrimenti la soluzione è acquistare albume
d'uovo liquido lottizzato, ottenuto con un
innovativo trattamento termico simile alla
pastorizzazione (con temperature più basse). Il
suo potere montante è infatti simile al fresco.
Spero di essere stato chiaro.
Un saluto e buon lavoro. |
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Giuseppe Comes, pasticciere
Ciao Leonardo,
qualche giorno fa ho raffinato delle normali
nocciole tostate, fino a ridurle in pasta, visto
che mi servivano per delle creme, non avendo a
disposizione la pasta nocciola che solitamente
usiamo. La pasta è risultata un po' più chiara e
poi il sapore e più amaro, ma a livello
olfattivo non ha quel tipico aroma delicato. Da
cosa può dipendere? Nell'attesa le faccio i miei
complimenti e le porgo cordiali saluti.
Giuseppe, Termoli
Ciao Giuseppe,
ti ringrazio innanzitutto per avermi contattato
e per i complimenti.
Per ottenere una buona pasta di nocciole, per
prima cosa bisogna utilizzare nocciole fresche,
quindi fare un'ottima tostatura delle stesse
(140°C): questo ci darà colore più o meno scuro,
sapore delicato o tostata e aromi ottimali.
Poi, nella fase di lavorazione sarebbe meglio
non scaldare oltre i 50°C la massa, per evitare
di continuare per inerzia la tostatura, così da
ottenere un prodotto diverso nell'aroma e,
leggermente, nel colore.
Sperando di essere stato chiaro, ti auguro buon
lavoro! |
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Stefania Coppola, ex segretaria
attualmente casalinga
Ciao Leonardo,
mi chiamo Stefania e sin da piccola ho una
passione: la cucina e soprattutto i dolci.
Vorrei chiederti cortesemente un consiglio,
alcune ricette prevedono l'uso del glucosio,
dove lo posso comprare e a cosa serve?
Ringraziandoti anticipatamente per la
disponibilità, ti mando un caloroso abbraccio.
Stefania, Tricase, Le
Buongiorno Stefania,
Ti ringrazio per avermi contattato.
Il glucosio lo puoi trovare presso rivenditori
di materie prime per pasticcerie e gelaterie,
oppure in punti vendita forniti di alimenti e
ingredienti particolari.
L'utilizzo su creme o ganache serve per
rallentare la cristallizzazione degli zuccheri.
Nei prodotti tipo caramello e croccante serve
per dare morbidezza nella fase di lavorazione e
durezza una volta freddo.
Nel gelato è utile per un gelato più spatolabile
e cremoso, evitando anche qui la
cristallizzazione degli zuccheri ed abbassando
il potere anti-congelante.
Nei prodotti da forno non è invece indicato:
riesce a trattenere l'umidità, ma il prodotto
finale risulta più o meno gommoso, in base alla
quantità che si utilizza.
Spero di essere stato d'aiuto.
Un saluto e buon lavoro. |
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